10 settembre 2015

La causa di nullità della nipote di Bergoglio che spiega bene il Motu proprio

La causa di nullità della nipote di Bergoglio che spiega bene il Motu proprio
A Buenos Aires congedò un membro del Tribunale diocesano perché “mercanteggiava” e soffriva per le difficoltà dei suoi diocesani

Papa Francesco ha introdotto con un Motu proprioimportanti cambiamenti nel processo canonico per la dichiarazione della nullità matrimoniale. Si tratta della soppressione dell’obbligo della sentenza doppia conforme, dell’introduzione di un processo breve e della gratuità universale.

Il pontefice vuole rendere più agili i casi di nullità matrimoniale e vuole evitare che si verifichino situazioni in cui non ci si può sposare per la seconda volta perché l’iter è molto lungo o non si possa accedere alla Comunione per questioni burocratiche.

Un buon esempio per comprendere l’interesse di papa Francesco affinché i casi di nullità matrimoniale possano essere risolti rapidamente si può ritrovare nella causa di sua nipote María Inés Narvaja.

In un’intervista già pubblicata da Aleteia, la donna ha ricordato come papa Francesco, quando era ancora Jorge Mario Bergoglio, si sia interessato alla sua situazione matrimoniale.

“Mi sono sposata con mio marito prima civilmente e solo dopo 4 anni per la Chiesa”, ha spiegato, confessando che suo zio “stava curando una nullità e la sentenza non arrivava, e quindi ho dovuto aspettare quei quattro anni”. “Per tutto quel tempo, è stato come un padre per me, e gli sono molto riconoscente”.

Nell’intervista, María Inés Navaja ha mostrato due tratti della personalità del papa che ci aiutano a capire le misure da lui approvate: “Lo zio ha due cose: in primo luogo una memoria impressionante, e poi ascolta molto ma non giudica, e non ti dice mai cosa devi fare. Mi ricordo quando gli ho detto che non potevo aspettare il matrimonio per la Chiesa, che ero già grande e mi sarei sposata civilmente, mi rispose: ‘È la notizia migliore che mi hai dato’”.

Congedò una persona che “vendeva sentenze”

Papa Francesco ha sempre avuto una sensibilità particolare per il tema dei processi e delle nullità matrimoniali. Nel maggio 2014, prima di un’udienza generale a San Pietro, il papa ha salutato i partecipanti a un incontro promosso dal Tribunale della Rota Romana.

In quell’occasione, il pontefice ha sorpreso tutti raccontando due aneddoti. Il primo riguardava il lavoro del Tribunale interdiocesano di Buenos Aires: “Non ricordo ma credo che, in prima istanza, abbia 15 diocesi, credo che la più lontana sia a 240 km… Non si può, è impossibile immaginare che persone semplici, comuni vadano al Tribunale: devono fare un viaggio, devono perdere giorni di lavoro, anche il premio… tante cose… Dicono: ‘Dio mi capisce, e vado avanti così, con questo peso nell’anima’”.

“E la madre Chiesa deve fare giustizia e dire: ‘Sì, è vero, il tuo matrimonio è nullo – No, il tuo matrimonio è valido’. Ma giustizia è dirlo. Così loro possono andare avanti senza questo dubbio, questo buio nell’anima”.

Allo stesso modo, e di fronte alla possibile gratuità delle cause di nullità, il papa ha spiegato come abbia dovuto congedare in una occasione uno degli impiegati del Tribunale: “Bisogna essere anche molto attenti che le procedure non siano entro la cornice degli affari: e non parlo di cose strane. Ci sono stati anche scandali pubblici. Io ho dovuto congedare dal Tribunale una persona, tempo fa, che diceva: ‘10mila dollari e ti faccio i due procedimenti, il civile e l’ecclesiastico’. Per favore, questo no!”.

Prima di essere papa, Francesco è stato sacerdote e vescovo. Ha potuto soffrire nella propria famiglia (in questo caso per la situazione della nipote María Inés) il dramma dell’attesa della nullità matrimoniale, ma ha anche sofferto per la difficoltà che hanno i fedeli a ricorrere ai tribunali e per come alcuni cercano di “mercanteggiare” sulla sofferenza di un matrimonio non valido.

