26 agosto 2015

La comunicazione di Matteo Renzi


La comunicazione di Matteo Renzi

Sul modo di comunicare di Matteo Renzi, si sono “sviluppate” varie teorie. Si fantastica su argomenti di natura politico-economico. Socio-politico. Economico-non si sa che. Gli argomenti sono altri, e sono tanti. Si va dal populismo, alle pentole. Dai tappeti, allo slider. Ai soprammobili…

Credo che il fenomeno Renzi, vada inquadrato in una logica di comunicazione apparentemente più semplice, rispetto a quella più complessa della politica che deve parlare ai cittadini; ma più complessa di quest’ultima, perché rientra nelle tecniche di marketing e di comunicazione, più specificatamente, del direct marketing. Tecnica utilizzata soprattutto dalle aziende che operano nel settore della vendita diretta, con l’ausilio della Pnl, Programmazione neuro-linguistica. La sua comunicazione è quindi, costruita e artificiosa.

Non mi meraviglierei, se il Presidente del Consiglio, avesse alle sue spalle una carriera di venditore “alla Folletto”, giusto per intenderci. Nulla di male, ovviamente. Qualcuno potrebbe dire che, riassumendo, e definendolo un venditore di pentole, come ha già detto qualcuno, si riassume tutto il concetto. Ma non è proprio così.

Questa teoria potrebbe essere vera. Ma c’è di più. Bisogna spiegare chi sono i venditori del porta a porta. Qual’è il loro atteggiamento mentale e come fanno a lavorare in quel modo.

Il venditore porta a porta, da non confondere con Bruno Vespa, che “vende in casa”, partendo dal presupposto che siamo tutti venditori, è una persona che la mattina, si sveglia e “sa già cosa deve fare”. Riunione con i colleghi. Al bar. “Lucidatura dell’indice”, e via giù a suonar campanelli. Nel primo pomeriggio invece, ci sono le riunioni in sede, con tanto di slider, lavagna luminosa e puntatore laser.

Qualcuno gli fa il “lavaggio del cervello”, per prepararli ad altre due mezze giornate di lavoro, assurde, come quelle del venditore porta a porta. La comunicazione è improntata tutta sulla motivazione. Le tecniche sono quelle della neurolinguistica, la Pnl, con cui è stato accusato di “stregoneria”, per ignoranza dei giornalisti, addirittura Casaleggio. E solo poche settimane fa.

In sostanza, Pnl, nella forma più volgare, mista ad uno studio socio-politico di basso profilo, e vien fuori il prodotto Renzi, da sottoporre al grande pubblico, stanco e demotivato. Dopo il fallimento di Monti e di camomilla Letta. O, farmacista. Studiando a tavolino anche la manfrina del passaggio di consegne, e del “stai sereno Enrico”. Forse, Letta inconsapevole.

Una delle cose che salta subito all’occhio, con la Pnl, è questa: “Tirare il meglio di te e dagli altri, con l’aiuto del coaching, l’allenatore, il quale, secondo me, nel caso di Renzi, non gli da buoni consigli. E lo fa scivolare sulle bucce di banana. Registrando varie e note cadute di stile. Come la storia dello slider, dove, all’insegna del progresso, venivano fuori le pentole, anche se non si vedevano. Quindi le cose sono due. Renzi, o il suo coach, uno dei due, è un venditore di pentole. E si vede.

La PNL, è un comportamento assunto da una persona, in una determinata circostanza, nei riguardi di un’altra persona, o di una collettività. Oggetto di studio della psicologia sociale. Analisi e studio, misurati, attraverso l’impiego di scale di valutazione. Caratterizzato da senso di avventura. Desiderio di apprendere capacità che fanno comprendere quali tipi di comunicazione influenzano gli altri.

La Pnl studia la posizione e il linguaggio del corpo. E assume vari atteggiamenti, tra cui “Il delirio del predicatore”. La Pnl, “Programmazione neuro-linguistica”, è lo studio della struttura dell’esperienza personale, e di quello che può essere calcolato da, con e per esso, per ottenere qualcosa di più specifico dagli altri. Comunicare in pubblico con sicurezza ed efficacia.

E’ tutto bello. Peccato che dietro alla maggior parte di queste aziende, che usano queste tecniche di comunicazione, e dietro alle persone che usano in questo modo, queste tecniche di comunicazione, molto valide, ci siano in realtà solo castelli di cartone, e un mare di fandonie, spesso dannose a chi le ascolta.

E poi, bisogna anche stare attenti ad un altro aspetto. La Pnl, seppur riproducibile, come modello di comunicazione e di studio, va verificata su chi viene “calzata”. L’impressione che ho, osservando il nostro premier, pentole a parte, è che sia una persona che cerca in tutti i modi di affrontare il nemico, aggredendolo per primo. Vedi risposte ai sindacati. La storia dei manager, tutti i proclami, e via dicendo. Da qui viene fuori anche l’influenza culturale e ambientale, sua e delle persone a cui è rivolta la sua comunicazione. Sembrerebbe che la sedia delle “superiori”, stia ancora attaccata al sederino.

Quando cammina, sembra un pò medico della Saub; un pò professore di latino, o peggio, maestro di scuola elementare di fine ottocento. Quando si aggiusta il bavero del cappotto o del giubbotto, mentre cammina, e incassa il collo e la testa, quasi a volerla nascondere nell’indumento, sembra rincorrere se stesso, quasi per rendersi invisibile e inviolabile. “Mi vedi ma non mi vedi”, come fosse merce preziosa. Non per tutti.

Un pò spaccone, un pò fregnone, un pò guascone, usa le parole per parlare solo con certe persone. Evita il contatto con gli utenti più preparati, e risponde sempre come se stesse dicendo la verità, convintamente, pur dando la percezione, agli altri, che sta mentendo. Potrebbe parlare per giorni, senza dire nulla. 

La gente comune crede che Renzi “stia facendo qualcosa”. Ma che tipo di gente, crede a queste fantasie? Semplice. Il target delle persone che guadagnano 25mila annui. Quindi, saranno presumibilmente 50/60enni, impiegati; coniugati con due o tre figli a carico, spesso mono reddito. Rata della macchina e del mutuo da pagare. Basso/medio profilo culturale, e avversione verso l’informazione. Non leggono. Non si informano. Non fanno niente. Al massimo ascoltano e vedono i Tg, tutti di parte, sponsorizzati da politici telecomandati dalle banche. Qualcuno più “evoluto”, sente le stronzate che si dicono a Ballarò, Piazza pulita, Santoro, ecc., credendo che quella informazione sia autentica, e soprattutto, vera.

Sui ragazzi, non fa presa. E Renzi lo sa. Le donne poi, sono un capitolo a parte, come poi vedremo. Un accenno alla Picierno, capolista del Pd, in una delle famose 5 liste dell’ultimo momento. L’ho vista e sentita per la prima volta a Barbara d’Urso, per sbaglio. Perché in quel momento si è rotto il telecomando. Mi è caduto in una vaschetta colma d’acqua. E non potevo cambiare canale pur volendo. E mi è andata bene. L’ho vista. Poi sono andato a curiosare tra i vari video che spopolano su internet. Una vergogna! L’unica cosa che vorrei chiederle, se la incontrassi per strada, è questa: “Ma quello che dici, lo pensi davvero”? Questa parla e litiga da sola. Mi sa che il peggio deve ancora arrivare.
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