20 ottobre 2015

I rinnovati assalti all’innocenza in eurosodoma

I rinnovati assalti all’innocenza in eurosodoma
In vari paesi di Pedo-Euro-Sodoma la potente lobby ci riprova continuamente, con l’appoggio di solerti maestrine e pedagoghesse (quasi tutte di quella tendenza poltica), sollecite e zelanti, come fosse una missione religiosa, nello spiegare ai bambini cosa è un orgasmo o una masturbazione. Vi riassumo un articolo del “Die Welt” (23 IV 2013) che rendiconta ampiamente quanto accaduto in Germania (Baden-Wuerttemberg), quando una mamma si sente raccontare dal figlioletto di 10 anni tornato da scuola di aver appreso che le donne una volta al mese perdono sangue da sotto. Il giorno successivo il bimbo riferisce di aver appreso, con sconcerto, come le lesbiche usano la lingua per avere reciproco piacere, e poi come si usa il preservativo ecc, (un suo compagnetto, dopo tali lezioni ha dichiarato che in vita sua non intende aver a che fare con le donne). La mamma insieme alle altre madri vuole sapere che accade in quella scuola, essendo all’oscuro di questi aspetti delle didattica, senonché vengono a scoprire che è stato adottato un manualetto di educazione sessuale dal titolo “Da dove vieni?” (Loewe editore) introdotto già in prima elementare con bambini di 5 anni e dal quale sono riprese le due immagini. I genitori di altre scuole (stavolta berlinesi) si sono indignati, non solo per esser stati tenuto all’oscuro di queste programmazioni didattiche, ma anche perché c’è una descrizione morbosamente dettagliata dell’atto sessuale, dei genitali, del parto, ecc. Alcune didascalie alle figure così recitano: “Lisa e Lars hanno un orgasmo, è così bello che più bello non può essere”; “come è stimolante la vagina bella calda come il pene”, ecc. Perché questo a bambini da 5 a 10 anni? Si chiedono i genitori innescando un dibattito pubblico a livello nazionale. Per la portavoce dei Verdi riguardo alle politiche familiari, Katja Doerner, è tutto ben fatto. Qualcuno non manca di citare W. Reich, il quale avrebbe scoperto che la “repressione” (sic!) della sessualtà nell’infanzia darebbe origine a società autoritarie. Furbescamente quelli favorevoli a tanto abomino si appellano alla solita questione dell’omofobia e del bullismo omofobico, che sin dall’infanzia verrebbero eradicati se si mostra ai bambini il modo in cui Lisa e Lars hanno un orgasmo! Quello del bullismo omofobico è cavallo di Troia per omosessualizzare l’infanzia.


PAOLO DE BERNARDI

IL DIRITTO ALL’INNOCENZA

OSSERVAZIONI SUL PROGETTO TECNOCRATICO DI EDUCAZIONE SESSUALE NELLE SCUOLE DELL’OBBLIGO

Uscito in “Sapienza” Rivista di Filosofia e Teologia, LVII (2004), pp. 325-335
Aggiornato marzo 2008

E’ questo argomento da trattare con grande delicatezza, dal momento che può consentire forme di condizionamento e plagio, molto più di discipline quali filosofia o religione, perché con l’educazione sessuale si trasmettono valori e modelli comportamentali che riguardano una delle sfere più intime della personalità; educazione che la scuola vorrebbe sottrarre alla competenza delle famiglie, col pretesto che le famiglie non la farebbero o non lo saprebbero fare. L’avvento del nuovo insegnamento preoccupa per i due seguenti riguardi.
1. Per la PRECOCIZZAZIONE degli interessi sessuali. Una cosa, ad esempio, è affrontare il tema dei rapporti non protetti con ragazzi di 18 anni, altra cosa con quelli di 14 anni e altra cosa ancora con quelli di 10 anni. Nel primo caso, si farà dell’informazione-prevenzione; nel secondo, oltre all’informazione si fa istigazione a precocizzare le esperienze sessuali, nel terzo caso si deturpa l’innocenza e si precocizzano illegittimamente interessi, che per natura dovrebbero comparire più tardi. Quando i nostri avi proponevano la favola della cicogna per i più piccoli, non era perché non sapessero essere obiettivi e/o crudi nelle spiegazioni o nelle descrizioni, bensì perché avevano come obiettivo la tutela di quel valore e diritto che si chiama innocenza, uno status tipico e fondamentale dell’infanzia che consiste nel restare per un po’ di anni ignari di ciò che siano il desiderio morboso, angoscia del morire, preoccupazioni per la sopravvivenza, gravi sensi di colpa, paura del futuro. Non si tratta di fare moralismo o di bacchettoneria, perché affermare che non è opportuno per un bambino di 8-12 anni bere un bicchier di vino, non significa voler proibire ad un adulto di berne un litro tranquillamente. Del valore e del diritto allo status dell’innocenza il materialismo tecnocratico pare non curarsi. Emblematiche le dichiarazioni dell’ex ministro della sanità U. Veronesi (1), secondo il quale l’educazione sessuale andrebbe insegnata sin dall’asilo (sic!).
Sarà tutto rimesso alla discrezionalità del singolo insegnante?
2. Per i CONTENUTI. Avranno a questo punto i genitori la possibilità di avere l’esonero in quei casi, dove insegnanti appartenenti a certe aree ideologiche dicessero: a) che l’omosessualità è una normale-naturale espressione della sessualità; b) che quello che unisce l’uomo e la donna è solo una delle possibili forme di matrimonio?; c) che facessero propaganda ad una concezione edonista e consumista del sesso (“rafforza l’autostima”?), evocando anche i poteri della pillola del giorno dopo e invocando recenti studi, sedicenti scientifici e provenienti dalle stesse aree dove forte è il potere delle lobby omosessuali e pedofile, che cercano di far credere che fare molto sesso faccia bene alla salute, anche ai giovani atleti, ecc.? Senza contare il rischio che un orientamento sessuale possa essere indotto nei ragazzi allorché, come si fa in Inghilterra, si fa circolare tra i più piccoli una versione gay della favola del principe azzurro; oppure quando nei licei si promuovono corsi di letteratura di soli autori gay (sì che il ragazzo è indotto a credere che la sessualità omo predisponga ad esperienze intellettuali più elevate della media…); in quel paese si è giunti persino a proporre una legge che vieti ai ragazzi di chiamare i genitori coi termini “papà” e “mamma”; questo potrebbe risultare discriminatorio verso bimbi di coppie gay.
Su come sia in corso una potente manipolazione dei costumi sessuali, anche con l’appoggio di centri di studio parascientifici o sedicenti scientifici (che, ad esempio, vogliono far credere che l’onanismo non nuoccia alla salute dei giovani), si rimanda ad uno studio (2), dove anche si mostra, quanto sia facile fare il gioco di chi vuole precocizzare nell’infanzia interessi sessuali, col pretesto di una educazione alla affettività, giocando sul labile confine tra informazione (a torto ritenuta sempre necessaria) e istigazione.