Per tutto questo, sa quanto bene possa fare alle persone coinvolte la rapidità nell’iter burocratico e la possibilità che sia gratuito. Tre aneddoti che spiegano la posizione di papa Francesco di fronte a questi temi.



[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]


Papa Francesco ha introdotto con un Motu proprio importanti cambiamenti nel processo canonico per la dichiarazione della nullità matrimoniale. Si tratta della soppressione dell’obbligo della sentenza doppia conforme, dell’introduzione di un processo breve e della gratuità universale.

Il pontefice vuole rendere più agili i casi di nullità matrimoniale e vuole evitare che si verifichino situazioni in cui non ci si può sposare per la seconda volta perché l’iter è molto lungo o non si possa accedere alla Comunione per questioni burocratiche.

Un buon esempio per comprendere l’interesse di papa Francesco affinché i casi di nullità matrimoniale possano essere risolti rapidamente si può ritrovare nella causa di sua nipote María Inés Narvaja.

In un’intervista già pubblicata da Aleteia, la donna ha ricordato come papa Francesco, quando era ancora Jorge Mario Bergoglio, si sia interessato alla sua situazione matrimoniale.

“Mi sono sposata con mio marito prima civilmente e solo dopo 4 anni per la Chiesa”, ha spiegato, confessando che suo zio “stava curando una nullità e la sentenza non arrivava, e quindi ho dovuto aspettare quei quattro anni”. “Per tutto quel tempo, è stato come un padre per me, e gli sono molto riconoscente”.

Nell’intervista, María Inés Navaja ha mostrato due tratti della personalità del papa che ci aiutano a capire le misure da lui approvate: “Lo zio ha due cose: in primo luogo una memoria impressionante, e poi ascolta molto ma non giudica, e non ti dice mai cosa devi fare. Mi ricordo quando gli ho detto che non potevo aspettare il matrimonio per la Chiesa, che ero già grande e mi sarei sposata civilmente, mi rispose: ‘È la notizia migliore che mi hai dato’”.

Congedò una persona che “vendeva sentenze”

Papa Francesco ha sempre avuto una sensibilità particolare per il tema dei processi e delle nullità matrimoniali. Nel maggio 2014, prima di un’udienza generale a San Pietro, il papa ha salutato i partecipanti a un incontro promosso dal Tribunale della Rota Romana.

In quell’occasione, il pontefice ha sorpreso tutti raccontando due aneddoti. Il primo riguardava il lavoro del Tribunale interdiocesano di Buenos Aires: “Non ricordo ma credo che, in prima istanza, abbia 15 diocesi, credo che la più lontana sia a 240 km… Non si può, è impossibile immaginare che persone semplici, comuni vadano al Tribunale: devono fare un viaggio, devono perdere giorni di lavoro, anche il premio… tante cose… Dicono: ‘Dio mi capisce, e vado avanti così, con questo peso nell’anima’”.

“E la madre Chiesa deve fare giustizia e dire: ‘Sì, è vero, il tuo matrimonio è nullo – No, il tuo matrimonio è valido’. Ma giustizia è dirlo. Così loro possono andare avanti senza questo dubbio, questo buio nell’anima”.

Allo stesso modo, e di fronte alla possibile gratuità delle cause di nullità, il papa ha spiegato come abbia dovuto congedare in una occasione uno degli impiegati del Tribunale: “Bisogna essere anche molto attenti che le procedure non siano entro la cornice degli affari: e non parlo di cose strane. Ci sono stati anche scandali pubblici. Io ho dovuto congedare dal Tribunale una persona, tempo fa, che diceva: ‘10mila dollari e ti faccio i due procedimenti, il civile e l’ecclesiastico’. Per favore, questo no!”.

Prima di essere papa, Francesco è stato sacerdote e vescovo. Ha potuto soffrire nella propria famiglia (in questo caso per la situazione della nipote María Inés) il dramma dell’attesa della nullità matrimoniale, ma ha anche sofferto per la difficoltà che hanno i fedeli a ricorrere ai tribunali e per come alcuni cercano di “mercanteggiare” sulla sofferenza di un matrimonio non valido.

Per tutto questo, sa quanto bene possa fare alle persone coinvolte la rapidità nell’iter burocratico e la possibilità che sia gratuito. Tre aneddoti che spiegano la posizione di papa Francesco di fronte a questi temi.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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