08 settembre 2015

BAMBINI UCCISI NON SONO TUTTI UGUALI, PER GIORNALI E TELEVISIONI: MASSACRI DI BAMBINI NELL'EST UCRAINA NON FANNO NOTIZIA


Secondo il recente rapporto delle Nazioni Unite, ben 3.660 persone sono state uccise e più di 8.756 sono state ferite in Donbass da quando Kiev ha lanciato la sua operazione militare nel mese di aprile. Anche se un cessate il fuoco è stato annunciato il 5 settembre, più di 330 persone sono morte da quel momento, tra cui 20 bambini. L'UNICEF ha dichiarato che almeno 35 bambini sono stati uccisi nel conflitto ucraino e 87 sono stati feriti.

Human Rights Watch ha già invitato i sostenitori internazionali dell'Ucraina a "sollecitare il governo ucraino a rispettare rigorosamente il diritto internazionale umanitario, compresa la fine di qualsiasi utilizzo da parte dell'esercito ucraino di razzi Grad in zone popolate".

Anche Amnesty International ha esortato il governo ucraino a "fermare gli abusi e i crimini di guerra da parte dei battaglioni di volontari che operano a fianco delle regolari forze armate ucraine", come Aidar. Tutti questi appelli, esortazioni e inviti rischiano di restare voci che gridano nel deserto.

Kiev nega ripetutamente la responsabilità per i crimini di guerra, anche quando è dimostrato da osservatori indipendenti che l'esercito ucraino ha effettuato le atrocità; per esempio, l'OSCE ha confermato che il 2 giugno l'aviazione ucraina ha bombardato un edificio pubblico a Lugansk, uccidendo 8 civili – Kiev ha sostenuto che i separatisti hanno usato male un sistema missilistico antiaereo portatile.

In un tale contesto, nessuno dei 3.360 morti nell'Ucraina orientale e le loro famiglie, comprese le vittime del massacro di Odessa, può aspettarsi giustizia da parte del governo ucraino. È chiaro che senza la pressione della comunità internazionale e di altre organizzazioni, il regime di Kiev non cercherà di fermare l'esercito ucraino e altri battaglioni dal commettere crimini di guerra, né ha intenzione di indagare su di loro.

Senza dubbio, tutte le parti coinvolte farebbero maggiori sforzi per non commettere atrocità, come bersagliare le scuole, se ci fosse un serio rischio di essere incriminati per crimini di guerra da parte di un tribunale riconosciuto, ma anche la Corte penale internazionale (CPI) ha ignorato le persone che sono morte nelle sparatorie dei cecchini sul Maidan, le vittime del massacro di Odessa e altri civili morti per bombardamenti indiscriminati.

La Russia è l'unico paese che sta prendendo misure concrete per portare giustizia alle vittime dell'Ucraina orientale. Mosca ha invitato l'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) ad assumersi la responsabilità delle indagini sui crimini commessi in Ucraina. La Camera civica della Federazione russa ha presentato 30 petizioni alla Corte europea dei diritti dell'uomo per crimini di guerra in Ucraina e ne presenterà diverse altre centinaia entro la fine dell'anno. Dieci petizioni sono state già rifiutate.

Questa è l'Unione europea. 

Redazione Milano.

Fonte notizie: Vera Graziadei, nata nell'Ucraina Orientale. E riprese dalla PARROCCHIA ORTODOSSA DEL PATRIARCATO DI MOSCA A TORINO.

Link articolo: http://www.ortodossiatorino.net/DocumentiSezDoc.php?cat_id=35&id=3099


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