02 luglio 2015

Una sconfitta dopo l’altra per Finmeccanica targata Moretti

Una sconfitta dopo l’altra per Finmeccanica targata Moretti
I tagli non sempre producono grandi risultati. E collocare ai vertici di Finmeccanica un personaggio come Mauro Moretti, che ha risanato le ferrovie scaricando i costi sui contribuenti italiani (che hanno pagato gli investimenti per l’alta velocità, ritrovandosi a pagare di più per viaggiare decentemente e pure per viaggiare malissimo sui treni regionali), può rivelarsi una mossa sbagliata. Il grande amministratore delegato ha tagliato le auto blu del gruppo, con penali connesse che si sono mangiate i risparmi. Ha venduto pezzi importanti del gruppo ed altri li ha messi in vendita. E quelli messi in vendita stanno per sottoscrivere accordi d’oro mentre il core business individuato da Moretti stenta. Soprattutto quando deve confrontarsi sui mercati internazionali. Perché è facile ottenere commesse dalla Marina militare italiana, visto che si gioca in casa. Ma poi si perdono le gare per la fornitura di aerei all’Arabia Saudita. E si perdono gare per la fornitura di elicotteri in Polonia. Vincono spagnoli e francesi, perde la Finmeccanica morettizzata. Difficile motivare truppa e generali attraverso strilli e tagli. Ma al bugiardissimo che ha voluto Moretti non frega nulla dei risultati. Negativi proprio mentre il settore dell’aviazione commerciale cresce in tutto il mondo ed anche il settore militare tiene, nonostante tagli annunciati e non realizzati. I vertici, super centralizzati, di Finmeccanica paiono non accorgersene. Hanno penalizzato i dirigenti che garantivano la crescita del gruppo, hanno penalizzato le trasferte, nella convinzione che gli affari internazionali si possano concludere stando con il posteriore attaccato alla sedia in Italia. Che bisogno c’è di andare negli Emirati o in Cina, in Brasile o persino in Europa, quando ci si può scrivere una mail? Ecco, quegli spendaccioni dei francesi e quei tira tardi degli spagnoli si muovono, non risparmiano sui viaggi e portano a casa i contratti. Gli italiani delle manovre per il risparmio tagliano sulle spese e restano a bocca asciutta. Strategie differenti. Ma che non sembrano funzionare granché.




Fonte: Girano
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