INQUIETANTI INIZIATIVE PER L’INFANZIA. Don Fortunato Di Noto, fondatore di Meter, uno dei maggiori osservatorii esistenti sul fenomeno pedofilia (in vertiginosa espansione), parla di “potente cupola” internazionale, in grado di condizionare le scelte politiche degli stati nazionali. E comunque, a prescindere dalla complessa questione del dove traggono origine, v’è una messe di iniziative “a favore” o riguardanti l’infanzia.
Chissà su quali obiettive ragioni scientifiche, poggia l’ordine di cancellazione della pedofilia dal novero delle perversioni sessuali, nel 1994, da parte del Consiglio direttivo dell’associazione psichiatrica americana? Mossa da preoccupazioni per la salute, la portavoce e capo della commissione per la scienza e l’etica della British Medical Association (BMA), V. Nathanson, ha chiesto nel 2002 di mandare i bambini di sette anni a lezione di sesso per prevenire gonorree, clamidia, HIV, ecc., mentre catene di grandi supermercati, con l’approvazione del BMA, distribuiscono gratis pillole del giorno dopo a ragazzine minorenni. Pare che sia per la tutela della libertà di stampa, che la Corte Suprema americana ha bocciato nel 2002 i divieti della ciber-porno-pedofilia, consentendo così che si possano produrre e vendere filmati pedofili, purché non siano girati con attori veri. L’Europa per parte sua approva, in sede di Parlamento europeo, nel 2002, la risoluzione Van Lancker, secondo la quale “si deve garantire l’educazione sessuale e la disponibilità di contraccettivi a bambini e adolescenti senza il consenso dei genitori”. Bisogna voler tenere gli occhi chiusi e ben stretti per non accorgersi che dall’area angloamericana, caratterizzata da materialismo tecnocratico, stanno giungendo iniziative inquietanti, senza contare che circa il 70% dei siti pedopornografici del web vengono prodotti e diffusi da questi paesi.
L’Italia ha aderito nel 1995 allo European Network of Health Promoting School (E.N.H.P.S, che riscuote l’approvazione della Organizzazione Mondiale della Sanità) e che impone ai paesi aderenti l’attiva partecipazione (anche con finanziamenti) dei Ministeri della pubblica Istruzione e della Sanità. La rete di scuole coinvolta in tale progetto vede messi in atto corsi di educazione sessuale, anche per fasce di età da 3 a 11 anni; e anche qui sono università inglesi e americane (Nottingham e Yale University) a fare da guida, aggiornare e fornire i materiali didattici agli entusiasti pedagoghi nostrani, che non dubitano neppure un momento che la via regia per far acquisire autostima ai bambini da 3 a 11 anni sia quella che li fa consapevoli dei propri genitali e del loro uso.
La GuidaGenitori.it, espressione di un gruppo multibusiness nel campo della salute e del benessere, che gode del supporto della Società Italiana di Medicina Perinatale e sostenuta dalla Società Italiana di Pediatria, con un Comitato scientifico che raccoglie alcuni tra i più apprezzati specialisti della pediatria e della medicina italiana, ritiene, per bocca della psichiatra e psicoterapeuta R.Trabalzini, che: “La masturbazione nel bambino è assolutamente naturale…L’autostimolazione dei genitali rappresenta per i bambini soprattutto una possibilità di consolazione alla quale ricorrere nei momenti di stanchezza, di solitudine, di noia…Impedire al bambino la masturbazione con rimproveri, punizioni e castighi è certamente un atteggiamento fuori luogo…La frequenza della masturbazione nei bambini è assolutamente personale: può variare da una volta a settimana ad una o più volte al giorno” (3).
La psicologa R. Giommi, eminente rappresentante dell’Istituto Internazionale di Sessuologia di Firenze, istituto che ha anche compiti di formazione di quegli psicologi, ginecologi e assistenti sociali che poi vanno nelle scuole a fare educazione sessuale, scrive dei bambini: “Si può insegnare loro la differenza di genere (maschile e femminile), oggetto di grande curiosità, parlando loro naturalmente con un linguaggio che siano in grado di comprendere. Ma anche di come sono stati concepiti e di come sono nati. Dai 7 ai 10 anni i bambini frequentano le elementari ma molti sono già in fase di presviluppo […] è quindi opportuno far capire con disegni, giochi, associazioni di idee, lo sviluppo sessuale, parlando anche della sessualità dei grandi […]. Spieghiamo come è fatto il corpo, cosa vuol dire fare l’amore, progettare un bambino, ma anche volersi bene, toccarsi, baciarsi, perché la sessualità non sia un tabù né una cosa vergognosa. Dagli 11 ai 14 anni, momento della preadolescenza, bisogna dare informazioni corrette, per esempio sulla masturbazione, sulla prima volta, sulle cure igieniche. Bisogna parlare di sessualità come modo piacevole di stare insieme” (4). Inoltre, per l’Istituto Internazionale di Sessuologia l’omosessualità non è devianza, ma semplice “varianza”, la quale, finché è così concepita, non andrà disincentivata, scoraggiata (ogni tentativo del genere sarebbe frainteso come discriminatorio e intollerante).
L’UICEMP (5) ha preparato “schede di attivazione [sic!] per interventi di educazione all’affettività e sessualità nella scuola elementare”, che le autrici riservano ai bambini da 9 a 11 anni. Dopo le prime schede, che insistono abbondantemente sulle raffigurazioni dei genitali “per permettere ai bambini di identificare le parti del corpo, i loro nomi corretti e a quale sesso appartengono” (p.16), si procede “a verificare le conoscenze dei bambini sulla pubertà” (p.25), perciò si sottopone loro un questionario in cui si domanda se “è vero o falso che lo sperma esce dal pene del maschio”, oppure “se fa male giocare coi propri genitali” (p.26; si noti la malizia istigatrice nella formulazione retorica della domanda). Le autrici procedono poi ad “aumentare la comprensione dei bambini sui cambiamenti corporei che avvengono durante la pubertà” (p.28), invitandoli a notare che “del pelo che sta cominciando a crescere attorno all’apertura della mia vulva” (p.30) e quindi cercando di far loro notare che “mi sento sessualmente attratto verso un’altra persona” (p.31). V’è poi la scheda volta ad “esplorare ciò che i bambini provano quando esprimono attrazione” (p.39), perciò viene sottoposta alla loro attenzione una serie di verbi dei quali i piccoli dovrebbero indicare, a graduatoria, quelli che esprimono attrazione debole, media, o attrazione forte; tra i verbi v’è lo “strofinarsi”, il “baciarsi”, il “mordersi” e quindi il “leccare”! (p.40). Non poteva mancare il “foglio di lavoro” dal titolo “cos’è la masturbazione”, il cui scopo sarebbe quello di “dare informazioni sulla masturbazione e dare affermazioni/stimolo [sic!] per incoraggiare i bambini a esplorare le loro conoscenze” (p.47), a tal fine si domanda loro “se farlo è normale” e “se fa male” (p. 48). Si noti come non solo le domande siano formulate in modo tendenzioso, cioè con la risposta implicita, ma come anche presuppongano che l’operatore spieghi ai bambini come si fa (6)…
Diamo un occhiata a quel che sta accadendo all’estero. In Germania la Centrale Federale per l’istruzione sanitaria (BZgA), sezione Istruzione sessuale e Pianificazione familiare, ha preparato per le famiglie tedesche due manualetti gratuiti di educazione sessuale, il primo per bambini da 1 a 3 anni, l’altro da 4 a 6. Entrambi editi nel 2007 (Bestell–Nr: 13660100 e 13660200), nel primo si invitano i genitori ad accarezzare, stimolare e baciare il bambino nelle varie parti del corpo durante il bagnetto (7) . “È un segno di sano sviluppo sessuale del vostro bambino se lui si avvale della possibilità di procurarsi piacere e soddisfazione” (8) . Si invita il genitore “a scoprire la vagina e soprattutto il clitoride senza troppa concentrazione, bensì nominandoli e attraverso amorevole contatto” (9). E prosegue: “L’autosoddisfacimento differisce tra bambini e bambine in quanto quest’ultime ricorrono all’aiuto di oggetti. Eventuali ferite non dovrebbero essere pretesto per impedire loro la masturbazione. Quando osservate che la vostra bambina si ferisce perché ad esempio si infila nella vagina qualcosa di appuntito o spigoloso, oppure che si è ferita con il continuo sfregamento, evitate che si danneggi e poi accarezzatela dolcemente finché non le passi il dolore…” (10). Il manuale ritiene che quando il bambino scopre di essere un maschietto o una femminuccia potrebbe voler confrontare-esplorare il proprio corpo con quello del papà e della mamma. Perciò durante il bagnetto o mentre si è nudi potrebbe accadere questa cosa. “Non vi è alcuna zona del corpo più intensivamente sicura da esplorare e naturalmente non solo i genitali, la qual cosa a volte può provocare negli adulti stati di eccitazione” (11).
Il secondo manualetto insiste nel ricordare che il fatto che il bambino giochi con i genitali è segno di buon sviluppo psico–sessuale dello stesso. Stessa cosa dicasi quando egli imita per gioco degli atti sessuali (12). “Sarebbe bene che anche il padre, le nonne, gli zii o la baby–sitter gettino uno sguardo su questi manualetti e si lascino intrigare – per favore sentitevi tutti coinvolti” (13) .
La ripetuta affermazione che la masturbazione e il gioco coi genitali sarebbe segno di sano sviluppo sessuale e di intelligenza come dice Reich (14), deve condurre evidentemente alla preoccupazione tutti quei genitori che osservino il proprio figlio da 1 a 6 anni non compiere alcun gioco di tipo onanistico. Che faranno questi genitori che non osservano i segni dell’intelligenza e della buona salute? Telefoneranno all’assistente sociale per chiedere come fare e riceveranno inviti a prendere la manina del bambino e a guidarla….?
Nel catalogo del Ministero c’è anche un cd per bambini dell’asilo dal titolo “Naso, pancia, sederino” (Bestell–Nr. 13702000), contenente canzoncine e filastrocche dove sono reperibili passaggi come questo: “Quando guardo il mio corpo e lo tocco, scopro sempre più ciò che mi appartiene… Noi abbiamo una vagina, poiché siamo bambine. Essa e sotto la pancia tra le mie gambe. Essa non è solo per fare pipì e se la tocco, si, si, formicola graziosamente. Puoi dire no, puoi dire si, puoi dire ferma, oppure ancora una volta così, così non posso, così mi piace molto, o avanti così” (15).
Ce n’è abbastanza, e ci scusiamo col lettore, ma era forse preferibile restare all’oscuro di quanto si va compiendo nei confronti dell’infanzia?

