03 agosto 2015

L'Ucraina vieterà l'ingresso sul proprio territorio ai parlamentari del M5S in visita in Crimea

L'Ucraina vieterà l'ingresso sul proprio territorio ai parlamentari del M5S in visita in Crimea

Ad ottobre una delegazione di parlamentari del M5S si recherà nella penisola contesa tra Russia e Ucraina

di Eugenio Cipolla

«Noi consideriamo la Russia un partner commerciale, economico, culturale e storico imprescindibile per l'Europa e per l'Italia, nonché un interlocutore internazionale fondamentale per la risoluzione delle gravi crisi internazionali. Per questo abbiamo deciso di recarci ad ottobre in visita a Mosca e in Crimea, per ribadire il nostro chiaro no alle sanzioni, come segnale di pace e distensione per la costruzione di nuovo mondo multipolare nel rispetto della sovranità, dell'autodeterminazione dei popoli e per un modello di globalizzazione più giusto e bilanciato». L’annuncio era stato dato mercoledì scorso da Manlio Di Stefano, deputato del M5S.Nei prossimi mesi una delegazione di parlamentari pentastellati si recherà nella penisola contesa tra Russia e Ucraina per tastare con mano la situazione dopo il referendum di un anno e mezzo fa che ha sancito il ritorno della Crimea nella Federazione russa.

La notizia è arrivata anche a Kiev e non è stata assolutamente apprezzata dalle autorità locali. Già nei giorni scorsi l’Ucraina aveva reagito male alla visita, sempre in Crimea, a Yalta, Simferopol e Sevastopol, di una delegazione di dieci deputati francesi, che avevano tenuto una serie di incontri con i leader locali e le associazioni delle imprese. «E’ irrispettoso per la sovranità dello stato ucraino. E’ una deliberata violazione della nostra legge», aveva commentato il ministero degli Esteri di Kiev in una nota diffusa ai media. La procura generale ucraina ha già aperto un’indagine a carico dei deputati francesi, che ora rischiano una condanna tra i 5 e gli 8 anni.

Il ministero degli Esteri ucraino ha fatto sapere che tutti gli Stati europei sono stati informati riguardo la procedura da intraprendere per attraversare la Crimea, promettendo di punire tutti coloro che trasgrediranno alle regole. «La parte ucraina – ha detto mercoledì Mariana Betz, portavoce del ministro degli Esteri di Kiev, nel corso di una conferenza stampa – ha inviato una nota a diversi paesi. Facciamo appello a tutti i cittadini stranieri affinché rispettino rigorosamente la legge ucraina. Pertanto, se la visita dei parlamentari italiani si svolgerà in contrasto con la nostra legislazione e con il diritto internazionale, ci saranno senz’altro delle conseguenze».

Oggi il presidente della Verkhovna Rada (il parlamento ucraino), Volodymyr Groisman ha preso una dura posizione contro i parlamentari italiani che si accingono ad andare in Crimea. «La parte ucraina – ha detto lo speaker - data la grave violazione del diritto nazionale, in particolare l’accesso nel territorio temporaneamente occupato della Crimea, sarà costretta a prendere in considerazione la possibilità di applicare ai politici italiani delle restrizioni stabilite dalla legge ucraina, anche mediante il divieto di ingresso sul territorio del nostro Stato». L’annuncio di Di Stefano ha prodotto anche reazioni positive. Nei prossimi mesi in Crimea, subito dopo la delegazione del M5S, dovrebbe arrivare anche un gruppo di deputati ungheresi. E sembra che molti altri partiti di altrettanti paesi siano pronti a intraprendere la stessa strada.
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