31 ottobre 2015

Lettera di Maradona contro banche e massoneria

Lettera di Maradona contro banche e massoneria

Lettera di Maradona:

“Ciao Tiki Taka, un’espressione che va benissimo per il titolo di un programma, ma non come sistema di gioco.
E’ meglio giocare il calcio alla Maradona, con la fantasia e col cuore in campo e per la gente.
Capisco che sono cambiate tante cose da quando ero un protagonista in campo.
Il calcio è cambiato tantissimo.
Non c’è più Maradona ma nemmeno Gullit, Platini, Van Basten, Mattheus.
Ora si corre solo e basta, non c’è più una bandiera, senza sentimenti.
Solo denaro.
Cento milioni di euro spesi dal Real Madrid per Gareth Bale?
Ferlaino mi comprò per soli 14 miliardi di lire, ma lui non era povero era soltanto furbo.
Però non invidio nulla e nessuno del calcio attuale.
Ai miei tempi il pallone era vero, io giocavo di fantasia, trascinandomi dietro 10 giocatori per vincere il mondiale o lo scudetto.
A questo proposito la Roma sta giocando bene ed è prima, ma fine a maggio tutto può succedere:
ci sono tante squadre che possono lottare per lo scudetto.
Oramai nel campionato italiano, oggi contano molto il potere i soldi, ma il Napoli con altri investimenti potrebbe sorprendere le avversarie.
Però non deve sbagliare certe partite.
Venerdì a Roma sono rimasto molto deluso e stupito, ho visto un Napoli in campo con la paura, i ragazzi non hanno giocato.
E’ anche vero che sono stati sfortunati e spero che si prende presto Higuain.
E’ un grande bomber, però come argentino preferisco Tevez, perchè nello stare vicino alla gente assomiglia a me.
Mi piace anche Balotelli, è giovane e bravo, crescerà.
E non voglio fargli la predica, non faccio il maestro di nessuno, ne posso dire a nessuno di seguire oppure no i miei esempi.
Gli consiglio solo di pensare sempre con il cuore.
Di essere se stesso come lo sono io anche in questa mia battaglia di legalità.
Mi sono messo sempre contro i potenti e hanno sempre tentato di farmela pagare, ma resto dalla parte della gente e chi mi fa del male non avrà vita facile.
Nei miei confronti è scattata una gogna mediatica, cavilli assurdi relativi ad una mancata difesa su di una violazione inesistente.
Cose degne di un paese dominato dalle massonerie e dalle banche, che vive di burocrazia e falsi scoop.
In questo Paese non c’è certezza della pena eppure si stanno accanendo fiscalmente su di me, senza una prova, contro un cittadino straniero che poco capiva di tributi e non ha interessi economici in Italia,
Tanto da rimetterci solo orologi e orecchini.
Se mi fossi chiamato Esposito o Bianchi non avrei avuto questo trattamento persecutorio.
Ma io sono Maradona, dentro e fuori dal campo, da anni Equitalia si fa pubblicità col mio nome, quanto tutti hanno capito
che non ho mai rubato ne sono mai stato un evasore.
Ma non è l’unico paradosso.
Dopo oltre 20 anni ho finalmente assistito ad una partita del Napoli, solo perchè invitato dalla Roma: possibile che non sia stata mai l’occasione per portarmi al San Paolo?
E’ paradossale che per veder giocare il mio Napoli, sia costretto ad andare all’Olimpico.
La vita di Maradona è lunga, dopo tutto l’amore e le gioie che ho dato, il premio di poter tornare a far parte del Napoli sarebbe la giusta riconoscenza.
Io mi occuperò sempre di calcio e sport, se Dio vuole, anche in Italia.
Maradona è ancora lontano dall’essere bollato come un pensionato…
Un abbraccio a tutti”.

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