INNOCENZA E VOLONTA’ DI SCANDALO. Volere che i più piccoli portino la loro attenzione sui genitali, facendo credere ai tanti solerti operatori che la cosa avrebbe valenze educative e rafforzative dell’autostima (16), è grave. Perché il bambino è caratterizzato da uno status di innocenza, nel quale non solo è inconsapevole di uno o molti aspetti del suo corpo, ma è addirittura inconsapevole di avere un corpo. Questo lo rende immune dal turbamento del senso di morte, così come è immune dalle ossessioni per la sopravvivenza che offuscano la psiche e la mente di chi abbia una coscienza acuta della propria corporeità, come è il caso di un adulto, che ha in più i turbamenti che conseguono dai desideri morbosi. Quando si parla di innocenza nei bambini, si fa proprio riferimento ad una psiche pura da simili deformità, ecco perché quello stato è sempre stato indicato come una semi-beatitudine e ritenuto più degno e idoneo a ciò che la religione indica come “paradiso”, termine che filosoficamente traduciamo come “realizzazione spirituale”. Lo status dell’innocenza è quasi una rappresentazione vivente e comunque molto prossima a ciò che la filosofia indica come “saggezza” e “realizzazione” e a ciò che la religione indica come “santità”. E’ per questo motivo che proprio ai bambini, stante questa loro dignità speciale, è stato detto “lasciate che vengano a me”; essi sono più prossimi al Divino di ogni altro; anzi in essi c’è una certa epifania del Divino (o della Natura o Verità, per esprimerci in termini non religiosi), al punto che il popolo (quello che non ha lauree né specializzazioni) diceva “dove c’è innocenza c’è provvidenza”. Ci sono ragazzi che mantengono strascichi di questo status fino a 14 anni; se ne accorgono le psicologhe-sessuologhe che vanno nelle classi a chiedere di disegnare corpi nudi; molti ragazzi disegnano ancora corpi sessualmente indifferenziati. Costringere bambini dai tre anni in poi a portare l’attenzione sui genitali affinché “prendano coscienza di sé, maturino nell’osservazione della diversità, affinché siano guidati nella scoperta di aspetti di sé…”, (tanto per citare una delle vuote fraseologie più ricorrenti ) è operazione che, fatta passare come plausibile dal punto di vista psico-socio-affettivo, è, in realtà, atroce, perché nega al bambino quel fondamentale diritto (cui i professionisti dei diritti umani [17] neppure accennano) che è il diritto allo status di innocenza. Si dovrebbe rivedere l’intero impianto della nostra scolarità, nella sua matrice prima illuminista, poi positivista e ora tecnocratica, che irride alla tutela dell’innocenza nelle tradizioni popolari e familiari che si compiva con la storiella della cicogna. Sarà risibile quanto si vuole, ma era segno che l’innocenza e il suo significato erano compresi e quindi tutelati, mentre gli scolarizzati, laureati e specializzati odierni hanno perso ogni sensibilità verso di essa, aprendo una sorta di nuovo corso storico, che potremmo definire la Grande Barbarie.
Va aggiunto che è al perdurare di questo stato di innocenza che si deve un efficace processo di apprendimento, tanto più incisivo quanto più la mente e lo psichico siano quieti e non turbati da desideri e paure; processo destinato ad attenuarsi o addirittura interrompersi (come da generazioni hanno osservato insegnanti e genitori) con l’emergenza di interessi affettivi e/o sessuali, che non è mai opportuno precocizzare. Senza contare che è al perdurare di questo status che si ha, specie nei ragazzi, un sano sviluppo fisico, sempreché si sappia andar oltre alla cortina di menzogne che la tecnocrazia diffonde, non solo in campo psicologico, ma anche in campo igienico-ematologico, facendo credere che la precoce attività sessuale non pregiudichi affatto la formazione fisica sana e robusta dei giovani. Perciò facciamo notare, anzi denunciamo, che questa volontà di promuovere una sessualità infantile e adolescenziale ha anche per obiettivo quello di indebolire la gioventù; e così riteniamo, non solo che non siano da correggere i quattordicenni che raffigurano corpi indifferenziati, ma ci auguriamo che la cosa possa accadere anche ai ragazzi di 18 o 20 anni, perché tanto più è ritardato l’ingresso nella vita affettivo-sessuale, quanto più il giovane ha tempo e modo di completare lo sviluppo fisico e poi intellettuale, che sono alla base di una gioventù forte e coraggiosa. Non ci vuol tanto ad osservare che i popoli e le etnie più inermi sono proprio quelli dove più precoce è la sessualità nei giovani.
Anche in Italia, vi sono indizi, che si sta andando nella direzione di tenere i genitori all’oscuro del tipo di programmi di educazione sessuale che si fanno nelle scuole. I ragazzi stessi possono venir indotti a non rivelare ai genitori quanto vien loro insegnato a scuola, come ha denunciato Antonio Marziale, dell’Osservatorio dei diritti dei Minori (18). Il lettore avrà capito che il nucleo focale del dibattito è se la masturbazione (quindi la sessualità) sia un fatto del tutto naturale e spontaneo nel bambino (con le presunte valenze consolatorie, e giovevoli al sano sviluppo dell’infante), oppure se essa sia tutt’altro che naturale e spontanea, bensì proditoriamente indotta durante corsi di educazione sessuale di un certo tipo, dei quali si preferisce tenere all’oscuro i genitori….
Ai cristiani che hanno abbracciato quelle che paiono esigenze psico-socio-affettive, mettendosi anche loro a fare educazione sessuale ai bambini da 3 a 11 anni, voglio render meglio chiari implicazioni e rischi di tale percorso. Queste esigenze psico-socio-affettive, rafforzate da pelose preoccupazioni per la salute (prevenire clamidia, herpes, ecc.), sono la traduzione contemporanea e il travestimento di quello che W. Reich chiamava “punto di vista sessuo-economico” (19), una sociologia che mette insieme freudismo e marxismo e il cui punto qualificante è la convinzione che la repressione, specie nel bambino, di (presunte) intense pulsioni sessuali, starebbe alla base, tanto delle società patriarcali fasciste quanto delle patologie fisiche e psichiche individuali. La libertà, la felicità umana, la vera rivoluzione si avrebbero allora quando, specie ai bambini e agli adolescenti, venisse concesso di dare sfogo a tutte le pulsioni (presunte e insinuate nei primi); ma prima di arrivare a questo si deve cominciare coi più piccoli, facendo portar loro l’attenzione sui genitali e sul loro uso, perché avrebbero diritto a prenderne coscienza, avrebbero diritto alla loro dose di piacere, ecc, ecc.…..l’antagonismo tra sessualità infantile e religiosità mistica (questo sì che tanto Freud quanto Reich hanno colto bene) significa: che se si riuscirà a far sì che l’uomo resti estenuato nell’intensa e precoce (infantile) vita sessuale egli avrà preclusa, con ogni probabilità, il percorso alla trascendenza, quale gli consentono l’etica, la religione, la filosofia…. E’ questo il retroterra ideologico dei numerosi istituti e agenzie, che si premurano di diffondere la “salute” sessuale e riproduttiva, sostenute dal grande capitale finanziario internazionale. Sarebbe molto più opportuno e intelligente che sugli obiettivi politici di quest’ultimo portassero l’attenzione gli educatori sessuali nelle scuole primarie, piuttosto di chiedere che siano i bambini a portare l’attenzione sui propri genitali e sul loro uso.
Chi ha intuito politico sa che si inizia col rivendicare, oggi, il “diritto” dei bambini di prendere consapevolezza della propria genitalità e autoerotismo, quindi si prosegue col rivendicare rapporti sessuali tra bambini (se è naturale l’autoerotismo, perché non dovrebbe essere naturale anche il resto?) e si finisce, domani, per rivendicare il “diritto” dei bambini ad avere rapporti sessuali con gli adulti… ecco l’obiettivo ultimo.

