10 ottobre 2015

NUOVO RECORD DELLE SOFFERENZE BANCARIE: DA AGOSTO 2014 AD AGOSTO 2015 +15%. 198 MILIARDI DI CREDITI MARCI (CRACK ITALIA)


Nuovo record per le sofferenze nelle banche: negli ultimi 12 mesi, da agosto 2014 ad agosto 2015, sono cresciute del 15% arrivando a superare i 198 miliardi di euro, in aumento di quasi 26 miliardi.

Lo riporta ina una nota Unimpresa. La fetta maggiore di prestiti che non vengono rimborsati regolarmente agli istituti di credito è quella delle imprese (142 miliardi), le "rate non pagate" dalle famiglie valgono più di 36 miliardi, mentre quelle delle imprese familiari sono vicine a 16 miliardi.

Superano il tetto dei 4 miliardi, poi, le sofferenze della pubblica amministrazione, delle assicurazioni e di altre istituzioni finanziarie. Complessivamente le sofferenze adesso corrispondono al 14% dei prestiti bancari, in aumento rispetto al 12% di un anno fa.

Alla fine del 2010 le sofferenze ammontavano a 77,8 miliardi: in quattro anni e mezzo, quindi, sono più che raddoppiate.

Nell'ultimo anno le banche hanno tagliato i finanziamenti a imprese e famiglie per complessivi 8 miliardi (-0,5%), ma i prestiti di medio periodo per le aziende sono andati in controtendenza e sono saliti di oltre 14 miliardi (+11%) così come è cresciuto il credito al consumo, aumentato di quasi 12 miliardi (+20,%).

Secondo lo studio dell'associazione, basato su dati della Banca d'Italia, in totale le sofferenze sono passate dai 172,4 miliardi di agosto 2014 ai 198,4 miliardi di agosto 2015 (+15,06%) in aumento di 25,9 miliardi.

Nel dettaglio, la quota di sofferenze che fa capo alle imprese è salita da 122,7 miliardi a 141,9 (+15,61%) in aumento di 19,1 miliardi. La fetta relativa alle famiglie è cresciuta da 32,8 miliardi a 36,1 miliardi (+10,03%) in salita di 3,2 miliardi. Per le imprese familiari c'è stato un aumento di 1,6 miliardi da 14,3 miliardi a 15,9 miliardi (+11,17%). Le "altre" sofferenze (pa, onlus, assicurazioni, fondi pensione) sono passate invece da 2,4 a 4,3 miliardi (+77,13%) con 1,9 miliardi miliardi in più.

Ad agosto 2014 le sofferenze corrispondevano al 12,18% dei prestiti bancari (1.416,6 miliardi), percentuale salita al 14,09% ad agosto scorso, quando i finanziamenti degli istituti erano a 1.408,5 miliardi.

Rispetto alla fine del 2010 le sofferenze sono più che raddoppiate: in quattro anni e mezzo, da dicembre 2010 ad agosto 2015, quando hanno toccato un nuovo record, sono passate da 77,8 miliardi a 198,4 miliardi in salita di 120,6 miliardi. A fine 2011 erano a 107,1 miliardi; alla fine del 2012 a 124,9 miliardi. Se il trend resta invariato, le sofferenze toccheranno quota 200 miliardi nel mese di settembre o, al più tardi, a ottobre.

Parallelamente c'è la difficile situazione del credito, i cui rubinetti faticano a riaprirsi, usando un eufemismo. Da agosto 2014 ad agosto 2015, il totale dei finanziamenti al settore privato è diminuito di 8,1 miliardi di euro passando da 1.416,6 miliardi a 1.408,5 miliardi.

Una riduzione che interessa soprattutto le imprese che nell'ultimo anno hanno assistito alla riduzione dei finanziamenti di quasi tutti i tipi di durata. Sono calati i prestiti a breve termine (fino a 1 anno) per 11,04 miliardi (-3,69%) da 299,4 miliardi a 288,3 miliardi e quelli di lungo periodo (oltre a 5 anni) di 21,7 miliardi (-5,52%) da 394,01 miliardi a 372,2 miliardi, mentre quelli di medio periodo (fino a 5 anni), in controtendenza, sono cresciuti di 14,3 miliardi (+11,36%) da 126,05 miliardi a 140,3 miliardi.

In totale, lo stock di finanziamenti alle imprese è comunque sceso da 819,4 miliardi a 801,1 miliardi con una diminuzione di 18,4 miliardi (-2,26%).

Inoltre, si registrano meno prestiti personali per 771 milioni (-0,43%) da 179,5 miliardi a 178,8 miliardi. Fermo il comparto mutui casa con le erogazioni degli istituti diminuite di 790 milioni (-0,22%) da 359,3 miliardi a 359,8 miliardi; in controtendenza il credito al consumo, salito di 11,9 miliardi (+20,48%) da 58,2 miliardi a 70,1 miliardi, dei quali però - come detto - il 15% non viene rimborsato.

Redazione Milano
Posta un commento

Facebook Seguimi