04 agosto 2015

La polizia americana ha ucciso 118 persone nel solo mese di luglio

La polizia americana ha ucciso 118 persone nel solo mese di luglio

Una vittima su sei era disarmata

Il mese scorso, il Guardian ha avviato una triste conta del numero di persone uccise dalla polizia e da altre forze dell'ordine negli Stati Uniti nel 2015, monitorando i loro dati demografici e raccontando le circostanze delle loro morti. Il progetto, The Counted, deriva dal fallimento generalizzato da parte del governo degli Stati Uniti di mantenere un "rapporto completo del numero di persone uccise dalle forze dell'ordine", un "prerequisito per una discussione pubblica informata sull'uso della forza da parte della polizia". Prima delle dimissioni da Procuratore generale all'inizio di quest'anno, Eric Holder ha descritto la situazione sulla raccolta di dati come "inaccettabile".


L'uso della forza letale da parte delle autorità in America è diventata una questione di primo piano dopo diverse morti di afroamericani per mano della polizia, culminate nelle proteste di Baltimora

Sulla scia "dell'epurazione di Baltimora" (come le proteste di aprile sono state chiamate), sono emerse due teorie opposte su quale effetto la polemica avrebbe avuto sulla polizia in America. 

Una teoria - soprannominata "Ferguson Effect" - sostiene che la polizia è ora riluttante a impegnarsi "nell'applicazione discrezionale" per paura di essere perseguita. "L'applicazione discrezionale", naturalmente, si riferisce all'uso della forza letale e l'implicazione sembra essere che, alla luce dei recenti avvenimenti, le forze dell'ordine hanno paura che le loro azioni possano essere esaminate dal pubblico. In casi estremi, tale esame potrebbe culminare in disordini sociali.

A mettere in dubbio il cosiddetto effetto Ferguson è un rapporto del Washington Post che dimostra che la polizia degli Stati Uniti sta sparando e uccidendo "sospetti" al doppio del tasso visto in passato. Più in particolare, 385 persone sono state uccise dalla polizia nel solo 2015. Non sorprende che i gruppi minoritari siano sovrarappresentati nei casi riguardanti l'uccisione di sospetti disarmati. 

Nonostante si sia avuto un picco notevole della violenza a Baltimora nei mesi successivi ai disordini, il numero di persone uccise dalla polizia in tutto il paese ha registrato un calo in aprile, maggio e giugno. Nel mese di luglio, la tendenza si è invertita. Dal Guardian:

Luglio è stato il mese più mortale del 2015: 118 persone uccise dalla polizia, secondo l'indagine in corso del Guardian, che stima che le morti per mano della polizia americana potrebbero toccare quota 1.150 quest'anno.

Il dato di luglio ha messo fine ad un costante calo nel totale degli ultimi quattro mesi. 113 persone sono state uccise a marzo, 101 morti nel mese di aprile, 87 decessi sono stati registrati in maggio e 78 giugno.

Almeno 20 persone uccise nel mese di luglio - più di una su sei - erano disarmata, tra cui Samuel DuBose, che è stato ucciso dall'ufficiale della polizia universitària di Cincinnati, Ray Tensing.

Delle 118 persone, 106 sono morte per colpi di arma da fuoco, rendendo luglio anche il primo mese del 2015 in cui tale numero ha superato quota 100. Due persone sono morte dopo che gli ufficiali le hanno colpite con il taser, due sono morte dopo essere state colpite da veicoli della polizia, e otto sono morte mentre erano in custodia della polizia.

Tensing aveva sostenuto che DuBose lo aveva trascinato con la sua auto ma i filmati registrati dalla telecamera sul corpo di Tensing lo contraddicono. L'ufficiale è stato accusato di omicidio mercoledì quando, in una conferenza stampa, il procuratore di Cincinnati, Joe Deters, ha definito la sparatoria "senza senso" e ha detto che Tensing "non avrebbe mai dovuto essere un agente di polizia".

Tensing, che si è consegnato mercoledì, è stato rilasciato su cauzione.
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