10 ottobre 2015

LA TRAGEDIA DEL DONBASS PER I MEDIA OCCIDENTALI NON ESISTE

LA TRAGEDIA DEL DONBASS PER I MEDIA OCCIDENTALI NON ESISTE

I bambini dovrebbero essere uguali ovunque, il rispetto per le vittime e i morti innocenti dovrebbe valere in modo uguale in tutto il mondo. Le stragi umane dovrebbero essere documentate e raccontate indipendentemente dagli interessi politici dietro ai conflitti e alle guerre in corso.
In realtà non è così. Ci sono guerre di cui si parla, foto di bambini morti scappando da zone di crisi che girano il mondo e scuotono le coscienze. Ci sono altri bambini invece, come quelli del Donbass, che stando alla stampa occidentale e italiana, non esistono. Come non esistono i milioni di profughi che scappano dal Donbass dilaniato dalle bombe e si recano in Russia, dove trovano accoglienza. Non esistono i civili rimasti uccisi in questo conflitto, oramai più di 8.000.Sorge una domanda: perché regna il silenzio più assoluto su questa tragedia? Dove sono tutti i “je suis”, pronti a gridare vergogna sempre e comunque, ma tutti zitti se si tratta del Donbass? Forse perché parliamo di vittime russofone appartenenti all’etnia russa, quindi di seconda categoria. Forse perché è lo stesso occidente ad avere un ruolo importante in questa guerra e i giornali allora, ubbidienti ai governi, tacciono e chiudono gli occhi. Per fortuna esiste internet, la gente si può informare e mobilitare. Ognuno può aiutare i civili del Donbass anche tramite associazioni italiane. Una di queste, l’Associazione culturale Lombardia-Russia, ha lanciato una raccolta fondi per aiutare la popolazione del Donbass. Il vice presidente dell’Associazione, Gianmatteo Ferrari, ha rilasciato un’intervista in merito a Sputnik Italia.— Parlaci della vostra raccolta fondi per il Donbass.— Abbiamo lanciato questa raccolta fondi per aiutare le popolazioni del Donbass, perché in Occidente non se ne parla, è un disastro dimenticato. Ci sono altre associazioni che fanno queste raccolte, però abbiamo voluto farla anche noi in maniera pubblica, abbiamo fatto in modo che sia un sistema trasparente perché tutti possano vedere esattamente quanto si è raccolto e dove andranno utilizzati questi soldi. Associazione Culturale Lombardia Russia

— Quanti soldi siete riusciti a totalizzare e dove saranno destinati?

— Abbiamo pensato di mettere come budget massimo di raccolta nel sito la somma di 2.000 euro, che non è tantissimo, però speriamo possano essere utili. Mancano ancora 70 giorni alla termine della raccolta, siamo arrivati a 1800 euro, manca poco al traguardo.

Siamo in contatto con esponenti dell’amministrazione di Donetsk, questi soldi verranno destinati ai progetti che loro stanno seguendo, noi daremo l’intera cifra e loro ci diranno come li spenderanno. Faranno la rendicontazione di tutto quello che viene speso e dovrebbero anche fornirci un video di come è stata spesa la somma. 

— Come funziona questa raccolta, si può aiutare e versare una somma direttamente sul sito?

— Sia sul nostro sito internet, lombardiarussia.org, che sulla nostra pagina facebook c’è il link per entrare nel sito della raccolta fondi, che si chiama kapipal. Si può donare utilizzando paypal, qualsiasi tipo di carta di credito è accettata, uno può pagare anche se non ha l’iscrizione a paypal.

— Perché secondo te sulla stampa italiana non si da voce a questa tragedia, non si parla dei bambini vittime di guerra?

— Non si dice nulla perché è una tragedia, una guerra civile nel cuore dell’Europa, che però è stata creata ad arte dall’Occidente, ricordiamo che il tutto è cominciato con il colpo di stato a Kiev. Siccome tutti i mezzi di informazione occidentali sono controllati da chi ha fatto questo colpo di stato le notizie non passano.

— C’è da dire che ci sono molti conflitti nel mondo legati all’Occidente, come in Siria per esempio. Se la foto con un bambino siriano annegato nel mare per raggiungere l’Europa fa il giro del mondo, dei bambini uccisi nel Donbass invece non si dice niente. Forse perché sono di etnia russa, quindi di un’altra categoria?

— Assolutamente sì. Loro nonostante la guerra rimangono a difendere la propria terra. Non venendo in Europa, la notizia non passa, la gente non se ne rende conto. Poi senz’altro perché sono etnie russofone al confine con la Russia, quindi all’Occidente fa comodo non far sapere nulla di quello che accade.

— In realtà molti cittadini del Donbass scappano dalla guerra.

— Sì, ma vanno in Russia che li accoglie e li aiuta. Siccome in Occidente passa il messaggio che la guerra nel Donbass è stata causata anche da ingerenze russe, uno dovrebbe chiedersi: se la Russia ha fatto tutto ciò, come mai uno scappa verso la Russia, che dovrebbe essere l’aggressore?

— Il tema profughi è sulle prime di tutti i giornali, la Russia sta ospitando più di un milione di profughi dal Donbass, ma anche su questo silenzio totale in Occidente.

— Dire che la Russia accoglie più di un milione di profughi sarebbe un punto a favore della Russia e quindi non fa comodo all’Occidente far sapere questi fatti.

— Qual è il tuo auspicio e il messaggio che vorresti lanciare a chi ci segue?

— Quella del Donbass è una guerra fratricida. L’auspicio è che torni ad esserci la pace nel Donbass, in Ucraina, e che chi vive sulle guerre la smetta di andare in altre nazioni a fare queste ingerenze. Ogni popolo è padrone a casa sua, i governi non devono essere decisi da oltreoceano, ognuno a casa sua decide il proprio governo. Che i bambini, le donne, gli anziani, tutti tornino a vivere in pace, l’unica cosa che penso vogliano.


Tratto da: Lo Sai
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