20 ottobre 2015

La verità sui conigli che vi piace tanto mangiare

La verità sui conigli che vi piace tanto mangiare

Crediamo di avere conquistato la civiltà perché abbiamo sconfitto la fame, perlomeno in alcune aree privilegiate del mondo, e perché abbiamo conquistato un relativo benessere. Ma a quale prezzo? Per soddisfare il nostro bisogno di spreco, abbiamo creato un sistema ombra, un’industria dell’orrore che ci guardiamo bene dal visitare. Guardiamo al cielo ed alle stelle, ma non rivolgiamo mai lo sguardo verso quell’inferno di morte e di dolore senza il quale non saremmo niente. Riteniamo di essere creature superiori perché abbiamo rituali, credenze. Ma per soddisfare la nostra sete di trascendenza, come gli Aztechi che facevano rotolare le teste giù delle scalinate di altissime piramidi, ci comportiamo come animali crudeli, come assassini spietati e irrispettosi.

I nativi americani, quando uccidevano un bisonte, si raccoglievano intorno al suo cadavere e recitavano una preghiera di ringraziamento. Non a Dio, ma al bisonte, perché con il suo sacrificio regalava loro la vita. Era una conseguenza del rapporto di parità che legava l’uomo alla natura: per mangiare bisognava cacciare; per cacciare bisognava essere disposti a morire. Per questo gli animali erano rispettati: perché era una battaglia ad armi pari. I giovani venivano educati ad onorare madre natura. Oggi i bambini nelle grandi città non sanno neppure più da dove arriva, quello che i genitori gli aprono nelle scatolette. E i genitori non saprebbero sopravvivere, senza gli scaffali dei supermercati.

Non ne faccio una questione di mangiare carne, di essere vegetariani, vegani o altro ancora. Qui il problema è a monte. Guardatevi allo specchio e rispondete: abbiamo il diritto di infliggere una pena peggiore della morte a una qualunque creatura vivente?

Possiamo essere d’accordo sul fatto che tra l’uccidere un animale che abbia vissuto in una condizione di relativa libertà per tutta la vita e ucciderne un altro ogni singolo giorno della sua miserabile esistenza, c’è una differenza? E se questa differenza esiste, siamo tutti d’accordo che gliallevamenti intensivi rappresentano l’estremo peggiore del peggior incubo partorito dallo scrittore di fantascienza più cupo e apocalittico che mai la letteratura potrebbe partorire? Parliamo di scenari che, se applicati a noi e ai nostri figli, farebbero inorridire anche la peggiore mente criminale. E allora perché non riusciamo a discutere di un metodo di produzione del cibo meno crudele, insensibile, barbaro, feroce e indiscutibilmente perfino stupido?
Intanto che ci pensate, guardate questo video e iniziate a firmare questa petizione.
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