DOVE CONDUCE LA TECNOCRAZIA (ispirazione reikiana) 1) Essa mira a costruire e istigare l’abominio di una sessualità infantile, facendo credere che essa esista come un fatto naturale (Freud), e che alla sua messa in atto segua quella condizione oggi tanto pubblicizzata della autostima (20), favorendo così la diffusione di costumi pedofili. 2) Essa diffonde un concetto di spettacolari valenze controeducative, appunto l’autostima (21), che sarebbe la chiave della salute sessuale, raggiungibile a patto che “si accettino i propri limiti”, e con quest’espressione si intende che: tutto quanto l’educazione tradizionale mirava a correggere –tendenze, difetti, manchevolezze- ora non dovrebbe più essere oggetto di emendamento educativo. Bisogna combattere l’autocontrollo come ciò che “ci impedisce di vivere le emozioni”, perciò solo nel “lasciarsi andare” otterremmo autostima e salute sessuale. Su quest’onda si assiste a un vero collasso educativo nelle scuole, che si stanno trasformando in fabbriche di borderline: l’alunno, alla conferenza, benché diciottenne, neppur tenta di nascondere un vistoso sbadiglio; guai a reprimersi e autocontrollarsi!; egli ordinariamente non saluta e non ringrazia, perché gli hanno detto che sforzarsi di compiacere gli altri è segno di scarsa autostima, così come il pensare che qualcosa non gli sia dovuto; vizi come spinello e videopoker non egli non pensa nemmeno a correggere, perché i profeti dell’autostima gli hanno detto che deve accettarsi com’è, con tutti i suoi difetti. E così accade che una notte, rientrando da una discoteca, i quattro amici, già “educati” (si fa per dire) a tenere inattivi i freni inibitori, anche con l’aiuto di sostanze ad arte diffuse per azzerare i residui meccanismi inibitori, propongono all’incauta ragazza di farsi accompagnare a casa, e i titolari dell’autostima anche qui non mancano di “lasciarsi andare” alle pulsioni e si rivelano branco. Ecco prodotta la Bestia. 3) L’élite tecnocratica mira a provocare ed enfatizzare i bisogni sessuali della donna, non solo perché anche qui se ne guadagnerebbe in autostima, ma perché, reichianamente, lo stimolare una sessualità compulsiva e disordinata nella donna conduce allo scardinamento della famiglia, che anche per Reich è il luogo in cui si radicano i sensi di appartenenza patriottici e/o nazionalistici (22), che vanno eliminati per istituire il melting pot degli sradicati e indifesi. 4) Essa mira a costruire ed enfatizzare la sessualità infantile e femminile al fine di depaternizzare la famiglia e la società poiché ha capito che dove è presente il principio paterno (che fa da supporto alla formazione etica) anche è presente l’elemento dell’autocontrollo, che, se presente, impedisce tanto la deboscia consumistica (con conseguente indebitamento delle famiglie), quanto quella sessuale (tanto auspicata per donna e infanzia). 5) La deboscia sessuale ed economica dei popoli consente di condurre l’uomo al modello antropologico voluto dalla tecnocrazia reichiana: l’uomo-bestia (23). L’uomo deve considerarsi e comportarsi come animale; l’eticità, l’educazione, il sentire religioso, il pensare metafisico (come li chiama Reich), insomma tutti i riferimenti e le aperture alla trascendenza (traduciamo noi) non sarebbero che deformazioni e patologie, che nascerebbero dalla repressione della sessualità infantile (24) (sic!). Ecco perché ovunque essa esporti la sua democrazia all’uranio impoverito, anche si premura di capillarizzare la diffusione della pornografia (col pretesto della libertà di stampa da difendere), affinché questa raggiunga soprattutto donne e bambini e faccia da antidoto a quelle deformazioni etiche, religiose e metafisiche dei popoli, la somma espressione delle quali, per Reich (25), sarebbe il fascismo (!). Adottando questa logica ne viene che la pornografia aiuterebbe i popoli ad essere democratici e l’uomo a riconoscersi bestia. 6) Per questo motivo non si consentirà che in qualcuno dei paesi, resi “democratici”, non si insegni -in modo pressoché obbligatorio- il darwinismo a scuola; perché è questo che consente di convincere i bambini che essi non sarebbero che una piccola e accidentale mutazione della scimmia (26).
La tecnocrazia nel suo progetto fondamentale è intrinsecamente controreligiosa (teologicamente considerando) e controiniziatica (filosoficamente considerando); in essa opera la convinzione reichiana (non peregrina peraltro) che quanto più si riuscirà a precocizzare la sessualità negli infanti, spingendoli anche all’abuso, tanto più si riuscirà a chiudere l’uomo nel cieco orizzonte della sensualità e della vita fisica, come si conviene alle bestie, precludendogli così ogni uscita verso la trascendenza. Quelli che vanno nelle scuole a fare educazione sessuale ai bambini, col pretesto di prevenire clamidia e gravidanze indesiderate, dovrebbero pensarci sette volte; e se essi sono cattolici o cristiani dovrebbero pensarci sette volte sette, per il rischio concreto di partecipare a operazione demonica (27) (ecco perché il Vangelo indica come preferibile una macina al collo).
Ci si sarebbe aspettato che, come hanno fatto i laici per l’ora di religione, dalla quale hanno chiesto a gran voce l’esonero per i propri figli, altrettanto avrebbero fatto i cristiani nel rivendicare l’esonero per i propri figli da ore di educazione affettiva e sessuale, quando all’esame risultassero fortemente dubbie…Dov’è la par condicio?

