04 agosto 2015

Smascherato il piano USA di schiacciare la Siria con il pretesto dell’ISIS

Smascherato il piano USA di schiacciare la Siria con il pretesto dell’ISIS
- di Luciano Lago –

Il Presidente Obama ha comunicato di aver deciso di permettere le incursioni dell’aviazione USA sulla Siria per difendere i “ribelli moderati” addestrati dall’Esercito statunitense, anche nel caso che gli attacchi provengano da foze dell’Esercito siriano del governo di Bashar al-Assad.

La decisione di Obama arriva dopo molti tentennamenti e segna uno spartiacque in quanto significa una estensione del conflitto direttamente contro la Siria, con il pretesto dichiarato di combattere contro lo Stato Islamico. Obama ribadisce che i “ribelli moderati” sono stati addestrati dagli USA per combattere contro l’ISIS ma non spiega come mai si decide di attaccare, congiuntamente a quanto sta già facendo la Turchia, le uniche forze che in questo momento stanno combattendo sul terreno con successo contro lo Stato Islamico: l’Esercito siriano e le milizie curde.

Non sappiamo quanti possano ancora prestare fede alle evidenti menzogne della propaganda di Washington : gli USA hanno voluto far credere prima di voler combattere lo Stato Islamico con una coalizione da loro capeggiata dove erano presenti i paesi direttamente coinvolti nella formazione e nel finanziamento dell’ISIS (Arabia Saudita, Qatar e Turchia), una volta che questa ha dimostrato di aver ottenuto risultati militari inefficaci ed ininfluenti (l’ISIS è avanzata nonostante la coalizione), adesso vogliono far passare la narrazione di un loro intervento militare necessario per proteggere i “ribelli moderati” che dovranno affrontare in contemporanea l’ISIS e l’Esercito siriano, mentre l’alleato turco bombarda i curdi che avevano sconfitto l’ISIS sulla zona nord della Siria facendolo arretrare.

Un evidente tentativo di “arrampicarsi sugli specchi” per giustificare un intervento diretto degli USA per rovesciare il governo di al-Assad e procedere alla frammentazione del paese, la vera ossessione per Obama ed il suo staff.
Vi era stato anche un comunicato di Obama che giustificava le azioni militari della Turchia e la prova più evidente della mala fede di Obama quando in questo comunicato si qualificano quali “azioni di autodifesa” il bombardamento delle postazioni curde effettuato dall’aviazione turca e quando Obama annuncia l’intenzione di creare una zona di “sicurezza” o di non sorvolo sul territorio siriano e di difendere con l’aviazione i così detti “ribelli moderati”, un gruppo addestrato dagli USA (come tutti gli altri) e inviato sul campo per combattere contro l’esesrcito di Assad e contro l’ISIS, che fino ad ora ha rappresentato un fiasco totale per il programma della Casa Bianca.

Tutti sanno che le armi inviate ai “ribelli moderati” sono finite nelle mani dell’ISIS e di Al-Nusra e che nei campi di addestramento in Giordania ed in Turchia, dove sono presenti istruttori dell’Esercito USA, sono passati molti dei mercenari takfiri che hanno poi operato con lo Stato Islamico. Tutto abbondantemente documentato e persino ammesso da vari esponenti dell’Ammnistrazione USA. Vedi: Americani hanno addestrato jihadisti ribelli” dell’ISIS

Obama ha gettato la maschera ed ha dimostrato con i fatti quanto lo Stato Islamico sia uno strumento della strategia degli USA, un pretesto creato da loro stessi( in collaborazione con sauditi e turchi) per intervenire in Siria ed in Iraq e destabilizzare quei paesi per riportarli sotto la “tutela” USA e favorire un piano di balcanizzazione del Medio Oriente, da molto tempo predisposto dagli strateghi di USA ed Israele. Vedi: Il piano di “balcanizzazione” del Medio Oriente conforme al progetto della “Grande Israele”

Fondamentale il ruolo del Turco Ottomano Erdogan: partner degli USA ed alleato della NATO si è prestato fin dall’inizio a sostenere i gruppi terroristi entrati in Siria dal confine turco ed adesso scende in campo direttamente con il supporto USA per annientare la resistenza curda ed indebolire l’esercito siriano in modo di arrivare ad un rovesciamento del governo di al-Assad.

Una evidente aggressione contro l’indipendenza di un paese sovrano, membro dell’ONU e con un governo eletto dalla maggioranza della popolazione siriana. Una smaccata operazione di ingerenza neocoloniale USA che non perdonano al governo di Assad di aver sbarrato il passo agli interessi angloamericani nel suo paese ed essere considerato uno degli irriducibili nemici di Israele (fatto intollerabile per Washington).

Vergognosa la posizione dei paesi europei che si prestano complici al gioco sporco degli USA contro i loro stessi interessi. Vergognoso il massacro imposto alla popolazione siriana per trovarsi in contrasto con gli interessi egemonici degli USA e dei loro alleati: 260.000 vittime, immani distruzioni ed 8 milioni di profughi, il maggior esodo di popolazione civile dalla seconda guerra mondiale.

Evidente che gli USA vogliono fare della Siria un’altra Libia con tutte le conseguenze che questo apporterà anche sull’Europa, imbelle e succube delle politiche di dominio degli USA.
Non sappiamo quello che succederà sul campo, di sicuro la Siria non cederà e non ha intenzione di arrendersi nè agli americani nè ai turchi: i siriani sanno bene chi sono i responsabili del cataclisma che ha scosso il loro paese. Vedremo quale sarà la reazione della Russia, che fino adesso ha protetto la Siria e dell’Iran, che non può non essere consapevole che, dopo la Siria, sarà il paese persiano il successivo obiettivo di Washington.

Possiamo però prevedere che la scelta di Obama avrà dei costi molto pesanti per gli USA, la cui arroganza imperiale è ormai smascherata innanzi a tutte le nazioni del mondo, molte delle quali gli hano voltato le spalle, come accaduto in Latino America. Costi che saranno ancora più alti per i paesi europei che subiranno le più dirette conseguenze dalla destabilizzazione del Medio Oriente.

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