10 ottobre 2015

NASCE IN GRAN BRETAGNA ''VOTE LEAVE'' CAMPAGNA PER IL BREXIT FINANZIATA DA GRANDI INDUSTRIALI E POLITICI, ANCHE LABURISTI


LONDRA - Alcuni dei maggiori donatori del Partito conservatore britannico, riferisce il quotidiano nazionale "The Telegraph", hanno unito le forze con imprenditori e politici di varia provenienza per lanciare la campagna a favore della Brexit, l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea.

Il gruppo, chiamato Vote Leave, ha tra i suoi sostenitori tre miliardari, decine di membri della Camera dei Comuni e della Camera dei Lord e i fondatori di alcune delle piu' note compagnie del paese. La nuova organizzazione intende agire subito, convinta che il primo ministro, David Cameron, impegnato in sede europea in una trattativa per rinegoziare i termini dell'appartenenza della Gran Bretagna, non riuscira' a ottenere concessioni significative.

Il premier incontrera' oggi la cancelliera tedesca, Angela Merkel, dalla quale probabilmente sara' sollecitato a formulare richieste piu' chiare. Vote Leave ritiene che il Regno Unito, lasciando l'Ue dopo il referendum previsto entro la fine del 2017, potrebbe sviluppare con la stessa "una nuova amichevole relazione" basata su accordi di libero scambio.

La ricchezza dei promotori dell'iniziativa preoccupa molto gli "europeisti"; la presenza infatti di rappresentanti delle grandi imprese del Regno Unito costituisce un forte argomento contrario all'allarme sul presunto impatto negativo sull'economia e sulla finanza dell'eventuale Brexit.

Vote Leave, inoltre potrebbe anche unirsi con gli antieuropeisti; un altro gruppo, Leave.eu, sostenuto dall'Ukip, il Partito per l'indipendenza del Regno Unito, che punta a guidare il fronte referendario del "no".

Vote Leave ha nominato tre tesorieri: Peter Cruddas, ex cotesoriere del Partito conservatore; John Mills, a capo del colosso dello shopping televisivo Jml, e Stuart Wheeler, ex tesoriere dell'Ukip.

Tra gli uomini d'affari hanno aderito Crispin Odey e John Caudwell. Tra gli altri nomi, anche quelli di Lord Kalms, presidente di Dixons; Christopher Foyle, presidente di Foyles, e Joe Foster, fondatore di Reebok, tutti colossi industriali-finanziari britannici.

Il gruppo ha il sostegno dei Conservatori per la Gran Bretagna. Tra gli esponenti Tory di rilievo figurano Steve Baker, Michael Freeman, Owen Paterson (ex segretario all'Ambiente) e Bernard Jenkin (presidente della commissione parlamentare Pubblica amministrazione).

E ci sono addirittura anche sostenitori provenienti dal Labour, guidati da Kate Hoey, e da altri partiti, come Jenny Jones dei verdi; Lord Trimble, ex leader del Dup, il Partito unionista democratico dell'Irlanda del Nord, e Douglas Carswell dell'Ukip.

In occasione del suo lancio, Vote Leave ha pubblicato un nuovo sondaggio di Icm, condotto subito dopo il discorso di Cameron al congresso di Manchester, secondo il quale il 53 per cento degli elettori e' pronto ad appoggiare la campagna per lasciare l'Ue se Londra non otterra' la fine della prevalenza del diritto europeo. Cosa che Bruxelles ha già dichiarato - e più volte - d'essere impossibile.

Redazione Milano
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