29 ottobre 2015

ANIBAL CAVACO SILVA, IL GOLPISTA PORTOGHESE CHE SI CREDE GIORGIO NAPOLITANO

ANIBAL CAVACO SILVA, IL GOLPISTA PORTOGHESE CHE SI CREDE GIORGIO NAPOLITANO

Come era ampiamente prevedibile il politburo che governa questo mostro di Europa è ora costretto a mostrare al mondo il suo vero volto illiberale e antidemocratico. Fino a quando le classi dirigenti-asservite e complici- dei diversi Paesi membri si limitavano ad ubbidire ai diktat di Bruxelles e Francoforte senza battere ciglio tutto andava per il meglio. Adesso però, caduta finalmente la maschera che veicolava l’immagine fasulla del “sogno europeo”, le cose si sono complicate alquanto. Tutti sanno come i vari Draghi,Merkel e Schauebleabbiano costretto con la violenzaTsipras ad annullare gli effetti di un regolare referendum popolare che rigettava in Grecia le politiche di austerità. Un comportamento indegno e impunito che non deve mai essere né dimenticato né sminuito da chi ancora si sforza di difendere il rispetto della legittimità democratica in Europa. D’altronde certi tipi di “reati”, commessi in violazione dei diritti fondamentali dell’Uomo, non cadono mai in prescrizione. Quando perciò cambieranno gli equilibri politici, e i “buoni” avranno finalmente la forza di processare i “cattivi”, la giustizia di certo trionferà implacabile. Fino ad allora la parola d’ordine è “resistere”. Nel frattempo, dopo il caso Grecia, nel silenzio generale, i soliti “neonazisti finanziari” hanno colpito ancora. In Portogallo si è recentemente votato per il rinnovo del Parlamento. Al netto di una comprensibile astensione record- il Portogallo è infatti anch’esso da tempo cavia della Troika- il risultato elettorale ha disegnato un nuovo Parlamento all’interno del quale la maggioranza numerica è ora appannaggio di tre partiti di ispirazione progressista: i Socialisti, i Comunisti e ilBlocco. In genere, per consentire alle forze della reazione di continuare ad applicare tranquillamente politiche di macelleria sociale, i padroni del vapore hanno sempre trovato utile corrompere le classi dirigenti “pseudo-socialiste”-la cosiddetta “sinistra responsabile” di orwelliana memoria- intruppandola dentro governi consociativi e miserabili giustificati dalla sempiterna “sindrome dell’emergenza indotta”. Si tratta, in breve, della famosa “dottrina Napolitano”, già alla base della formazione dei governi Monti, Letta e Renzi, tutti legittimati ed eterodiretti da forze private e straniere che poco si curano della raccolta del consenso vissuto alla stregua di “trascurabile impiccio”. Lo stesso discorso vale per la Germania merkeliana, landa amena dove i socialdemocratici del “kapò” Schulz recitano da una vita e senza eccessivo sforzo la parte degli “utili idioti”. Cosa succede però quando gli “utili idioti” decidono di non stare più al gioco? Succede quello che abbiamo appena visto in Portogallo, dove un Presidente della Repubblica golpista di nome Anibal Cavaco Silva, al cui confronto persino Napolitano appare rispettoso della Costituzione, decide soavemente di affidare la formazione del governo- non ad un esponente indicato dalle forze progressiste maggioritarie in Parlamento- quanto al premier uscente sconfitto nelle urne, ovvero il noto “figlio di Troika” Pedro Passos Coelho. La morale della favola è la seguente. Se vincono i partiti favorevoli all’euro e alle politiche di voluto impoverimento di massa nulla questio; se vincono invece le forze che si oppongono ad una linea di indirizzo non negoziabile e già stabilita prima del voto allora si fa finta che queste ultime abbiano perso. In ognio caso, qualunque “carta” dovesse uscire dal mazzo, il banco vince sempre. Un bella idea di democrazia e di progresso, non c’e che dire. Strano che il popolo non apprezzi, evidentemente sobillato dai soliti “demagoghi populisti”. La vera libertà si respira in Europa. Così come la guerra è pace e la ricchezza è povertà.

Francesco Maria Toscano

Fonte: Il Moralista
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