DIRITTO ALLA TUTELA DEI VALORI Scriveva Reich: “Nell’ordinamento patriarcale è facile dimostrare che il meccanismo principale della strutturazione umana su un piano autoritario era costituito dalla repressione e dalla rimozione della genitalità dei bambini piccoli e degli adolescenti…. Un intelligente ministero dell’istruzione pubblica o della cultura potrebbe emanare decreti adatti per modificare la situazione” (28). Speriamo non sia il caso del nostro Ministero.
Se si fossero proposte ore di “educazione alla spiritualità”, oppure di “educazione all’etica”, vi sarebbero state levate di scudi e richieste di esonero, prontamente accettate per tutelare il diritto alla laicità di chi scorge in quelle eventuali proposte “derive clericali” . Ma questa invocata laicità non può e non deve significare imposizione del materialismo tecnocratico, che anche attraverso questa secolarizzazione della vita affettiva vuole dissacrare e infangare il valore fondamentale dell’innocenza. Perché non dovrebbe esserci diritto ad ore alternative all’educazione sessuale (travestita spesso da educazione affettiva), mentre v’è diritto ad avere ore alternative di insegnamento all’ora di religione?
Verrà riconosciuto un diritto delle famiglie a rivendicare per sé l’educazione affettiva e/o sessuale per i propri figli, quando la scuola dovesse dare certe informazioni ad una età inappropriata, oppure quando con quelle informazioni venissero veicolati modelli e comportamenti fortemente contrari all’etica di quelle stesse famiglie? Oppure il Ministero intende dare direttive precise e vincolanti che rispettino le fasce d’età, affinché sia dato riconoscimento al diritto di innocenza, affinché sia evitata la disgustosa precocizzazione degli interessi sessuali, affinché sia riconosciuto alle famiglie il diritto di rifiutare input formativi contrari al proprio sistema di valori?

APPENDICE 1 PERVERSIONI PUBBLICHE (29) La situazione in Germania

Il sito internet del ministero per la Famiglia tedesco abbonda di termini che dicono poco ai non addetti ai lavori, ma che se analizzate tracciano fin troppo bene la rotta verso cui naviga a vele spiegate il ministero. Gender mainstreaming significa letteralmente porre al centro dell’attenzione il genere sociale. In poche parole adoperarsi perché la distinzione sessuale tra uomo e donna e l’eterosessualità come norma siano rimosse; i modi di vita omosessuale, bisessuale e transessuale considerati equivalenti alla sessualità di uomo e donna. Una vera e propria nuova ideologia che viene trasformata in realtà sociale in Germania attraverso il dominio virtuoso dell’apparato politico, oltretutto senza che su di essa ci sia stato dibattito pubblico. La stanza dei bottoni h rappresentata dal Gruppo di Lavoro Interministeriale per il Gender Mainstreaming (IMAGM), che dipende dal ministero per la Famiglia. Lì vengono elaborate le strategie utili a far cambiare direzione alle finanze dello Stato e destinarle alla creazione dell’uomo sessualmente variabile. Il lavoro “scientifico” e l’attività di consulenza per la ristrutturazione della società ha prestato dal Centro di Competenza Gender presso l’università Humboldt di Berlino, centro che viene finanziato in buona misura dal ministero per la Famiglia. In maggio il governo ha approvato un incremento a tappeto degli asili nido, fortemente voluto dal ministro per la Famiglia Ursula von der Leyen. La “ministra gender” appartenente a un cosiddetto partito cristiano democratico si è battuta per una vera e propria statalizzazione dell’educazione dei bambini sostenendo che l’assistenza “professionale” ai piccolissimi sia meglio della crescita affidata alla custodia naturale della madre. Certo, gli asili nido possono essere gestiti in modo ottimo, certo ci sono genitori incapaci di essere tali, ma quel che colpisce è che la “professionalità” delle attendenti viene spesa tacitamente come garanzia per la “buona” educazione dei bambini. Ma quali sono gli obiettivi dell’educazione statale nell’asilo nido e nella scuola materna? Non esiste un’educazione “neutrale”, la cui bontà dovrebbe essere assicurata dalla qualifica delle educatrici. Si trasmettono sempre “valori”. Ebbene quali sono questi valori? Nella pagina Internet del ministero per la Famiglia si legge: “Il miglioramento della compatibilità di famiglia e lavoro per donne e uomini è la domanda centrale dal punto di vista politico-sociale. Senza una rimozione delle responsabilità specificatamente legate al sesso all’interno della famiglia e nel lavoro e senza l’approntamento delle condizioni di contesto necessarie per conseguire ciò l’equiparazione non potrà imporsi”. Ancora: “Il termine ‘gender’ indica i ruoli socialmente e culturalmente definiti dalla sessualità di uomini e donne. Questi, diversamente dalla sessualità biologica, vengono appresi, dunque sono anche modificabili”. Si tratta di social engeenering, della creazione di un nuovo uomo, sessualmente variabile. Per ottenere ciò lo Stato deve impossessarsi dei bambini, “sessualizzandoli” il prima possibile. A questo provvede la BZgA, la Centrale Federale per l’Istruzione Sanitaria. La sezione che si occupa dell’istruzione sessuale sottostà al ministero per la Famiglia mentre tutto il resto h subordinato al ministero dell’Istruzione. La BZgA distribuisce gratuitamente i propri scritti a genitori, insegnanti, educatori, scuole e studenti. Chiunque pur ordinarli gratuitamente attraverso internet e ll pur anche consultarli…….. A nove anni inizia la lezione sulla contraccezione, chiamata “educazione sessuale”, perché ormai prossimi all’età nella quale gli innocenti giochi da bambini potrebbero avere una conseguenza altamente indesiderata: la gravidanza. I bambini di nove anni a scuola si esercitano a infilare preservativi in peni di plastica, così, per poter ottenere la “patente per l’uso del preservativo”. Nella brochure Questione (i) di femmina si dice: “Così come la maggior parte della gente è curiosa circa il sesso, molti si chiedono anche che cosa facciano le lesbiche a letto (o altrove). Per ragazze che siano insieme ad altre ragazze accade ciò che accade con le altre coppie: fanno tutto ciò che pur dare piacere: baciare, accarezzare, con la bocca, con la lingua o con i piedi. Così come nel sesso tra uomo e donna, dipende dalla fantasia, dalle esperienze, dalla fiducia reciproca, da fino a che punto la coppia intenda spingersi. ‘Quantomeno le lesbiche non hanno problemi con l’AIDS’, possono pensare alcuni. Chiaro, se vanno solo con donne non devono pensare alla difesa dalla gravidanza”. Dall’età di dieci anni vengono adottati nelle scuole gli strumenti di propaganda e addestramento all’omosessualità (con l’aggiunta della bisessualità e della transessualità), non dappertutto in maniera così virulenta come a Berlino, Amburgo e Monaco, ma in Germania c’è una tendenza unitaria. Una Guida per le scuole di 198 pagine del Senato di Berlino sul tema “Il modo di vita omosessuale” offre un forbito avviamento alla omosessualizzazione degli studenti, da promuovere in “biologia, tedesco, inglese, etica, storia/educazione sociale, latino, psicologia”. Materiale informativo, collegamento in Internet con la scena omosessuale locale, invito a “rappresentanti” di progetti omosessuali a prendere parte alle lezioni, proiezioni cinematografiche e giornate di studio sul tema, tutto questo dev’essere proposto ed eseguito. Per i giochi di ruolo durante la lezione vengono fornite le seguenti sollecitazioni: “Siedi al banco di un bar di omosessuali e oggi potresti avere bisogno un uomo carino da portare a letto. Entra uno che fa al caso tuo. Come cogli la tua chance?”. O ancora: “Tu sei Peter, 29 anni. Vuoi contrarre un patto civile di solidarietà con il tuo amico Kemal. Oggi volete raccontarlo a sua madre”. “Tu sei Evelyn Meier, 19 anni. Vuoi contrarre un patto civile di solidarietà con la tua amica Katrin. Andate dal pastore evangelico, la signora Schulz, perchè lei volentieri vi vuole sposare in chiesa”. Cosa dicono i cristiani? Questi sono solo assaggi. Tutti i testi del BZgA, destinati a tutti i gruppi sociali, propagandano la sessualizzazione dei bambini e dei giovanissimi a partire da un anno. Essi minano l’autorità dei genitori. Seducono bambini e giovanissimi a una sessualità ridotta a soddisfazione del piacere senza legame coniugale. In tutto questo passa l’insinuazione dell’equivalenza di ciascuna forma di prassi sessuale – omosessuale, transessuale, bisessuale – con l’eterosessualità. I bambini a scuola vengono addestrati, a partire da nove anni, a diventare esperti di contraccezione. L’aborto viene loro proposto come un’innocua opzione da sottoporre alla libera scelta. Questa è la “politica della famiglia” di uno Stato la cui esistenza è insidiata dalla crisi demografica. Poiché il gender mainstreaming è tra le massime priorità mondiali e nazionali, il problema dello sfascio della famiglia, quello dell’assassinio di massa di bambini non nati e quello delle decrescenti nascite possono rimanere irrisolti. Il logoramento morale prodotto dallo Stato e dai media è la radice di questa piaga. Il 60% dei cristiani battezzati è d’accordo con la sessualizzazione forzata messa in atto da Stato e media? Lo sono i musulmani? La maggioranza dei genitori è senza vincolo religioso? Certamente no, tuttavia nel Paese domina un grande silenzio, segno di una condizione pre-totalitaria della società.

