04 agosto 2015

L’Occidente è pronto ad abbandonare l’Ucraina?

L’Occidente è pronto ad abbandonare l’Ucraina?
Gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno riconosciuto che il sostegno all’Ucraina rende molto meno che l’instaurazione di rapporti politici collaborativi con la Russia, suppone l’analista Brian Whitmore.
Nelle ultime settimane i leader europei ed americani hanno cercato attivamente di raggiungere accordi con il presidente russo Vladimir Putin, scrive Brian Whitmore, commentatore politico della rivista Atlantic Magazine.

“Washington e Bruxelles possono abbandonare l’Ucraina per ottenere il sostegno di Mosca e chiudere la questione sul programma nucleare iraniano,” — ritiene l’analista.

Brian Whitmore pone l’accento sulla visita dell’assistente del segretario di Stato USA Victoria Nuland a Kiev, dove ha esortato il Parlamento ucraino ad approvare le modifiche alla Costituzione per assicurare lo statuto speciale alle regioni del Donbass.

L’analista ritiene che, in base al progetto di riforme costituzionali proposte dagli Stati Uniti, l’Ucraina deve passare attraverso il processo di federalizzazione. Dopo l’approvazione delle leggi, si dovrebbe creare un sistema amministrativo di governo su tre livelli: comunale, distrettuale e regionale. Il governo federale sarà rappresentato ad ogni livello da funzionari di Kiev nominati con un decreto presidenziale. In precedenza tali proposte erano considerate da Kiev inaccettabili, ma il prossimo autunno, secondo Whitmore, la situazione potrebbe cambiare.

Inoltre l’Europa e gli Stati Uniti avevano in origine obbiettivi diversi relativamente alla crisi ucraina. Washington cerca di mascherarlo. Ma nel corso del tempo le differenze di interessi sono diventate evidenti, ritiene Dmitry Galochkin, membro della Camera pubblica e presidente dell’associazione panrussa nel settore della sicurezza privata.

La risoluzione anticipata del conflitto ucraino e il ripristino di normali relazioni con Mosca è la chiave per la crescita economica della UE. Tale parere è stato espresso dalla famosa economista francese Laurence Daziano. Il suo articolo sul quotidiano Le Point ha un titolo eloquente: “L’imperativo dell’Europa: la ripresa delle relazioni con la Russia.”

L’economista è convinta che il periodo di tensione tra l’Europa e la Russia non durerà a lungo, perché di fatto non è nell’interesse di nessuno.

“Pertanto è ora il momento di andare a parlare con Vladimir Putin”, — scrive la Daziano. Secondo l’economista, uno dei modi per mettere la parola fine al confronto è il riconoscimento della Crimea come parte della Russia. Questa mossa, a suo parere, consentirà di portare stabilità nella regione.

Idee simili sono espresse sempre di più dagli analisti e commentatori europei di politica internazionale. L’Europa sta gradualmente cominciando a rendersi conto che nella crisi ucraina ha preso parte ad “un gioco orchestrato da altri”, ritiene Dmitry Galochkin.

“L’Europa non ha bisogno di avere al centro del continente un conflitto militare. L’Europa ha enormi perdite economiche derivanti dalla politica di sanzioni contro la Russia. Gli europei sanno che non si può andare avanti all’infinito in questo modo. Pertanto sono ora intenzionati a trovare una soluzione. Capiscono che la pace in Europa e in Ucraina è molto importante. Se la Russia e l’Ucraina ritorneranno ad essere di nuovo partner economici, ne potrà beneficiare l’intera Europa. La chiave di svolta è risolvere il problema della Crimea. La Crimea è russa, l’Europa lo capiva e se ne rende tuttora conto,” — ha detto Dmitry Galochkin in diretta su radio Sputnik.

Nel corso del tempo le differenze di interessi dell’Europa e degli Stati Uniti sono diventate sempre più evidenti.

“Washington vuole trasformare la Crimea in una “portaerei inaffondabile” nei pressi delle coste russe. Gli USA pensano che chi controlla la Crimea ha il controllo dell’intera regione. Pertanto cercheranno sicuramente di impedire in Europa lo sviluppo di un movimento per il riconoscimento della Crimea come parte della Russia. Ma è importante che l’Europa abbia già iniziato ad aprire gli occhi. La recente visita dei parlamentari francesi in Crimea è una prova che dimostra questo processo che, non ho alcun dubbio, continuerà”, — ha concluso Dmitry Galochkin.

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