14 settembre 2015

Israele attacca le posizione dell’Esercito siriano in appoggio ai gruppi terroristi aumentando il coinvolgimento della Russia nel bel mezzo dell’ipocrisia occidentale

Israele attacca le posizione dell’Esercito siriano in appoggio ai gruppi terroristi aumentando il coinvolgimento della Russia nel bel mezzo dell’ipocrisia occidentale
Il regime di Israele ha portato a compimento ieri attacchi aerei contro le posizioni dell’artiglieria dell’Esercito siriano nella zona della città di A l-Zambani, al sudest della Siria, dove l’Esercito siriano ha da poco riconquistato le posizioni e cacciato i terroristi dalla cintura urbana.
“Gli aerei dell’aviazione di Tel Aviv hanno bombardato dall’aria le posizioni dell’artiglieria siriana a Nabi Jabil, una collina situata a 19 Km. al sud di Al-Zabadani, ha informato il Giovedì l’agenzia russa Sputnik citando le dichiarazioni di una fonte militare siriana”.
“Le batterie di artiglieria dell’esercito siriano stavano appoggiando le forze di terra dell’Esercito che stavano respingendo un attacco dei terroristi nel settore orientale della città”, ha aggiunto la fonte consultata.

Come avvenuto altre volte, l’aviazione israeliana interviene in appoggio dei gruppi terroristi di Al Nusra con cui il governo di Tel Aviv ha stabilito uno stretto rapporto di collaborazione: i terroristi di questo gruppo vengono sostenuti dalle forze israeliane, riforniti di armi e munizioni ed i loro feriti vengono raccolti dagli elicotteri israeliani e ricoverati negli ospedali di Israele. Come documentato più volte.

Naturalmente l’intervento militare delle forze israeliane, a differenza degli interventi della Russia in appoggio di Damasco, non preoccupa gli USA, non preoccupa il comando NATO e non preoccupa neanche il ministro italiano Gentiloni il quale aveva espresso “preoccupazione” per l’intervento russo in Siria.

Ad Israele è concesso tutto: può intervenire dove e quando vuole, può bombardare e massacrare le popolazioni civili in Siria, a Gaza o in Libano, senza essere mai sanzionata, dispone di una sorta di licenza speciale per i governi occidentali.

Nel frattempo la Russia realizza manovre navali di fronte alla costa della Siria

La Russia sta realizzando manovre navali con lancio di missili di fronte alle coste della Siria, nella parte orientale del Mediterraneo, come ha informato il portale russo RBC. Il portale ha menzionato il rispettivo avviso dei piloti (NOTAM) a cui ha tenuto accesso nella base di dati dell’Amministrazione Federale dell’Aviazione degli USA (FAA).

Secondo il documento le manovre si svilupperanno fino al 17 Settembre a circa 70 Km. dal porto di Tartus dove la Russia dispone di una base navale per la sua marina da Guerra.
Le manovre includono pratica di lancio con missili, per cui si avvisano i piloti che la zona risulta pericolosa per i voli e si estende dalla superficie del mare fino ad una altezza di 20 Km. Inoltre sono previste altre manovre navali da 30 si Settembre fino al 30 Ottobre 2015 nella stessa zona del Mediterraneo, per cui sono stati emessi avvisi come prescritto dalle norme internazinali.


Naturalmente anche in questo caso gli USA ed i comandi NATO, che stanno conducendo massicce manovre mnavali nell’Europa orientale e sul Mar Nero, hanno espresso “preoccupazione” per questa intensa attività aereo navale della Russia, questo come se alla NATO debba essere riconosciuto l’esclusivo diritto di fare manovre ed esercitazioni.

In Siria nel frattempo continua indisturbato il gigantesco traffico di petrolio estratto illegalmente dall’ISIS dai pozzi dell’Iraq e della Siria che viene venduto dallo Stato Islamico attraverso la Turchia (paese NATO) e viene trasportato attraverso centinaia di camion e Tir che transitano lungo la lunga strada che collega Mussul a Batman in Turchia ( lunga i 344 Km. c.a.) e che consente all’ISIS di incassare circa 10 milioni di dollari al giorno con il petrolio venduto al di sotto del suo prezzo di mercato.

La coalizione che dovrebbe combattere l’ISIS non è mai intervenuta per fermare questo traffico nè tanto meno per fermare la linea di rifornimento di armi, munizioni e attrezzature che pure passa per la stessa strada e rifornisce i miliziani jihadisti dell’ISIS che la coalizione, guidata dagli USA, afferma di voler combattere “senza tregua”.

La strada si snoda per buona parte del suo percorso lungo zone desertiche e sarebbe un obiettivo facilmente individuabile dal poderoso apparato dei cacciabombardieri della coalizione alleata (se lo volessero).

Tuttavia l’unica “preoccupazione” di Obama, Hollande, Cameron e Gentiloni è quella di un possibile intervento russo nella guerra in Siria ed Iraq contro l’ISIS che “aggraverebbe” la situazione, per quanto questa risulti già abbastanza grave, viste le complicità a livello internazionale di cui gode lo Stato Islamico.


Traduzione e sintesi: Luciano Lago per Controinformazione
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