Tacciano gli omofobi. Negli ambiti della politica, dei media e delle università l’opposizione ai Gender subisce denigrazione, emarginazione professionale: è ininfluente. Un nuovo epiteto si h trasformato in evidenza giuridica al fine di criminalizzare l’opposizione: omofobia. Il concetto insinua che sono fanatici della paura morbosa tutti coloro che tengono duro sul fatto che la sessualità serve il bene dell’uomo e della società, quando essa è espressione dell’unione amorosa di uomo e donna chiaramente finalizzata alla riproduzione. Il Parlamento Europeo, con la risoluzione B6-0025/2006 del 18 gennaio 2006, ha annunciato che vuole “sradicare” l’omofobia. In Polonia la UE nella primavera del 2007 è passata all’azione. Poiché la Polonia non vuole “propaganda sessuale nella scuola”, secondo il volere della maggioranza del Parlamento Europeo (26 aprile 2007) dev’essere eseguita una fact-finding mission a causa della “crescente tendenza all’intolleranza razzista, ostile agli stranieri e omofobica”, al fine di poter accusare il Paese davanti alla Corte di Giustizia europea.

APPENDICE 2. LE AVANGUARDIE LETTERARIE

Dai giornali apprendo che girano varie opere, aventi per contenuto la sessualità infantile: “Il capogruppo dei Verdi al Parlamento di Strasburgo, Daniel Cohn Bendit, già leader del Sessantotto francese, secondo Buttiglione è autore di un libro Le Grand Bazar, nel quale avrebbe raccontato la sua esperienza di insegnante in una scuola di Francoforte con un approccio verso i ragazzi che sfiora la …” (30)
“Lewis Libby, ex capo di gabinetto del vice presidente Cheney incriminato nello scandalo Ciagate….avvocato di 55 anni..già funzionario del Dipartimento di Stato e del Pentagono sotto Reagan e Bush padre, scrisse l’Apprendista…definito dal New York Times ‘sinistro e allarmante’, c’è di tutto: prostituzione, pedofilia, stupro, incesto e perversioni varie” (31).
“La fiaba per adulti di Alain Robbe-Grillet è una sequela di 239 scene di straordinaria perversione e crudeltà….Incesto, pedofilia, torture, violenze sono gli ingredienti esclusivi del romanzo più scioccante (Un roman sentimental)…L’autore ama sorprendere, come è noto: nel 2004 l’Académie française lo ha eletto tra gli ‘immortali di Francia’, grazie a sponsor importanti come lo storico Pierre Nora, l’ex direttore del Luovre Pierre Rosenberg e la segretaria perpetua dell’istituzione Hélène Carrère d’Encausse…” (32).

