14 settembre 2015

LA GERMANIA CANCELLA SCHENGEN E CHIUDE LE FRONTIERE: INVIATI CENTINAIA DI POLIZIOTTI AI CONFINI LA UE STA PER FINIRE.



Altri 14 Aylan, altri 14 bambini muoiono nel naufragio di un barcone di migranti che si e' rovesciato nell'Egeo, cercando di raggiungere un'isola greca dalla vicinissima Turchia. Tra loro, quattro neonati. E' lo choc di una domenica in cui anche la Cancelliera Angela Merkel che una settimana fa aveva aperto le frontiere ai rifugiati cambia radicalmente posizione e fa saltare la libera circolazione nella Ue chiudendo le frontiere e inviando centinaia di poliziotti proprio in queste ore per presidiarle.

La Germania non puo' assorbire il fiume di disperati in fuga dalla guerra. Cosi' nel pomeriggio arriva la sospensione del traffico ferroviario con l'Austria ed il ministro dell'interno annuncia la reintroduzione "temporanea" dei controlli alla frontiera, fatto non previsto dai trattati.

Nel paese, adesso, e' stato precisato, si potra' entrare "solo con documenti validi".

Ed il ministro dell'interno, Thomas de Maiziere, avverte i paesi che fanno transitare liberamente i migranti: "La grande disponibilita' dimostrata dalla Germania non deve essere sfruttata troppo".

Misure drastiche quelle tedesche, che arrivano alla vigilia di un Consiglio straordinario dei ministri dell'interno europei carico di tensioni e chiamato ad approvare il pacchetto Ue per l'immigrazione, con il meccanismo di ridistribuzione dei rifugiati a criteri fissi, l'elenco dei paesi sicuri (tutti quelli candidati all'ingresso della Ue, ovvero i balcanici e la Turchia) in provenienza dai quali non e' cioe' verosimile che si abbiano le condizioni per chiedere asilo.

La sospensione di Schengen e' stata annunciata dalla Merkel con una telefonata al presidente della Commissione. L'esecutivo europeo ha dato il beneplacito, e che altro poteva fare? Niente.

La reintroduzione temporanea dei controlli e' "una possibilita' eccezionale esplicitamente prevista e regolata" dal codice delle frontiere del Trattato di Schengen "in caso di situazione di crisi" e "la situazione attuale in Germania, a prima vista, appare essere una situazione coperta dalle regole", si sono affrettati a precisare a Bruxelles, ma la situazione è precipitata.

Ma questa decisione, ha anche scritto la Commissione, "sottolinea l'urgenza di concordare" sul pacchetto immigrazione. Accordo che dovra' necessariamente passare anche per una decisa stretta dei controlli sulla frontiera esterna.

Bruxelles ricorda che nel suo Discorso sullo stato dell'Unione mercoledi' scorso a Strasburgo e' stato lo stesso Juncker a dire che "l'altra faccia della medaglia" di Schengen e della liberta' di movimento in un'Europa senza confini interni e' "una miglior gestione della frontiera esterna e piu' solidarieta' per affrontare la crisi dei rifugiati". Ma sono parole al vento.

Il ministro dei trasporti tedesco ha denunciato il "fallimento totale" della Unione europea nella difesa dei suoi confini esterni, e ha sollecitato misure "urgenti ed efficaci" per arrestare l'afflusso record di migranti e profughi dal Medioriente. Parole come pietre addosso alla Merkel.

Intanto anche la Romania annuncia il 'no' al pacchetto Juncker, che dovra' essere approvato a maggioranza qualificata. Mentre gli ambasciatori dei 28 cercano di mettere a punto in serata il documento finale, la conta dei voti e' ancora dalla parte dell'approvazione.

Ma se si finira' allo scontro, il risultato politico potrebbe essere "sanguinoso" per l'Europa. Non a caso la svolta tedesca piace al primo ministro ungherese Viktor Orban, leader dei falchi anti-immigrazione. Cogliendo al volo la retromarcia della Merkel, ha espresso soddisfazione per la sospensione di Schengen, definendola misura "necessaria" per "preservare i valori tedeschi ed europei".

Oggi, in conclusione, è stato scritto l'ultimo capitolo della Ue.

Quello che si conclude con la parola: FINE.

Redazione Milano





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