16 ottobre 2015

AURITI: SERVIRE LA COLLETTIVITÀ O SERVIRSI DELLA COLLETTIVITÀ? [VIDEO]

AURITI: SERVIRE LA COLLETTIVITÀ O SERVIRSI DELLA COLLETTIVITÀ? [VIDEO]

Quella che vi sto per mostrare è una puntata del primo Maggio 2001 di Giacinto Auriti che, partendo da uno spunto offertogli da Rutelli, affronta un argomento cardine che dovrebbe essere centrale in ogni politico: “Servire la collettività o servirsi della collettività?”. Questa domanda, per quanto possa sembrare semplice, non può essere esaudita con superficialità, perchè risulta essere propedeutica per comprendere a pieno gli intenti di qualsiasi esponente del mondo politico. Infatti, se si desse per giusta la seconda proposizione “servirsi della collettività”, palesemente si intenderebbe voler sfruttare il popolo per soddisfare interessi che non appartengono alla collettività, ma interessi che siano frutto o della natura egoistica del singolo individuo/politico, o di quei gruppi di potere che hanno messo quel politico in quella determinata posizione di rilevanza decisionale. Invece, qualora si desse per giusta la prima proposizione, “servire la collettività”, si riscontrerebbe un effettivo intento nel voler finalizzare la propria azione al benessere della collettività. Ma, sorge un problema: com’è che si può effettivamente aiutare il popolo? Semplice. Con la sovranità popolare della moneta. Cosìcchè l’unico parametro che rende un politico “vero servo della collettività”, dunque garante degli interessi di quest’ultima, è la volontà di combattere il sistema usurocratico bancario che stampa e ci presta i nostri soldi appropriandosene.

Dopo queste considerazioni Auriti tocca, con il fervore che l’ha sempre caratterizzato, vari temi quali la Banca d’Inghilterra, il termine degli accordi di Bretton Woods, il valore indotto, fino a trattare le tre tentazioni di Satana e Gesù che oltre, a mettere in risalto la sua fede, ci permettono di apprezzarne genio ed intuizioni.

Senza ulteriori prolungamenti retorici lascio parola a chi sa usarla, sicuramente, meglio del sottoscritto.

Ecco a voi il Professor Auriti:

Fonte: www.losai.eu
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