02 settembre 2015

ALCUNE OTTIME RAGIONI PER LE QUALI IL PROFESSOR IGNAZIO MARINO DOVREBBE FARE LA ''GENTILEZZA'' DI DIMETTERSI. GRAZIE.



Il funerale del presunto (non risulta che al momento del decesso fosse in stato di arresto) boss Casamonica, con tanto di elicottero a spargere petali di rosa, carrozza trainata da cavalli e manifesti al limite della blasfemia, trasmesso e ritrasmesso da ogni mezzo d’informazione internazionale è solo l’ultimo colpo all’immagine della capitale dello stato italiano, Roma, amministrata dal professor Ignazio Marino.

Qualche tempo prima era stato il New York Times a sparare in prima pagina lo stato di degrado di Roma, con tanto di foto di spazzatura abbandonata per la strada. L’illustre chirurgo primo cittadino aveva attaccato il quotidiano americano parlando di un complotto ai danni di Roma.

Con tutto il rispetto per il professor Marino, pensare che gli USA complottino ai danni di una capitale insignificante di uno stato periferico e per giunta in declino da anni, significa quanto meno sopravvalutare sé stesso, la città e lo stato. Posso capire che gli USA destabilizzino l’Ucraina nel tentativo di far saltare la mosca al naso a Putin, ma che perdano tempo a cercare di danneggiare l’immagine di una città e di un paese che riescono benissimo da soli nell’impresa, mi riesce difficile da pensare.

D’altra parte, è non è accaduto a Roma che un futuro ministro finisse a cena, in modo del tutto casuale s’intende, con i boss di Mafia Capitale? Un po’ come se Obama fosse stato pizzicato a mangiar la pizza con gli eredi di Lucky Luciano o Al Capone. Certo, è accaduto quattro anni prima che il suddetto ministro venisse nominato, ma la fotografia c’è ed all’estero avrebbe provocato una tale sollevazione di sdegno da farlo dimettere il giorno stesso della scoperta. Senza contare che i boss di mafia capitale, da esperti bunsiness man, hanno “aiutato” esponenti di ogni bandiera e colore: da destra a sinsitra, ecumenicamente nel nome degli euro.

Già, mafia capitale: scandalo in cui il presidente della commissione antimafia Bindi non è andato molto per il leggero nei confronti della giunta Marino. Riportiamo testuali le sue parole: “forse la mafia si è insediata e ha fatto il salto di qualità con Alemanno, ma è innegabile che ha avuto rapporti politici anche con la sua giunta”. Non sono proprio parole delicate, quelle rivolte da Rosy Bindi al primo cittadino di Roma.

Vogliamo credere, chiaramente, che lui non sia minimamente coinvolto nello scandalo, ma quanto meno non è stato particolarmente solerte nel vigilare sui propri collaboratori e dipendenti, se l’assessore Ozzimo e il presidente dell’assemblea capitolina Mirko Coratti si sono dimessi perché indagati per corruzione.

Sì, parliamo dei dipendenti del comune di Roma, in particolare dei vigili urbani, che si sono fatti notare la sera di capodanno 2014, quando hanno marcato visita in 85 su 100! Qualcuno potrebbe pensare che si sia trattato di un caso fortuito, salvo poi scoprire che mediamente ogni giorno ben il 12% dei suddetti vigili marca malattia.

Ribadisco il concetto: sono assolutamente convinto che il sindaco Marino non abbia mai avuto alcun rapporto con esponenti di mafia capitale, ma sicuramente, ha dimostrato di non essere all’altezza di amministrare una città, piccola o grande che sia, in quanto non riesce a far funzionare la macchina burocratica e amministrativa. Se l’85% dei vigili di Roma si prende il lusso di presentare certificati medici più o meno attendibili la sera di capodanno, è perché manca il “manico”, ovvero si sa che chi è sopra di loro non ha la forza, l’autorevolezza per prendere provvedimenti

Ora, alla luce di tutto questo, il professor Marino è ad un bivio: può compiere un gesto di grande nobiltà, ammettendo di essere totalmente inadeguato a ricoprire il ruolo che ricopre, tornare ad occuparsi di medicina ed essere ricordato come il primo chirurgo ad aver compiuto un trapianto di fegato da babbuino ad essere umano ed aver salvato decine e decine di vite, oppure rimanere ancorato alla sedia di primo cittadino di Roma ed essere ricordato dai posteri come “er sor ‘Gnazzio, quello dei viggili ammalati la sera der cenone”.

Altre strade non ce ne sono, e per la stima che nutro nei suoi confronti come luminare della medicina spero sinceramente che scelga la prima strada e si dimetta quanto prima.

Luca Campolongo 

Fonti:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/04/mafia-capitale-ministro-poletti-si-dimetta/1249371/

http://www.leggo.it/NEWS/ROMA/mafia_capitale_bindi_marino/notizie/1074702.shtml

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/malattie-mirate-e-sindacati-cos-12-dei-vigili-roma-evita-1105051.html

http://www.panorama.it/news/esteri/il-degrado-di-roma-secondo-il-new-york-times/


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