15 settembre 2015

L’occidente ha tradito le sue radici

L’occidente ha tradito le sue radici
Estratto del libro “Dio o niente”, del cardinal Robert Sarah*
Oggi l’occidente vive come se Dio non esistesse. Come hanno potuto, paesi di antiche tradizioni cristiane e spirituali, tradire le loro radici fino a questo punto? Le conseguenze appaiono talmente drammatiche da rendere indispensabile comprendere l’origine di questo fenomeno. L’occidente ha deciso di prendere le distanze dalla fede cristiana sotto l’influenza dei filosofi dei Lumi e delle correnti politiche che ne sono derivate. Se esistono comunità cristiane tuttora vivaci e in missione, la gran parte delle popolazioni occidentali non vede più in Gesù che una forma di idea, ma non un avvenimento, e ancor meno una persona che gli apostoli e numerosi testimoni del Vangelo hanno incontrato, amato e alla quale hanno consacrato tutta la loro vita.

L’allontanamento da Dio non è il prodotto di un ragionamento ma di una volontà di distaccarsi da Lui. L’orientamento ateo di una vita è quasi sempre un’opzione della volontà. L’uomo non vuole più riflettere sul suo rapporto con Dio perché vuole diventare egli stesso Dio. Il suo modello è Prometeo, personaggio mitologico della razza dei Titani che rubò il fuoco sacro per darlo agli uomini; l’uomo è entrato in una logica di appropriazione di Dio, non più di adorazione. Prima del movimento detto “dei Lumi”, quando l’uomo ha tentato di prendere il posto di Dio, di essere a Lui uguale o di eliminarlo, si trattava di fenomeni individuali minoritari.


L’ateismo trova la propria principale origine nell’individualismo esacerbato dell’uomo europeo. L’individuo-re, che aspira sempre più a una forma di autonomia o di indipendenza assoluta, tende all’oblio di Dio. Sul piano morale, questa ricerca della libertà assoluta implica progressivamente un rigetto senza distinzioni delle regole e dei princìpi etici. L’universo individualista diventa centrato unicamente sulla persona che non ammette più alcuna costrizione. Da questo punto di vista, Dio è considerato come colui che crea ostacoli per imprigionare la nostra volontà imponendo leggi; Dio diventa il nemico dell’autonomia e della libertà. Pretendendosi totalmente libero, l’uomo rifiuta ciò che considera una costrizione e arriva anche a respingere qualsiasi forma di dipendenza nei confronti di Dio. Egli rifiuta l’autorità di Dio che tuttavia ci ha creato liberi affinché, attraverso l’esercizio responsabile della nostra libertà, potessimo superare i nostri impulsi selvaggi e padroneggiare 

tutto ciò che di istintivo è in noi, assumendo pienamente la responsabilità della nostra esistenza e della nostra crescita.

L’ateismo rappresenta così una volontà di ignorare la ragione che ci rapporterebbe al nostro Creatore, vera luce che dovrebbe illuminarci, orientarci e mostrarci il cammino della vita. In questa logica, certi filosofi non parlano più di Dio come di un Padre ma come di un architetto dell’universo. Il rifiuto di Dio si colloca in un movimento di conquista scientifica e tecnica che connota l’Europa dalla fine del XVIII secolo. L’uomo vuole dominare la natura e prendersi la propria indipendenza. La tecnica gli dà l’impressione di essere padrone del mondo. Diventa dunque il solo reggente di uno spazio senza Dio. (…)

*Robert Sarah è un cardinale e arcivescovo cattolico guineano. Dal 23 novembre 2014 prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti.

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