15 ottobre 2015

Commissario UE sul TTIP: non lavoro per i cittadini!

Il Commissrio UE TTIP - Non prendo ordini dai cittadini



Cecilia Malmström è il commissario UE che si occupa del commercio. E’ lei che sta portando avanti la faccenda TTIP, il trattato di libero scambio commerciale con gli USA che renderà gli stati membri (compreso il tuo, se consideri ancora l’Italia il tuo paese) definitive colonie delle multinazionali, le quali potranno fare causa agli stati che con le loro leggi ne diminuiranno gli utili (per esempio con una legge contro il fumo comequella uscita ieri dal Consiglio dei Ministri), vincerle senza difficoltà(facendo pagare alla collettività centinaia di milioni di euro di risarcimento), e potranno privatizzare tutto quello che resta dei servizi pubblici. Se non sai ancora cosa sia il TTIP, ti prego di leggere “Oltre al colpo di stato: come ci stanno consegnando alle multinazionali” e “il segreto più importante per l’Europa“.

Mentre qui in Italia i media cercano di convincerti che il problema siano i 7 scontrini di Marino (ma si guardano bene dal parlare dei 600mila euro di spese in pranzi e cene di Mattero Renzi [*]), ci sono già quasi 3 milioni e mezzo di cittadini europei come te e come me che hanno firmato una petizione per fermare il TTIP. E sabato scorso, a Berlino, sono scese in piazza tra le 100mila e 250mila persone. Scommetto che noi non c’eravamo.

Perché ve lo racconto proprio oggi? Perché John Hilary, direttore esecutivo dell’organizzazione War on Want, che si occupa di combattere la povertà e che ha organizzato la petizione contro il TTIP, è andato da Cecilia Malmström, in Commissione Europea, per sottoporle i risultati incontrovertibili della petizione. Nel suo ufficio! Come dite? Non l’ha incontrata fuori, a pranzo, in un bel ristorantino? No, quello lo fanno le lobby: guarda la lettera inviata da Ikea agli europarlamentari di Bruxelles che si occupano di tassazione. Quando i cittadini incontrano commissari e deputati, invece, lo fanno nei pubblici uffici.

Cecilia Malmström è la responsabile delle politiche commerciali e di investimento per tutti i 28 stati membri, e sono i suoi funzionari che stanno finalizzando, nella massima segretezza possibile, gli accordi con gli USA per il TTIP. Messa di fronte ai tre milioni e mezzo di firme e alla manifestazione di sabato, la Malmström ha ammesso che mai un trattato commerciale ha ispirato un’opposizione pubblica così diffusa e appassionata. Ma quando Hilary le ha chiesto, allora, come potesse continuare la sua persistente e sfacciata promozione dell’accordo, di fronte alle proteste così forti dei cittadini, la sua risposta è stata glaciale: “Il mio mandato non arriva dai cittadini europei“.

Credo che dovreste prendervi un po’ di tempo per riflettere su quello che avete appena letto. In otto parole c’è tutta l’aberrazione politica, sociale e perfino umana dei tempi che stiamo vivendo. Ufficialmente, la Commissione Europea è composta da commissari nominati dai governi nazionali, i quali dovrebbero entrare in carica dopo regolari elezioni. Dunque il mandato della Malmström dovrebbe arrivare eccome dai cittadini europei! La realtà, invece, la conosciamo tutti. I parlamenti nazionali sono sempre più esautorati. I governi si susseguono senza elezioni, giocando sul filo della Costituzione. I loro membri non sono espressione di alcun mandato popolare, ma vengono scelti dalle élite (vedi Giorgio Napolitano che pianifica l’investitura di Mario Monti, rovesciando un governo regolarmente eletto senza passare dalle urne), sulla base della loro stretta ortodossia rispetto a obiettivi che vengono da lontano. E questi governi, così lontani dai cittadini che dovrebbero governare, dopo incontri informali tenuti chissà dove, in quali circoli, mandano oscuri personaggi sconosciuti ai più nei ruoli chiave di uno spettrale governo europeo che prende decisioni in nome di tutti e ha un potere smisurato, di molte lunghezze superiore a quello del Parlamento Europeo, un’arma spuntata che serve solo a parcheggiare la volontà popolare in aree di sosta dove non può fare danni.

E infatti, la Commissione Europea sta conducendo le negoziazioni sul TTIP a porte chiuse, senza il coinvolgimento dei governi e tantomeno dei parlamenti. I funzionari inglesi incaricati di supervisionare hanno denunciato che durante i colloqui sono stati tenuti all’oscuro di tutto, rendendo nei fatti impossibile il loro lavoro. In realtà, come dimostrato da un nuovo rapporto, la Malmström riceve il suo mandato direttamente dai lobbisti delle grandi corporations che ruotano attorno a Bruxelles. La stessa Commissione Europea non fa segreto del fatto che prende le sue direttive dalle lobby industriali come BusinessEurope e European Service Forum, un po’ come le segretarie prendono nota di quanto viene loro dettato. Le negoziazioni per il TTIP sono segrete perché devono servire gl interessi corporativi, e non le esigenze del settore pubblico.
Guarda il video: “Chi sono i lobbisti al Parlamento Europeo? Ecco i nomi“.
LOBBY A BRUXELLES - BLOG VIDEOICON

[*] Nota: per quanto riguarda Marino, non dico che non bisogna parlarne, ma il principio di proporzione rispetto alla gravità dei fatti imporrebbe di dedicare più spazio alle cose che impattano gravemente sul nostro futuro, iniziando da quelle abnormi, per scendere via via verso il basso. Quando questa proporzione è così sistematicamente e grossolanamente violata, siamo sempre in presenza di una manipolazione. Le manipolazioni mediatiche hanno degli interessi ben precisi alle spalle (che non sono mai quelli della collettività) e producono danni futuri alla società in maniera paragonabile al danno che il fumo produce ai polmoni degli individui.
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