NOTE

1. In “Oggi” 14.08.02, p. 15.
2. La manipolazione tecnocratica dei costumi sessuali, in ”Sapienza” LV, 2002, pp.307-332; dove ho anche indicato come obiettivo antropologico della tecnocrazia sia quello di produrre l’uomo-bestia, reichianamente inteso, quello che agisca in assoluta amoralità, come se la coscienza non ci fosse.
4. “La Repubblica-salute” 16.XII.99, p.5. Anche per la Società Italiana di Andrologia bisogna intervenire “..fra i 10 e i 13 anni, gli anni più delicati, in cui si creano una serie di false credenze, per esempio sulla lunghezza del pene o sull’eiaculazione…”; così dichiara preoccupato il suo presidente V. Mirone , “La Nazione” 3. X. 2002, p.13.
5. G.BARBUGLI-A.CORRADINI, Schede di attivazione per interventi di educazione all’affettività e alla sessualità nella scuola elementare, Milano, s.d. UICEMP significa: Unione Italiana Centri Educazione Matrimoniale e Prematrimoniale e fa parte della International Planned Parenthood Federation (IPPF), la maggiore multinazionale della pianificazione familiare, quella che, per intenderci, promuove in ogni angolo del globo (ma solo per certi popoli) contraccezione e aborto, indicati come cardine della “salute sessuale e riproduttiva”. L’UICEMP, sezione italiana della IPPF (che collabora strettamente con l’ Organizzazione Mondiale della Sanità), al secondo capoverso del “Cartello laico della procreazione responsabile”, scrive: ”ogni figlio ha diritto di essere desiderato e amato come una nuova persona, ed ha diritto di ricevere fin dalla più giovane età informazioni corrette, complete ed adeguate sulla sessualità e sui mezzi di contraccezione” (Prefazione a Carta dei diritti sessuali e riproduttivi dell’IPPF). Nell’opuscolo Educazione alla contraccezione, nella scheda 12, ritenuta idonea anche ai tredicenni, i quesiti hanno per argomento “coito interrotto” , “efficacia del preservativo” e: “l’uomo può sentire la spirale durante il rapporto sessuale?”
6. Se, come dice Reich e come volentieri ripetono le sessuologhe contemporanee, la masturbazione nei bambini è un fatto naturale e del tutto spontaneo, che bisogno c’è di spiegar loro come si fa? O è forse proprio perché il fenomeno non compare affatto naturalmente e spontaneamente, come si dà a credere, che si sente il bisogno di insegnarlo, come vogliono i precocizzatori della sessualità giovanile?
7. “Das Notwendige [soll] mit dem Angenehmen verbunden [werden], indem das Kind beim Saubermachen gekitzelt, gestreichelt, liebkost, an den verschiedensten Stellen gekuesst wird”; vol I, p. 16
8. “Es ist ein Zeichen der gesunden Entwicklung Ihres Kindes, wenn es die Moeglichkeit, sich selbst Lust und Befriedigung zu verschaffen, ausgiebig nutzt.” Ivi, p. 25
9. “Scheide und vor allem Klitoris erfahren kaum Beachtung durch Benennung und zaertliche Beruehrung (weder seitens des Vaters noch der Mutter) und erschweren es damit fuer das Maedchen, Stolz auf seine Geschlechtlichkeit zu entwickeln.”, ivi, p. 27
10. “Die Selbstbefriedigung untercheidet sich bei Jungen und Maedchen, indem Letztere eher Gegenstaende zu Hilfe nehmen. Verletzung wird nicht selten als Vorwand benutz, um die Masturbation zu verhindern. Wenn Sie beobachten, dass Irhe Tochter sich wehtut, weil sie sich beispielweise etwas Spitzes oder Kantiges in die Scheide schiebt, oder dass sie bereits ganz wund ist vom staendigen Reiben im Schambereich…”, ivi, p.25
11. “Da ist keine Koerperregion vor intensivster Erkundung sicher und natuerlich auch nicht die Genitalien, die manchmal Erregungsgefuehle bei den Erwachsenen ausloesen”, ivi, p.27.
12. “dass Genitalspiele in diesem Alter Zeichen einer gut verlaufenden psychosexuellen Entwicklung sind, ” Vol. II, pagg. 21 e 25
13. “auch Vater, Grossmutter, Onkel oder Kinderfrauen einen Blick in diese Informationsschrift werfen wuerden und sich anregen liessen fuehlen Sie sich bitte alle angesprochen!” (vol I,p. 13)
14. Questi non solo scrive che “ (nel bambino) non si dovrebbe avere nulla da ridire sulla masturbazione che da tempo è stata riconosciuta come un fatto naturale” (sic!), W. REICH, La rivoluzione sessuale, tr. It. Roma 1992, p.136, ma aggiunge che i bambini che la praticano sono più “vivaci, in gamba e svegli” di quelli che non la praticano (ivi. p. 196)
15. “Wenn ich meinen Koerper anschau und beruehr, endeck ich immer mal, was alles an mir eigen ist wir haben eine Scheide, denn wir sind ja Maedchen. Sie ist hier unterm Bauch, zwischen meinen Beinen. Sie ist nicht nur zum Pullern da, und wenn ich sie beruehr, ja ja, dann kribbelt sie ganz fein. Nein kannst du sagen, Ja kannst du sagen, Halt kannst du sagen, Oder Noch mal genau so, Das mag ich nicht, Das gefaellt mir gut. Oho, mach weiter so.”
16. Concetto di matrice rechiana; W. REICH, Psicologia di massa del fascismo, 1933, tr. it. Milano 1977, “L’inibizione morale della sessualità naturale del bambino, la cui ultima tappa è una grave limitazione della sessualità genitale del bambino piccolo, rende quest’ultimo pauroso, timido, timoroso dell’autorità, ubbidiente, … l’inibizione morale paralizza ….le forze che si ribellano nell’uomo, e provoca, attraverso la proibizione del pensiero sessuale, una generale inibizione del pensiero e una incapacità di critica.”, p. 42-43. In W. REICH, La rivoluzione sessuale, 1936, tr. it. Milano 1987, i bambini “già all’età di sei mesi possono masturbarsi”, p.32; e che è contro la civiltà “negare ai bambini la felicità dell’accoppiamento sessuale”, p. 12. Questi passi li riporta COMPOSTA D., Degenerazione della morale atea, in “Divinitas” 40, 1997, p.227, che cita dall’edizione it. Milano 1987. Nell’edizione it. da me sopra citata, Roma 1992, non li trovo; citazioni inventate da Composta, o ripulitura del testo nelle edizioni succesive?
17.Le recenti formulazioni dei diritti dell’infanzia, non solo reichianamente non prevedono alcun diritto all’innocenza, ma nella loro unilaterale elencazione di diritti, che non contempla per il bambino il benché minimo dovere (tipo quello di rispettare i genitori che lo mantengono), si rivelano il grimaldello col quale “defamiliarizzare” la società, con l’intervento di assistenti sociali e tribunali dei minori. Quale famiglia sarà in grado di garantire al minore quel lungo elenco di diritti? Stessa funzione paiono avere le lunghe elencazioni di diritti per la donna (anche qui senza ombra di doveri). Quando molti rivendicano crediti, per forza debbono esserci coloro sui quali quelli ricadono come debiti; sono forse i padri, nell’ambito di un progetto di “depaternizzazione” della società, coloro che sono destinati ad avere solo doveri e obblighi di legge?
18.Ci fu una denuncia anni fa di alcuni genitori circa il modo in cui erano tenuti corsi di educazione sessuale in alcuni licei lombardi e Marziale trovò sconcertante che “alcuni alunni siano stati indotti a non fare menzione dei contenuti delle lezioni a casa”, in “Libero” 26 III 2002.
19.W. REICH, Psicologia di massa, cit., p. 41: “La sessuo-economia sociale porta avanti il discorso chiedendo: per quale ragione sociologica la sessualità viene repressa dalla società e rimossa nell’individuo?”; quale sia il compito di questa sessuo-economia è detto a p. 232: “… impiego di anticoncezionali e guida della sessualità infantile e adolescenziale.”; e cioè esattamente quello che intendono per “salute sessuale e riproduttiva” quelle agenzie transnazionali che in ogni angolo della terra promuovono aborto, contraccezione ed educazione sessuale per l’infanzia (vedi la potente International Planned Parenthood Federation)
20. Quello di “autostima” è un modello di salute, prima sessuale, poi psico-sociale che la società dei consumi tiene a diffondere (anche finanziando corsi di aggiornamento per psicologi e sessuologi). Esso significa: tutto ciò che piace, soddisfa e fa godere ti fa bene (rafforza l’autostima). E per ottenere questo ci vogliono due cose: orgasmo e carta di debito (pudicamente detta “carta di credito”). Sono evidentemente bandite le nozioni di “rinuncia”, “sacrificio”, “frugalità”, tutte cose che potrebbero incrinare l’autostima, spalancando le porte della depressione. In quella nozione sta racchiuso il messaggio tecnocratico all’umanità di oggi, concepita come grande armento: godi e indebitati. Si omette naturalmente di dire che alla fine verrà presentato un conto, già sinistramente annunciato da progetti di legge che dovrebbero render lecita la vendita di organi del proprio corpo…
21.Per vedere come questo soldo bucato venga dai manovratori dato a spendere a tanti creduli operatori che vanno nelle scuole, basta aprire uno dei tanti opuscoletti di salute sessuale/affettiva che circolano, ad esempio: M.C.STROCCHI, L’amore è …le sue facce, Vicenza, 2001-02, scrive a p.22-23 la psicologa-psicoterapeuta: ”Per vivere serenamente la sessualità è importantissimo autostimarsi…Purtroppo la nostra educazione non ha favorito la stima di sé, fornendo sempre troppa attenzione ai difetti, alle mancanze, agli errori, dando per scontato invece il positivo. Se ti comporti bene, hai fatto il tuo dovere, ma se sbagli, si salvi chi può. Inoltre privilegia l’autocontrollo a scapito delle emozioni che sono sempre molto penalizzate e considerate segno di debolezza, immaturità ed irrazionalità. L’eccesso di controllo impedisce di lasciarsi andare, il vivere intensamente il momento, al punto che si arriva ad avere un ferreo controllo anche nella vita sessuale. Recenti studi hanno dimostrato che problemi come l’anorgasmia, vaginismo, dispareunia nella donna, impotenza nell’uomo siano dovuti proprio ad un eccessivo autocontrollo ed alla incapacità di lasciarsi andare”. Per la questione dell’attendibilità di questi avalli, presunti scientifici, rimando al citato La manipolazione tecnocratica dei costumi sessuali…
22.W. REICH, Psicologia di massa, cit.,p.61:”Le idee di patria e nazione sono nella loro essenza soggettivo-sentimentale le idee di madre e famiglia”; p. 94: “ (la famiglia) dobbiamo però considerarla come una cellula reazionaria”, per la conservazione della quale “è indispensabile la dipendenza economica della moglie e dei figli dal marito e dal padre”, p. 95; ecco perché la tecnocrazia ha cercato di promuovere una forte campagna a favore del diritto delle donne di accesso al credito, in ogni angolo del mondo, agitando il pretesto (da fornire come alibi alle “agenzie umanitarie”) che la famiglia sarebbe il luogo dove la donna subisce violenze; rimando a quanto ho scritto in: L’ideologia tecnocratica in un recente documento UNICEF sulla violenza in famiglia, in “Sapienza” LVI (2003),pp.201-208.
23. W. REICH, Psicologia di massa, cit., p.260: “ In fondo l’uomo è un animale.”; p 263: “…la miseria umana non può essere distrutta finché l’uomo non ammetterà di nuovo di essere un animale”; p. 264: “ (l’uomo) non vuole che gli si ricordi che in fondo è un animale sessuale”.
24. W. REICH, Psicologia di massa, cit., p. 60 “La mistica di qualsiasi genere attinge le sue energie più vigorose e in parte anche i suoi contenuti da questa repressione coercitiva della sessualità”; e a p. 61:” Bisogna assolutamente rendersi conto che l’atteggiamento metafisico, quello individualistico e familiare sentimentale rappresentano solo diversi aspetti di un unico processo fondamentale di negazione della sessualità..”; a p. 148: “…la chiara coscienza sessuale di sé e l’ordine naturale della vita sessuale devono rappresentare la fine di ogni sentimento mistico, e quindi la sessualità naturale è il nemico mortale della religione mistica”.
25. W. REICH, Psicologia di massa, cit., p. 12:”…il fascismo è l’estrema espressione del misticismo religioso.” E a p. 273 :”La mentalità fascista viene prodotta in milioni di bambini e di adolescenti in seguito all’ignoranza delle leggi dello sviluppo bio-sessuale di educatori e medici.” E poiché anche il razzismo deriverebbe dal rivendicare una differenza ontologica tra uomo e animale (“Dalla superiorità rispetto agli animali si arriva direttamente alla superiorità razziale sui negri, ebrei, francesi..” p. 267), ecco che, far sì che l’uomo si senta e comporti da bestia (col darwinismo e con l’educazione sessuale da bambino) fa parte, per la tecnocrazia, dei programmi di lotta contro il razzismo ! E’ nella prospettiva di questa sociologia sessuo-economica reichiana che essa finanzia a pioggia i movimenti animalisti, incaricati di lobbing presso gli stati nazionali per far approvare legislazioni che riconoscano, accanto a quelli umani, “diritti animali”, magari col pretesto di combattere le radici del razzismo. E’ sciocco credere che questo sia effetto di filantropismo debordante. Si tratta in realtà di un progetto che deve portare alla parificazione-confusione dello specifico umano con quello animale, affinché l’uomo misconosca e oblii l’elemento dignificante, che, da un punto di vista cristiano e umanista diciamo “spirito”, e che rende l’uomo vocato alla trascendenza e con ciò abissalmente differente dall’animale.
26.W. REICH, Psicologia di massa, cit., p. 266-267:”Ci vollero parecchi millenni prima che un Darwin riuscisse a dimostrare chiaramente la discendenza dell’uomo dagli animali. Ci volle altrettanto tempo perché un Freud scoprisse il fatto, in sé banale, che il bambino è da cima fondo, e soprattutto, sessuale. E quanto chiasso fece l’animale uomo quando venne a sapere queste cose!”. L’ossessività con la quale centri di ricerca “scientifici” sfornano sempre nuovi preparati che dovrebbero –specie per la donna- garantire il famigerato orgasmo, risponde esattamente all’ossessività reichiana per l’orgasmo come evento centrale della vita umana (sola, blasfema e bestiale soteria della civiltà tecnocratica)
27. Anche perché –ci limitiamo qui solo ad accennare- l’uomo-bestia promosso dalla tecnocrazia reichiana è contiguo con la Grande Bestia del satanismo di Aleister Crowley (anch’esso, come Reich, pone al centro la genitalità). Questo magismo satanista, nel silenzio complice delle principali testate nazionali e internazionali e dei loro opinion leader, ispira oggi vasti e vari aspetti della cultura: arti figurative, cinema, musica, fenomeni di costume, fino ai nuovi modelli circensi…ed è caratterizzato da una volontà di operare il pervertimento di tutti i valori, da compiersi con disinvolta amoralità (come se la coscienza non ci fosse): è in questo contesto che viene promosso un insano interesse per l’infanzia.
28. W. REICH, Psicologia di massa, cit., p. 265. Per Reich l’essenza della libertà è questa: “Definire la libertà è come definire la salute sessuale…la libertà senza autodeterminazione sessuale è una contraddizione in sé” p. 269; l’intrusione del reichismo, che la tecnocrazia sta attuando, conduce a vedere l’etica (nei suoi valori dell’autocontrollo, dovere, onore, ecc.) come una semplice malattia da curarsi con terapie sessuologiche. “La costrizione all’autocontrollo sessuale, al mantenimento della rimozione sessuale porta allo sviluppo di idee irrigidite, caratterizzate da accenti emotivi di onore e dovere, di coraggio e di autocontrollo.” p.60; “Il reazionario sostiene l’eroismo, la sopportazione dei dolori, l’atteggiamento rinunciatario in modo assoluto…(c’è in lui) un rifiuto reazionario della felicità terrena…perché non dovrebbe esserci la felicità in terra? Perché non il piacere come contenuto della vita?”, p.119. L’obiettivo antropologico dell’uomo-bestia pervade le più recenti riforme della scuola, che nell’indifferenza e/o inconsapevolezza generali, ha imboccato le derive reichiane. Queste, non solo prevedono la messa al bando di ogni formazione ai valori etici, ma mirano alla sostituzione, peraltro drammatica ed epocale, dell’intelligenza autonoma e critica con un’attitudine al pensare ripetitivo, in cui si operi solo con dati che provengono dall’esterno e in modo solo computazionale; rimando a L’oscuro obiettivo antropologico della riforma tecnocratica della scuola, in “Sapienza” LIV (2001), pp.455-464.
29. Il testo è di Kuby Gabriele, pubblicato in “Tempi”, n. 35, del 30 agosto 2007.
30. “Il Messaggero”, 16 I 2005, p.5
31. “Corriere della Sera”, 14 XI 2005, p.14.
32. “Corriere della Sera”, 30 X 2007, p. 43

