05 ottobre 2015

Annuncio di Putin: invieremo altre 150.000 unità in Siria per recuperare Al-Raqqa (la città in mano all’ISIS)

Annuncio di Putin: invieremo altre 150.000 unità in Siria per recuperare Al-Raqqa (la città in mano all’ISIS)

Il Presidente Vladimir Putin ha annunciato che pretende di mettere in moto una missione speciale per recuperare il controllo della città di Al-Raqqa, nel nord della Siria. Nel contesto di questo piano, Mosca intende schierare 150.000 truppe per la riconquista di tale città , il feudo del gruppo terrorista dell’ISIS (Stato Islamico), lo ha rivelato questa Domenica il giornale The Daily Star.

Citando una fonte anonima , The Daily Star spiega che ” è molto chiaro che la Russia vuole ripulire il nord del paese (Siria) , tenendo sotto controllo Al-Raqqa ed le sue risorse del petrolio e gas intorno alla città di Palmira”, nella provincia di Homs.
La fonte aggiunge che, per raggiungere questo obiettivo, sarebbe vitale espellere l’ISIS da Al-Raqqa, quella che viene considerata come la capitale (di fatto) della banda dei Takfiri.

L’agenzia russa di notizie, Sputnik News, ha annunciato questa Domenica che le Forze aerospaziali della Russia lanceranno bombardamenti contro i centri economici dell’ISIS in Siria per ridurre le entrate di questa cellula.
Sputnik News ha ricordato che l’ISIS vende il petrolio rubato dall’Iraq e dalla Siria agli acquirenti in Turchia e attraverso questo ottiene la gran parte del capitale che necessita per acquistare le armi e pagare i salari dei suoi componenti.


Buzaina Shaabanm, consulente politico del predsidente siriano Bashar al-Assad, ha difeso questa Domenica, in una intervista con la BBC, le operazioni militari russe nel suo paese contro i terroristi.

“Damasco da il benvenuto a qualsiasi paese che voglia aiutare il Governo e l’Esercito siriano nella sua lotta contro il terrorismo”, ha sottolineato la Shaaban per poi ricordare che questi gruppi che operano in Siria Al Nusra ed altri, sono stati classificati dall’ONU come terroristi . Sono i gruppi appoggiati dalle potenze occidentali che li considerano “ribelli moderati”.

Inoltre, rispetto alla pretesa distinzione fra “estremisti” e “moderati” fatta da Washington, la Shaabanm ha detto che l’Amministrazione siriana è disponibile a dialogare con chiunque non abbia preso le armi contro il Governo e la Nazione siriana.


Traduzione e sintesi: Luciano Lago per Controinformazione

Nella foto sopra: I terroristi “moderati” protetti dagli USA e dalla Francia

Nella foto al centro: un aereo russo in azione
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