21 ottobre 2015

La nostalgia del passato, l’incubo del presente e il sogno del futuro.


Marco Travaglio oggi, sul Fatto Quotidiano, pubblica un pezzo di Paolo Becchi che sintetizza lo scenario politico attuale. Quella che segue è la versione integrale del testo.

Il quadro politico si è ormai delineato con sufficiente chiarezza e consente alcune riflessioni sulle tre forze politiche che lo compongono: il partito personale di Renzi, la Lega di Salvini e il M5S.

LA LEGA

Proprio negli stessi giorni in cui avveniva l’incontro a Imola del MoVimento, usciva sul Wall Street Journal un manifesto firmato dai leaders dei partiti euro-scettici europei, tra cui Salvini. Il messaggio euro-scettico è chiarissimo: “ritorno delle nazioni”. E così la Lega – da partito federalista e separatista – si è trasformato nel partito della nazione e nel suo corollario, la critica all’immigrazione: «senza identità, non esiste Nazione», si legge nel manifesto, e «senza una Nazione, non ci possono essere prosperità, giustizia, democrazia o libertà».

Il progetto politico è così definito: riconquista della sovranità nazionale, ritorno ad una “Europa delle nazioni” – che richiama De Gaulle, quando contro l’ “Europa sovranazionale” propose l’ “Europa delle patrie”. Si tratta di un progetto che oggi è di nuovo di grande incidenza e sembra riscuotere il consenso di larghi strati delle popolazioni. Come l’Euro invece di avvicinare i popoli li ha divisi, così la cricca di Bruxelles, invece di unire l’Europa, ha provocato il risorgere dei nazionalismi proprio contro l’Europa stessa. In Italia questo messaggio politico è incarnato ora dalla Lega.

IL M5S

Certo, il Movimento 5 Stelle ha cercato di canalizzare anche questo progetto, ma, come si è visto con la proposta del referendum, in modo fallimentare. Grillo ha promesso il referendum sull’euro e l’8 giugno scorso aveva annunciato a gran voce l’avvenuta consegna delle firme in Senato per dare il via alla legge di iniziativa popolare. Anche se ora ha smesso di parlarne, gli italiani non dimenticano le promesse non mantenute. Dovrebbe riprendere la battaglia contro la moneta unica, anche se questa battaglia lo avvicina ai “nazionalisti”. Ma, diciamolo con franchezza: non avrebbe senso appiattire il Movimento 5 Stelle sul nazionalismo. Non è quello il progetto. Il nazionalismo guarda al passato, il M5S è proiettato nel futuro.

Imola mi ha colto positivamente di sorpresa: pensavo, dopo le uscite estive di Grillo, ad un movimento che stava snaturandosi, e, almeno in parte, devo ricredermi. E sono ben contento di farlo. Casaleggio ha ribadito le regole e ha rivendicato di esserne, insieme a Grillo, il garante, ed ha al contempo indicato un trend che guarda al futuro, ben delineato del resto nell’ intervento Di Maio che ha richiamato tutti i punti del programma pentastellato. Obiettivo-Governo, dunque, ma per realizzare un programma ambizioso che è quello sì dell’onestà e della lotta alla corruzione ma anche, soprattutto, della democrazia che mira a creare un rapporto diretto tra cittadini e Stato. Insomma, il M5S guarda avanti. Potrà non piacere questo futuro per la radicalità che contiene, ma non si può negare una cosa: il M5S continua ad avere una sua visione del mondo, unaWeltanschaung. E la grande politica vive di visioni. Questa è per me la sorpresa di Imola.

Paolo Becchi - Dal piano Kalergi in su - Oltre l'euro
L’incontro e la diretta streaming tra Claudio Messora e Paolo Becchi, a Milano, lo scorso 13 settembre.

IL PD

La terza forza è il partito Renzi. Il progetto di Renzi rappresenta quello che oggi ci chiede l’Europa. E cioè la realizzazione di istituzioni politiche stabili che diano tutto il potere all’Esecutivo e che riducano al minimo il significato del Parlamento. Esattamente come succede in Europa, dove la Commissione Europea decide tutto e il Parlamento non conta un cazzo. Renzi sta lavorando in questo senso e non c’è dubbio che abbia raggiunto lo scopo. Ma la partita è ancora aperta. Il referendum potrebbe bloccare questo progetto.

CONCLUSIONI

Anche se la nostalgia del passato è forte, il trend del futuro è aperto. Ci sono due vie aperte oltre al sistema democratico-rappresentativo: una è quella del superamento dell’intermediazione, che cerca di recuperare uno stretto rapporto tra Stato e cittadini innestando nel sistema elementi didemocrazia diretta; l’altra è quella che conferisce tutto il potere nelle mani di una oligarchia “democraticamente” eletta. Questa seconda soluzione è un incubo, mentre il Movimento resta utopico, cerca ancora di farci sognare. Ed un sogno – come diceva Ernst Bloch, «non può star fermo: non fa bene».

Dunque tre forze, e tre dimensioni del tempo: la nostalgia del passato, l’incubo del presente, e il sogno del futuro. Su questo gli italiani saranno prima o poi chiamati a scegliere. Il resto – avrebbe detto Amleto – «è silenzio».
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