Da noi Camilleri ha scoperto la “seduttività” delle bambine di due anni!!


“IL SESSO CON BAMBINI DI 10 ANNI E’ OK! ” Patricia Hewitt Segretario di Stato per la Salute (tratto da lagrandeoperablogspot)
Patricia Hewitt Speranza è un politico australiano del Partito Laburista Britannico, che ha servito nel Gabinetto fino al 2007, e più di recente come Segretario di Stato per la Salute .
Recentemente è apparsa sul The Sun questa copertina che sottolinea le sue affermazioni circa il fare sesso con bambini di 10 anni d’età.
Il Segretario di Stato per la Salute ha messo il suo nome a un documento che avrebbe potuto legalizzare l’incesto e/o la pedofilia.
Lei e Jack Dromey, ora un deputato laburista, erano membri di una commissione che pianificava un cambiamento rivoluzionario nel leggi sul sesso del bambino.
L’ Indagine del The Sun ha mostrato come P. Hewitt ha sostenuto il lavoro del Paedophile Information Exchange (PIE) negli anni 1970 e 1980, gruppo che aveva fatto anche campagna per abbassare l’età del consenso sessuale fino a 10 anni e addirittura chiedeva di depenalizzare l’incesto.
In risposta il Segretario Ha detto: “Ho sbagliato al PIE e mi scuso per averlo fatto”.
Anche il Daily Mail lancia un attacco frontale al Labour britannico, affermando che i suoi vertici in passato hanno avuto rapporti per certi versi inquietanti con un gruppo a difesa dei pedofili.
Ci sono molti gruppi di pensiero, alcuni con finanziamenti pubblici , che si occupano di “acculturare” il mondo circa la rivoluzione sessuale che verrà, e che in fondo è gia’ in atto:
Qualcuno ricorda,anche, il caso ILGA:I ricercatori utilizzando i dati disponibili pubblicamente hanno scoperto che la International Lesbian, Gay, Bisexual, Trans and Intersex Association (ILGA) riceve più di due terzi dei suoi finanziamenti direttamente dai contribuenti tramite la Commissione europea.Leggi qui il precedente articolo


Che riprende la notizia da Sunday Telegraph


Fonte: De Bernardi
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