19 ottobre 2015

Arriva la prima camera di commercio lgbt in Italia, ma a tutelare la famiglia nel lavoro chi ci pensa?

Arriva la prima camera di commercio lgbt in Italia, ma a tutelare la famiglia nel lavoro chi ci pensa?

Justin Nelson, è il presidente e cofondatore della National Gay&Lesbian Chamber of Commerce (Nglcc), la Camera di Commercio americana per Gay e Lesbiche.
È da poco tempo arrivato in Italia per aprire la prima filiale della Nglcc , inaugurata nell’ambito della prima convention del business lgbt, “Leaders for Change”, tenutasi dal 2 al 4 ottobre a Milano.
A dar man forte a Nelson gli imprenditori di Edge, “prima lobby italiana che difende gli interessi dei professionisti glbt”[cit.] e di Egma, l’associazione europea di manager professionisti gay e lesbiche.

Leggiamo su Huffingtonpost la dichiarazione di Justin Nelson a motivazione di questa iniziativa commerciale: “In Italia l’omofobia sta crescendo, soprattutto nelle regioni settentrionali. Vorrei far capire che escludere i gay è nocivo specialmente per il business”


Ci meravigliamo: continuano dichiarazioni campate in aria e contro ogni statistica.
In Italia, lo ribadiamo da tempo, non esiste alcuna “emergenza omofobia” e dunque nessuna giustificazione per una legge che ha l’unico scopo di introdurre un reato d’opinione per chi sostiene un punto di vista differente a quello del movimento omosessuale. Una sola offesa o aggressione ad un omosessuale sarebbe già troppa, ma i numeri dimostrano chiaramente che non esiste alcuna emergenza. [Cit.]

Nell’arco di tre anni l’Oscad (Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori istituito presso il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno) ha monitorato gli atti discriminatori costituenti reato da cui vediamo che i casi di omofobia sono stati in media 28 l’anno, tra i quali il 39% costituisce atto di lesione o aggressione.

Nel frattempo chi si preoccupa del razzismo, che conta oiltre il doppio degli atti discriminatori?
Dei lavoratori stranieri assunti a nero e sottopagati, delle loro famiglie e delle stesse famiglie italiane?

Oggi una famiglia è gravata tasse sempre più opprimenti che costringono il cittadino a lavorare accettando anche condizioni da schiavitù, che tolgono tempo a partner, figli, a un degno riposo.
Chi pensa a tutelare le madri costrette a maternità brevi e che, diciamocelo, vengono da sempre considerate un fardello dall’azienda: la maternità, i congedi parentali, gli imprevisti che può causare un figlio; tutti fattori che danneggiano l’azienda che mira ad avere dipendenti sempre più presenti, sempre più disposti a straordinari mal retribuiti; delle macchine che non abbiano distrazioni causate da piccoli da accudire, che non si ammalino e che tantomeno possano andare in maternità.

Oggi accade invece che la uova tendenza ponga il focus sui lavoratori LGBT, addirittura si sente l’esigenza di una Camera di Commercio apposta per loro.

È lo stesso articolo di Huffingtonpost che ci svela la reale motivazione: “la comunità omosex italiana vanta un potere d’acquisto di 120 miliardi di euro”.

Eccoci, il guadagno.
La famiglia ha un potere di acquisto che va calando, mentre la comunità omosex spende e spande.
Diciamolo, allora: non esiste l’allarme omofobia.
L’allarme omofobia è il cavallo di Troia che nasconde la creazione di una categorie d’elite che vanta maggior potere d’acquisto rispetto alla famiglia e che crea minori problemi dal punto di vista lavorativo. Meno famiglie, meno problemi.
Sempre Nelson dichiara “Aiutiamo a creare nuove opportunità per le persone lgbt, a far crescere le loro aziende per esempio facendole diventare fornitrici delle imprese più grosse.”

Tutto ciò a grave danno dei piccoli imprenditori; falliscono le aziende familiari che si ritrovano a pagare anni e anni di debiti per la tassazione di un sistema usurocratico; i casi di suicidio (chiamiamolo omicidio di stato) a causa delle cartelle di Equitalia sono nettamente aumentati.

Non ci fa pensare un po’ sapere che colossi come JP Morgan, Ibm, American Express , Wells Fargo, American Airlines, siano membri fondatori e associati della Nglcc?

Dove starebbero quindi tutti gli questi svantaggi elencati dalla propaganda, quando i diritti LGBT sono protetti da colossi mondiali, da SPA che gestiscono le maggiori Banche Centrali nel mondo?

E sappiamo che chi gestisce le banche, gestisce anche la politica di un paese.

Benissimo proteggere i diritti dell’individuo: occorre però essere onesti e proteggere tutte le categorie discriminate e andare in aiuto ai cittadini in difficoltà senza preferenze di razza, lingua , religione, di condizioni personali e sociali, proprio come cita il nostro articolo 3 della costituzione.

Perché allora questa pari dignità sociale non viene messa in pratica a 360 gradi?

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