09 settembre 2015

QUELLA GRANDISSIMA PARACULA DELLA MERKEL

QUELLA GRANDISSIMA PARACULA DELLA MERKEL
Non nascondo che sono rimasto a bocca aperta nel vedere le immagini di giubilo popolare alla stazione di Monaco di Baviera all’arrivo di treni pieni di migranti, quando non più tardi di un paio di mesi fa la stessa Merkel aveva fatto piangere la povera ragazzina, figlia di immigrati palestinesi, dicendogli chiaramente in faccia che la Germania non poteva accogliere tutti. Cosa è successo nel frattempo?

Cerchiamo di analizzare freddamente il problema senza farci coinvolgere emotivamente.

A giugno/luglio la reputazione in Europa e nel mondo della Germania, nel pieno della crisi greca, ha toccato il livello più basso: la Grecia trattata a pesci in faccia con diktat che neanche ai tempi delle Colonie i paesi imperialistici riservavano ai loro possedimenti.

Non si era mai visto (neanche nei confronti delle mozzarelle dei politici italiani) un ministro delle finanze di un paese comunitario, Schaeuble, interferire in modo così rozzo, prepotente e arrogante nei confronti di uno altro Stato membro dell’Unione. Insomma ai più era riemerso il vero volto della mentalità germanica: noi siamo noi e voi non siete un c…!

Era indubbiamente necessario un rapido cambiamento per far capire all’opinione pubblica mondiale che invece la Germania e i tedeschi non sono quello che tutti credono (e che tuttavia in molti non smettono di credere!), ma le migliori e più tolleranti persone di questo mondo. La perfetta macchina della propaganda, pardon ora si chiama delle pubbliche relazioni, è pertanto stata chiamata a trasformare un dramma, come quello delle migrazioni, in un veicolo di formidabile pubblicità, tanto da ribaltare in pochi giorni la considerazione negativa di cui godevano agli occhi di gran parte del mondo in un sentimento di ammirazione.

Ma cerchiamo di capire cosa c’è veramente dietro a questa operazione di “marketing”.

La Germania qualche giorno fa, per bocca del suo Cancelliere, ha fatto sapere ad “Urbi et Orbi” che avrebbe accolto tutti i migranti che volevano raggiungere il loro paese, precisando poi però solamente quelli provenienti dalla Siria.

Ma come mai questa discriminazione e non estendendo l’invito a tutti, indipendentemente dal paese, dall’etnia, dalla condizione, ma solamente provenienti dalla Siria? E’ presto detto: la Germania con questo gesto non sta compiendo nessun atto umanitario altrimenti non si sarebbe affrettata a specificare la limitazione della provenienza, ma avrebbe esteso a chiunque l’ospitalità. La verità è che hanno bisogno di manodopera a basso costo e i migranti provenienti dalla Siria soddisfano pienamente i requisiti di professionalità e retribuzione di cui ora necessita la Germania, insomma il giusto “carburante” a basso costo di cui necessita la locomotiva tedesca.


Stessa “caratteristiche” non offerte da altri migranti provenienti da altre aree del Mediterraneo e che continuano ad imbarcarsi su carrette del mare per poi essere recuperati dalla prima nave battente bandiera comunitaria p er essere portati nel primo porto italiano più vicino secondo quanto previsto da quel capolavoro che il Trattato di Dublino!

In poche parole la Germania preferisce accoglie quelli che reputa idonei e capaci a svolgere lavori a più bassi costi retributivi (ricordo che il livello d’istruzione dei siriani è fra i più elevati dell’area) mentre quelli che non hanno capacità “professionali” non solo non li vogliono, ma se li possono anche tenere gli altri (ad iniziare dall’Italia).

Paradossale infatti che la Merkel non abbia tardato ad intimare all’Italia di svolgere più controlli al Brennero per evitare arrivi non desiderati. Strano che nessuno gli abbia ricordato che l’Italia non confina con la Germania ma con l’Austria, a meno che a nostra insaputa abbiano di nuovo fatto un altro Anschluss nottetempo!

Quindi tutta la parvenza di salvatori delle sorti di centinaia e centinaia di migranti che sta sconvolgendo gli equilibri in Europa e che sicuramente gli farà guadagnare una nomination d’ufficio al prossimo Nobel per la Pace, non è altro che un mero calcolo d’interessi che fa invece apparire la simpatica Angela Merkel come la nuova Teresa di Calcutta mentre invece non è altro che una grandissima paracula!

Ultima domanda impertinente: se la Merkel è veramente animata da sentimenti così umanitari e disinteressati, perché non invia le sue navi e i suoi aerei in Africa a prelevare direttamente i migranti invece di fargli prendere i barconi esponendoli ai rischi dell’attraversamento del mare che ha provocato già migliaia e migliaia di morti? Forse perché sono troppo abbronzati e non hanno per le mani un mestiere idoneo per le loro industrie?

Loro sempre più paraculi, noi sempre più cornuti e mazziati! W l’Europa!





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