22 settembre 2015

GENDER NELLE SCUOLE? ERA GIÀ PRESENTE IN UN DISEGNO LEGGE DEL SENATO DEL 2014

Quello che segue è un commento a uno dei disegni di legge che precedono l’approvazione del decreto Buona Scuola. Diventa interessante notare come si dibatte in aula, su cosa si discute, cosa viene proposto in questo documento riguardo l’ideologia gender nella scuola italiana. Un disegno di legge utile per capire lo spirito delle leggi odierne. Per ogni approfondimento al decreto Buona Scuola rimandiamo a questi link (premi QUI eQUI).
Procediamo ad analizzare il documento precedentemente citato.
Si tratta di un disegno di legge presente sul sito del Senato datato 18 Novembre 2014. Il titolo di tale documento è: “Introduzione dell’educazione di genere e della prospettiva di genere nelle attività e nei materiali didattici delle scuole del sistema nazionale di istruzione e nelle università“. Titolo abbastanza eloquente. Vi riporto i tratti che ritengo più importanti per le nostre finalità.
Primo estratto: “La risoluzione, sulla base di indirizzi pedagogici largamente condivisi, ha affermato che la nozione di uguaglianza può essere instillata nei bambini sin dalla più tenera età e cheun’educazione basata sul riconoscimento della parità è la strada da percorrere per il superamento degli stereotipi di genere. Agli Stati membri è stato perciò richiesto di valutare programmi di studi e contenuto dei libri di testo nell’ottica di una riforma complessiva che conduca all’integrazione delle questioni di genere, quale tematica trasversale, in tutti i materiali didattici, sia in termini di eliminazione degli stereotipi di genere…“.
In questo passaggio si parla nella necessita di “instillare nei bambini sin dalla più tenera età” nozioni necessarie al superamento degli “stereotipi di genere” (genere è l’equivalente italiano dell’inglese gender), attraverso l’introduzione, nei materiali didattici, di “tematiche trasversali”. Le parole “stereotipi di genere” possono avere un significato molto ampio che potrebbero far pensare (come si legge anche in altre parti di questa proposta di legge) alle differenze socio-economiche e giuridiche che sussistono tra uomo e donna, ma non è questo il vero centro del documento e della definizione di “stereotipi di genere”. Infatti, attraverso la tipica retorica tecnica e fuorviante hanno utilizzato la tematica femminista (la donna è più discriminata rispetto all’uomo) come un cavallo di troia per inserire la teoria gender nelle scuole. Tuttavia questo punto viene meglio chiarito nel secondo estratto.
Secondo estratto: “Gli Stati membri sono stati altresì sollecitati a predisporre specifici corsi di orientamento, nelle scuole primarie e secondarie e negli istituti di istruzione superiore, finalizzati a informare i giovani in merito alle conseguenze negative degli stereotipi di genere, nonché a incoraggiarli a intraprendere percorsi di studi e professionali superando visioni tradizionali che tendano a individuarli come tipicamente «maschili» o «femminili».”
In questo secondo pezzo vi sono due elementi fondamentali: Il primo consiste nell’esplicazione del concetto “stereotipi di genere“, seppur espresso in maniera indiretta. Esso consiste nell’individuare un persona nei generi maschile e femminile che sono “visioni tradizionali” e in quanto tali devono essere superate (nocciolo della teoria del gender). Cosa che si può ottenere, qui il secondo punto, introducendo nelle scuole oltre che materiali didattici anche “specifici corsi di orientamento“.
Dunque questo estratto mette in risalto come in questa proposta di legge si vogliano introdurre materiali didattici e corsi di orientamento contenenti l’ideologia gender e come questa debba essere “instillata” negli studenti fin dalla “più tenera età“.
Nonostante si sia già palesata la presenza della teoria gender in questo disegno di legge, vorrei ancora proseguire nell’esporvi altri tratti di questo documento, data l’abbondanza di “materia prima” e di spunti che esso ci offre.
Terzo estratto: “È allora evidente l’importanza dell’introduzione di una consapevole prospettiva di genere nei processi educativi: ciò importa primariamente la decostruzione critica delle forme irrigidite e stereotipate attraverso cui le identità di genere sono culturalmente e socialmente plasmate, stimolando al contempo l’auto-apprendimento della e nella complessità.”
In questo passaggio si conferma quanto detto prima. Cioè sottolinea la necessità di introdurre nei “processi educativi” mezzi necessari a superare e a demolire quelle “forme irrigidite e stereotipate culturalmente e socialmente plasmate“, secondo cui un individuo si identifica nei generi maschile e femminile (teoria del gender), favorendo l’accettazione della complessità. Complessità che meglio viene intesa come la complessità di generi offerti dall’agenda LGBT.
Quarto estratto:
“Art. 1 Comma 2: In attuazione di quanto disposto dal comma 1, i piani dell’offerta formativa delle scuole di ogni ordine e grado adottano misure educative volte alla promozione di cambiamenti nei modelli comportamentali al fine di eliminare stereotipi, pregiudizi, costumi, tradizioni e altre pratiche socio-culturali fondati sulla differenziazione delle persone in base al sesso di appartenenza...”
Questo estratto conferma quanto sostenuto in quelli precedenti. Sostenendo, inoltre, la necessità di introdurre “misure educative al fine di eliminare stereotipi fondati sulla differenziazione delle persone in base al sesso di appartenenza” per le scuole di ogni ordine e grado.
Quinto estratto: “…autorizza per l’anno 2014 la spesa di euro 10 milioni, oltre alle risorse previste nell’ambito di finanziamenti di programmi europei e internazionali, «per attività di formazione e aggiornamento obbligatori del personale scolastico» con particolare riguardo «all’aumento delle competenze relative all’educazione all’affettività, al rispetto delle diversità e delle pari opportunità di genere e al superamento degli stereotipi di genere»“.
Una domanda sorge spontanea: se l’ideologia gender non esiste e non è stata immessa nelle scuole, perchè in questa proposta di legge viene autorizzato il finanziamento di 10 milioni di euro proprio per favorire l’introduzione di tale nelle scuole? Probabile che sia io che il lettore siamo affetti da una sorta di visione psicotropa, che ci permette di leggere e vedere qualcosa che non esiste.

Conclusioni

Come spesso sostengo nei miei articoli, invito il lettore ad affrontare criticamente quanto da me sostenuto ed analizzare oggettivamente le fonti da me riportata. Qualora anche la sua analisi, o perizia, non farà che confermare la presenza di idee e tematiche in sintonia con la teoria gender: bene, sia pronto ad essere denunciato dal ministro Giannini, perchè avrà detto la verità. Ad maiora!

Fonte: www.losai.eu
Posta un commento

Facebook Seguimi