27 ottobre 2015

I giudici dicono no alle trascrizioni dei “matrimoni gay”: sono illegittime

I giudici dicono no alle trascrizioni dei “matrimoni gay”: sono illegittime
I giudici definiscono «ontologico» per il matrimonio il requisito mancante delle coppie omosessuali: la diversità tra i due sessi.
In effetti la definizione stessa presuppone come requisito fondamentale, essenziale per il fine dell’unione, la generazione.

Il Corriere sentenzia: “due persone dello stesso sesso non possono essere coppia”.
Affatto; due persone dello stesso sesso non possono contrarre matrimonio, ma la legge non vieta loro di essere una coppia.

Fatto sta che il Consiglio di Stato diffida i sindaci dall’intraprendere iniziative autonome sulle trascrizioni delle unioni contratte all’estero tra persone dello stesso sesso: «Il corretto esercizio della potestà impedisce all’ufficiale dello Stato civile la trascrizione di matrimoni omosessuali celebrati all’estero».

Generazione Famiglia – La Manif Pour Tous Italia, celebra la notizia sulla pagina ufficiale di Facebook:

GRANDE VITTORIA!

Ieri il Consiglio di Stato (ultimo grado di giudizio nel processo amministrativo che passa per i TAR) ha dichiarato l’illegittimità delle trascrizioni nei registri comunali di ‘matrimoni’ contatti all’estero tra persone dello stesso sesso, poiché la differenza sessuale uomo/donna è in Italia una “connotazione ontologica” del matrimonio.

Il matrimonio non può essere ridefinito, come hanno affermato i giudici per questi casi manca «dell’indefettibile condizione della diversità di sesso fra i nubendi».

Un diritto che non può essere chiamato tale.

Citiamo per spiegarlo l’illustre professor Auriti, che definisce il “diritto” come strumento e “bene con utilità condizionata dalla disponibilità di un altro bene: il bene oggetto del diritto”.

Nel momento in cui il bene oggetto del diritto non è disponibile perché, come in questo caso, il matrimonio è per definizione l’unione di uomo e donna finalizzata alla procreazione, è conseguente che venga meno il diritto stesso.

Allora le coppie omosessuali non possono godere di alcuni benefici?

No, possiamo constatare questa verità riconosciuta addirittura dal quotidiano la Repubblica: nè la materia successoria, né la pensione di reversibilità sono negate ai conviventi dello stesso sesso.

Allora perché tutta questa insistenza nel chiede un diritto che non può essere chiamato tale, proprio perché mancano i presupposti per goderne?

La questione diviene puramente ideologica, con il preciso scopo di

«di espropriare la famiglia dai diritti e dai privilegi che in molti paesi, come l’Italia, ancora vengono accordati a questa istituzione». [Cit.]

Il preciso scopo è quello di eliminare il concetto stesso di famiglia, prova dell’esistenza della comunità, a unico vantaggio della società capitalistica la quale “utilizza i diritti civili come alibi per non occuparsi dei diritti sociali” (cit. Diego Fusaro) e che mira ad un individuo privo della propria identità, sempre più addomesticabile, sempre più individualista: una società “atomistica” che nega la realtà insita nella natura sociale dell’uomo.
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