29 settembre 2015

"Non ci sono soluzioni militari possibili per tutto il Medioriente". Ban Ki Moon apre i lavori dell'Assemblea Generale Onu

Non ci sono soluzioni militari possibili per tutto il Medioriente. Ban Ki Moon apre i lavori dell'Assemblea Generale Onu

"Gli stati membri della Nazioni Unite non devono mai violare i diritti umani, nemmeno per combattere gli estremisti"

“Nessuno deve rimanere indietro". Lo ha appena detto il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, all'apertura dell'Assemblea Generale a New York.

100 milioni di persone nel mondo, ha proseguito Ban, oggi hanno bisogno di assistenza umanitaria che spesso deriva da danni causati dal cambiamento climatico. Ed è proprio questo il punto di maggior interesse per il futuro, combattere il cambiamento climatico con azioni collettive come definito nella strategia 2030 dell'ONU.

“Solo il 50% di quanto necessario è stato garantito per Iraq, Sudan e Yemen e solo 1/3 per la Siria”, ha proseguito. I paesi intorno al mondo "evoluto", come il Libano, continuano a ospitare i rifugiati nonostante non ne abbiano la possibilità, per questo l'ONU invoca i paesi europei a offrire ospitalità come la cercarono altrove dopo la seconda guerra mondiale.

È necessario – ha proseguito - scovare i trafficanti di uomini e smetterla di costruire muri, bensì combattere le cause dei flussi. I siriani scappano dal terrorismo e Russia, USA, Arabia Saudita, Iran e Turchia hanno la chiave per risolvere il problema ma devono tornare a dialogare. 

In Yemen 21 milioni di persone (l'80% della popolazione) hanno bisogno di aiuti ma prima di questo dobbiamo fermare subito i bombardamenti che causano miseria e morte, tornare ai tavoli del negoziato. Serve dialogo non bombe. Non ci sono soluzioni militari possibili per tutto il Medioriente. Gli stati membri della Nazioni Unite non devono mai violare i diritti umani, nemmeno per combattere gli estremisti".

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