09 settembre 2015

Se siamo uomini e non bestie perché non togliamo l’embargo alla Siria?

Se siamo uomini e non bestie perché non togliamo l’embargo alla Siria?
Anticipiamo l’editoriale del numero del settimanale Tempi in edicola da giovedì 10 settembre – Gentile presidente del Consiglio Matteo Renzi, cosa significa ricordarci che «siamo umani, non bestie» adesso che la Turchia ha deciso di aprire le frontiere ai profughi e la Germania di accoglierli? Sono anni che le tendopoli al confine della Siria fungono da copertura ai traffici di armi verso l’Isis e i qaedisti anti-Assad. Adesso Erdogancapisce il disastro a cui ha personalmente contribuito e gira all’Europa la patata bollente.

Brava Merkel. Ma quando mai gli italiani hanno dimenticato di essere “umani”, in questi anni in cui “merkelandia” li ha lasciati soli a salvare per mare e per terra ogni genere di disperati? Vogliamo sul serio parlare degli 8oo mila che la Germania è disposta ad accogliere, esito di una guerra civile in Siria sostenuta da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna da una parte; Turchia, Arabia Saudita e Qatar dall’altra?

Spiacenti, le immagini della fiumana di profughi in marcia sono troppo poco per fare concessioni a una propaganda umanitaria che non spiega cosa sta succedendo. Non in queste settimane. Ma da quattro anni. Con la colpevole – e questa sì, disumana – collaborazione dei governi “umani”. Spiacenti, la foto del corpicino del povero Aylan non può essere usata per diffamare i paesi dell’est e inoculare ai popoli europei sensi di colpa per la mollusca e vigliacca politica estera dei loro governanti.

Infatti, un altro Aylan ci ricorda in queste ore che «noi vogliamo tornare a casa nostra, questo vogliamo, non vivere profughi in Europa».


Sono anni che raccontiamo da queste pagine la tragedia dei popoli in Medio Oriente. Di agosto è l’ultima copertina di Tempifirmata dal nostro inviato ad Aleppo, città martire, assediata dalle bestie islamiste. Ed è da quattro anni che i famosi Stati Uniti, Nazioni Unite e Unione Europea assistono senza batter ciglio ai 240 mila morti, ai 4 milioni di profughi tra Turchia, Libano e Giordania, agli 8 milioni di sfollati all’interno della Siria.

Dunque, piuttosto che rivolgersi al senso di umanità della gente comune, chi ha responsabilità di governo come le ha Matteo Renzi dovrebbe rivolgersi a se stesso e ai propri partner con domande tipo: perché continuiamo a ingrossare l’esercito dei profughi e degli sfollati imponendo l’embargo alla Siria? Perché continuiamo ad appoggiare i cosiddetti “ribelli” di Damasco e, attraverso i ricchi paesi islamici che fanno shopping in Europa e gonfiano i listini della Borsa newyorkese, continuiamo a sostenere l’avanzata del Califfato che è la principale causa dell’esodo biblico?

In verità, solo la Chiesa rimane accanto ai perseguitati in ogni dove nel mondo. Adesso, con la proposta di Francesco di accogliere una famiglia in ogni parrocchia, i cristiani sono chiamati a una bella sfida umana.

Ma chissà come la prenderà certa “fratellanza” musulmana che la propria gente la lascia ben fuori dai propri confini sigillati con i petrodollari e la usa come carne da cannone jihadista.


Foto Ansa

Fonte: Tempi
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