06 ottobre 2015

Da maschio a femmina ma vuole essere papà

Da maschio a femmina ma vuole essere papà
La prima persona in Gran Bretagna a essere contemporaneamente padre e madre di uno stesso bambino: è questa l’aspirazione di Fay Purdham, terza alle finali di Miss Transgender Uk, nata Kevin Mc-Camley, che prima di iniziare la sua transizione da maschio a femmina, a 16 anni, ha congelato il proprio sperma. Adesso di anni ne ha 27, e vorrebbe un utero in affitto per coronare il suo sogno di maternità: «Ancora prima di sapere di voler diventare una donna volevo essere madre», ha dichiarato al Daily Mail e per questo sta pensando che, una volta nato il piccolo, chiederà di diventare la sua madre adottiva, essendo allo stesso tempo padre biologico, perché può usare il suo liquido seminale prodotto quando era ancora un uomo.
Il problema pare essere solo economico: la transizione a donna è costata 60mila sterline – metà a carico della sanità inglese – ma per la surroga gliene servono almeno altre 100mila, e per questo ha lanciato una campagna per trovare la somma. Si sta anche per sposare con Chris Dodd, che era stato il suo migliore amico a scuola, quando era ancora un maschio. Attualmente Fay-Kevin è nota per le sue performance di artista ‘sputafuoco’ nella Ru Paul Drag Race, reality americano di sfide fra drag queen.


Un quadro surreale con tutta l’aria di una trovata pubblicitaria, non fosse per quel seme congelato che rende possibile l’intero percorso. E non è certo una novità: la crioconservazione dei gameti, fatta prima della transizione da maschio a femmina (e viceversa), consente di avere bambini legati geneticamente a sé, e non si tratta di una rarità. In rete si trovano facilmente medici ‘specializzati’, come l’americano Samuel Pang, della Ivf New England, che offre servizi di preservazione della fertilità a transgender. Ma non sempre è necessario ricorrere alla crioconservazione dei gameti: nel 2014 su Obstetrics & Gynecology
è stato pubblicato uno studio sulla gravidanza di 41 uomini transgender, cioè di 41 persone nate donne e diventate uomini, che hanno comunque affrontato una gravidanza e un parto, la maggior parte con i propri ovociti, alcuni prodotti dopo stimolazioni ormonali dopo la transizione a uomini.

Niente di nuovo sotto il sole per la modella britannica transgender, se non fosse che, invece della moltiplicazione dei genitori che di solito avviene nella fecondazione assistita, la tecnica e la legge consentono stavolta la riduzione delle figure genitoriali, venendo a coincidere padre biologico e madre legale. Il collasso di due persone di sesso opposto in una sola: l’ennesimo passo verso la destrutturazione di genitorialità, filiazione e della stessa identità di esseri umani in quanto uomini e donne, resa possibile visto che il concepimento di un bambino non è più il frutto di una relazione fisica fra un uomo e una donna ma il risultato di un puzzle procreativo da apprendisti stregoni, dove l’ultimissimo dei problemi sembra essere quel bimbo che forse nascerà, e che potrebbe chiamare mamma e papà la stessa persona.

Fonte: Avvenire
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