29 agosto 2015

Festa Unità 2015 a Milano: il Pd invita alleati di governo e Forza Italia, no a M5s e Lega


“C’è chi dice sì”, recita lo slogan della festa nazionale dell’Unità 2015, che si terrà a Milano dal 25 agosto al 6 settembre. Una festa, la seconda dell’era renziana, tutta centrata sul racconto delle riforme: quelle fatte e quelle da fare, a partire dalla riforma istituzionale. Una festa che punta “al confronto e al dialogo, dentro il partito e con gli altri partiti”, scandisce il vicesegretario Lorenzo Guerini. E la lista degli invita indica chiaramente quali sono gli interlocutori che il Pd ha scelto: gli alleati di governo, naturalmente, con la sfilata di tutti i ministri di Pd e Area popolare a partire da Alfano, Galletti e Lorenzin. Ma anche Forza Italia e Sel, che governa Milano insieme al Pd con il sindaco Pisapia (atteso in due serate). Nessun invito è partito, a differenza del 2014, in direzione di esponenti del M5s, mentre per la Lega è atteso, in veste istituzionale, solo il governatore lombardo Bobo Maroni.
Forza Italia è dunque l’opposizione prescelta per il confronto. Tanto da far pensare a una riedizione del patto del Nazareno. “Non è un Nazareno 2.0”,spiega Debora Serracchiani, “siamo impegnati su un cammino di riforme talmente importante che se le altre forze politiche vorranno discutere, saremo sempre disponibili. Siamo impegnati a coinvolgere tutte le forze in Parlamento". Per ora il dialogo con M5s e Lega è chiuso. E del resto, proprio sulla riforma del Senato, il leghista Calderoli sta preparando un milione di emendamenti, e i grillini sono già stati protagonisti di barricate e caos nelle aule parlamentari. Con Forza Italia invece i, filo del dialogo può essere ripreso.
Sulle riforme, poi, c’è anche un nodo dentro il partito. A differenza di quanto accadde a primavera con la festa alla Montagnola di Bologna, stavolta gli organizzatori hanno mandato inviti a tutte le anime dem. “Il Pd è uno solo, è una cosa sola”, scandisce Serracchiani, che conferma anche la presenza di Massimo D’Alema e degli ex segretari come Veltroni e Bersani. Alla minoranza arriva però un messaggio molto chiaro della colomba Guerini: “Non intendiamo accettare modifiche che facciano ripartire da zero la riforma del Senato”, e dunque sull’elettività dei senatori gli spazi di dialogo non ci sono. “Abbiamo rimesso sul binario una legislatura che appariva incapace sul fronte delle riforme istituzionali, e questo è l’orizzonte strategico che abbiamo dato alla legislatura. Il ddl Boschi è già cambiato in modo sostanziale in molti punti. Ci potranno essere ulteriori modifiche ma non si riparte da zero”.
Non ci saranno invece i potenziali nuovi alleati di Verdini e del suo gruppo Ala. “Non potevamo invitare tutti i gruppi presenti in Parlamento”, spiega Serracchiani. Mentre Guerini si sofferma sul clamore suscitato dalla scelta del Pd bolognese che ha affidato a Pierluigi Bersani la chiusura della festa nel capoluogo emiliano. “Non c’è da stupirsi, io e Debora chiudiamo molte feste, quella di Bologna la aprirà lei…tutti i dirigenti del Pd sono e saranno impegnati nelle tante feste che abbiamo…”. A Milano toccherà naturalmente a Renzi, il 6 settembre, chiudere l’appuntamento nazionale che si terrà nei giardini intitolati a Indro Montanelli a porta Venezia, nel centro della città. Un appuntamento importante, visto che si tratta del 70esimo anniversario dalla nascita delle feste dell’allora Pci nel 1945 (le prime furono proprio in Lombardia a Mariano Comense. E tuttavia il formato di quest’anno sarà ridotto, in ossequio alla spending review. Spazi molto più piccoli rispetto a quelli dell’anno scorso a Bologna, un numero decisamente inferiore di punti di ristorazione. Compensato dalla presenza di 25 punti ristoro dedicati allo street food, dalla focaccia di Recco alla piadina romagnola.
Milano, dunque, come scelta naturale. Per la concomitanza con Expo e anche per l’appuntamento con le amministrative del 2016 alla scadenza del mandato di Giuliano Pisapia. “Parleremo poco di candidature e molto di programmi”, spiega Fabrizio Santantonio, responsabile organizzativo del Pd lombardo, che sottolinea la scelta di un parco centrale “che i milanesi frequentano abitualmente”.
La festa, ha spiegato il tesoriere Francesco Bonifazi, “costerà circa 500mila euro”, quasi tutti a carico del Pd nazionale. Tra gli stand, ce ne sarà uno dedicato al giornale l’Unità da poco tornato in edicola. “Il nostro giornale”, ha sottolineato Guerini, che pure viene dalla Dc. “Il giornale- dice Bonifazi- verrà costruito dentro la festa dell’Unità. È un momento importante perché questo glorioso marchio si riunisce col luogo che gli è proprio, la festa".

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