30 settembre 2015

SINDACI TEDESCHI E SINDACATO DI POLIZIA INSORGONO: TROPPO TENERA LA LEGGE CONTRO I ''PROFUGHI'' CRIMINALI. VANNO ESPULSI!


BERLINO - La giurisdizione tedesca non prevede che i reati commessi dai profughi abbiano ripercussioni sulle loro richieste di asilo politico. Diversi sindaci, pero' - da ultimo un esponente socialista della Sassonia - temono che questa forma di immunita' percepita possa portare a una rivolta dei cittadini tedeschi.

Ed i segni che la misura potrebbe essere colma, li danno le molte manifestazioni di piazza, ultime delle quali quelle del movimento "Pegida" anti islamico, che stanno alzando molto le tensioni sociali in tutta la Germania. 

Ed ora, scende in campo contro la delinquenza dei "migranti" anche il segretario del potente Sindacato della Polizia tedesca, Rainer Wendt, che ha messo in guardia dalle conseguenze di una posizione troppo morbida della giustizia nei confronti dei rifugiati macchiatisi di reati.

"Il monopolio dell'uso della forza si basa sul consenso sociale. I cittadini accettano questo monopolio soltanto se lo Stato da parte sua protegge la popolazione in modo efficace. Se lo Stato non e' in grado di farlo, annulla questo consenso e le persone tornano a farsi giustizia privata", ha dichiarato Wendt al quotidiano "Handelsblatt".

"Noi ci troviamo di fronte a questa situazione, si tratta di una sfida importante per lo Stato di diritto", ha aggiunto il rappresentante sindacale.

A innescare la presa di posizione di Wendt e' stato il caso di due richiedenti asilo che in un supermercato di Freiberg hanno minacciato di uccidere una dipendente attaccandola prima con lo spray al peperoncino e poi con un machete.

Secondo l'Ufficio federale per la Migrazione e i Profughi, tali reati non hanno conseguenze sul processo di analisi delle richiesta di asilo. Ciononostante, la procedura di asilo prevede "diverse clausole di esclusione, in presenza delle quali viene respinta la concessione dell'asilo, la protezione dei rifugiati e altre tutele accessorie", ha spiegato un portavoce dell'autorita'.

Il riconoscimento dello status di rifugiato, ad esempio, viene rigettato se lo straniero e' stato condannato in via definitiva ad una pena di tre anni: se il paese d'origine, pero', e' classificato tra quelli "non sicuri", la permanenza in Germania e' garantita anche ai criminali, dopo avere scontato la pena in carcere, perchè l'uso degli arresti domiciliari è molto raro, in Germania. 

Redazione Milano. 
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