18 settembre 2015

Università gratis per gli immigrati, a pagamento per gli italiani: la Costituzione calpestata?

Università gratis per gli immigrati, a pagamento per gli italiani: la Costituzione calpestata?
È notizia di oggi che l’Università Orientale di Napoli ha deciso di lanciare un progetto, definito di integrazione: corsi di laurea completamente gratis per gli immigrati, dall’iscrizione, alle tasse regionali, fino ai libri di testo, offerti da una ONLUS. Alle contestazioni per l’indubbio privilegio, l’Università ha ribattuto che un progetto simile è stato già adottato in Germania con ottimi risultati e che non c’è alcuna discriminazione verso gli italiani in difficoltà economica, visto che per essi sono previste agevolazioni sulle spese di iscrizione, con una diminuzione della retta annuale da 972 fino a 471 euro.

Ora, a parte il fatto che da gratis a 471 euro (più i libri di testo, più le tasse regionali) c’è una certa differenza, quello che sembra sfuggire all’Ateneo ed a tutti i sostenitori di iniziative simili, è il fatto che questi trattamenti agevolati violano il dettato e lo spirito della nostra Costituzione.

Dalla coordinazione fra art. 2 (riconoscimento diritti inviolabili dell’Uomo) art. 3 (principio di uguaglianza) ed art. 10 (condizione giuridica dello straniero) si ricavano infatti questi principi-guida:

I diritti inviolabili sono riconosciuti a tutti, cittadini e stranieri, residenti o meno in Italia.
Il diritto all’esercizio delle libertà democratiche è garantito allo straniero con il diritto d’asilo.
I diritti sociali sono garantiti al cittadino e, tendenzialmente in regime di parità, allo straniero.

Cosa significa tendenzialmente? Che i diritti sociali, come quello al lavoro, all’istruzione, all’assistenza, sono garantiti ai cittadini (come indica l’intestazione della parte I: Diritti e doveri dei cittadini) in quanto popolo italiano, quindi destinatario naturale dei compiti che la Costituzione assegna allo Stato, e, come espressione della solidarietà di cui all’art. 2, allo straniero non cittadino, se possibile. È evidente che lo Stato deve cercare di trattare ugualmente il cittadino e lo straniero, ma sicuramente non può trattare meglio quest’ultimo, a parità di condizioni.

Offrire quindi condizioni migliori per accedere all’istruzione universitaria all’immigrato diventa un grave rovesciamento dello spirito della Costituzione, per cui il cittadino diventa il soggetto che tende a ottenere lo stesso trattamento dello straniero, se possibile. Ma la violazione sussisterebbe anche se si trattasse di disparità fra cittadini, perché comunque violerebbe il dettato dell’art. 3 sull’uguaglianza di trattamento delle persone che si trovino nelle stesse condizioni.

Questo malinteso buonismo, figlio di una visione falsa ed ipocrita dell’accoglienza, si trasforma pertanto in discriminazione a danno del popolo italiano e nella negazione delo spirito solidaristico della Costituzione, la quale impone ogni sforzo per garantire i diritti agli stranieri, in questo ponendosi all’avanguardia rispetto a molti altri Paesi, ma mai a scapito o a condizioni migliori rispetto al propriopopolo.

Chissà se all’Università Orientale di Napoli, ateneo peraltro antico e prestigioso, la nostra Carta si studia ancora…



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