31 agosto 2015

Morire di misericordia al tempo di Francesco

Roger Scruton

Dopo 1500 anni le Spoglie di Sant’Elian sono andate disperse, sbriciolate tra le pietre del Monastero di Qaryatayn in Siria per mano della luciferina furia islamista. Povero Francesco almeno a Lui che si spende senza risparmio gli si poteva evitare un destino da bulldozer ed invece niente, a nulla è valsa lamisericordia di queste ultime settimane. Via, i cristiani devono sparire dal medio oriente e nessuna traccia del loro passaggio deve restare. Poi toccherà all’Africa ed infine all’Europa. Se non interveniamo militarmente, il destino dei Cristiani d’Oriente sarà il nostro destinoosserva Roger Scruton, filosofo inglese docente della St. Andrews University, associato alla British Accademy ed alla Royal Society Literature. Eppure parliamoci con franchezza, basterebbe anche sola una parola che il Poverello di San Pietroraccogliesse di quelle che disperate sono urlate dal Patriarca di Baghdad, per scatenare una giusta guerra difensiva ad annientare le forze di satana ed invece niente, ancora niente anzi, si è istruito ben bene il già troppo acceso Galatino perché fiaccasse ogni residua resistenza. E’ questione di tempo, ma non c’è da farsi illusioni, il povero Francesco vedrà compiersi per noi il destino ch’è stato riservato ai cattolici iracheni e senza scampo coglierà anche quelle che un tempo si dissero femministe e che ora tacciono di fronte alle pratiche di schiavitù perpetrate ai danni delle donne Yazide. Negli anni ’70 le femministe erano sempre pronte a protestare in difesa delle minoranze e contro le discriminazioni. Oggi che non si sentono e non sono ad agitarsi in corteo e nelle piazze, possiamo solo pensare evidentemente, che è facile mostrarsi temerarie contro un potere tollerante più arduo, se non impossibile, è invece affrontare il pericolo che sciaguratamente per scelta si è fatto reale, concreto nella persona del nostro vicino di casa, del nostro collega di lavoro, del compagno di viaggio. Tutto quanto sta accadendo intorno a noi è frutto di un malinteso senso della libertà, della democrazia e soprattutto della pace che ci si illude possibile garantire armati del solo ripudio per la guerra sempre e comunque, in ogni circostanza anche quando la violenza arriva feroce a smentire i valori che hanno informato i popoli europei lungo il corso di dolorosi secoli. Le leve decisionali purtroppo sono nelle mani di una generazione molle, cresciuta nel benessere che non coltiva ideali e non conosce la fatica di costruire sentimenti di fratellanza indelebile, una generazione che preferisce la via dello scomporsi per disperdersi nell’indistinto omogenizzante i musulmani invece, “vogliono combattere per qualcosa e stanno eliminando nel loro passaggio città, culture e persone innocenti” chiosa Roger Scruton:

On Islam and the West (parte 1)

On Islam and the West (parte 2)


On Islam and the West (parte 3)
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