06 luglio 2015

Le stragi del risorgimento

Le stragi “risorgimentali”: Pontelandolfo e Casalduni
“Tutti coloro che dimenticano il loro passato, sono condannati a riviverlo (Primo Levi)”

Centinaia di cittadini inermi, che riuscirono a sfuggire all’ eccidio di Pontelandolfo e Casalduni, si rifugiarono nei boschi intorno i due centri. I Bersaglieri, non contenti del brutale atto compiuto sui due paesi, li inseguirono e a centinaia li uccisero barbaramente rubando anche tutte le poche cose che erano riusciti a portare con sè.
Non stiamo parlando della Seconda Guerra Mondiale e delle SS naziste, ma stiamo parlando dei cosiddetti liberatori, calati dal Piemonte, che la storiografia ufficiale e prezzolata chiama eroi!
Di seguito vi riportiamo un documento storico eccezionale.

Nel democratico Giornale Il Diritto di Torino del 23 Agosto 1861, una corrispondenza da Napoli autorevolissima così finisce:

” Del Brigantaggio non vi parlo, perché i giornali ne sono pieni. Ha destata grande sensazione la distruzione di Pontelandolfo e di Casalduni. Fu una punizione esemplare, immensa per dare un colpo ai reazionari di quella provincia, che avevano trucidato un’intero drappello di regolari che venivano con troppa fidanza da Campobasso. Per noi alla vista degli incendii, delle famiglie derelitte, delle terre insanguinate, dell’innocente confuso col colpevole, dei bimbi bruciati tra le fiamme avvinghiati al collo delle madri trepidanti, alla vista di seimila infelici che vagano senza tetto, senza pane, su per le montagne del Matese dopo aver perduto i cari e sostanze e tutto, non possiamo non rivolgerci altamente al ministero, e domandargli su chi cade la responsabilità di tali scene che riempiono di orrore l’Europa, danno arma tremenda in mano ai nemici, e scuotono le fibre degli uomini più freddi ed insensati? Se il ministero crede di farsi scudo del voto del Parlamento, sappia che dietro il Parlamento vi è l’opinione, ci è il paese, ci è l’Italia, che gli sapranno chiedere severo conto del modo come abbia compito il suo mandato, ostinandosi in un sistema, che tutti da quattro mesi prevedevamo dovesse condurre a deplorabili scene di sangue, e di terrore.” Fin qui il Diritto.

Ieri 27 Agosto la Compagnia che sta qui di guarnigione tornò verso mezzogiorno ed io la vidi arrivare a Portanova, da una spedizione che di conserva con altre truppe d’Isernia hanno fatto contro i Briganti sul Matese, i quali, secondo il Diritto, sono gli infelici di Pontelandolfo e Casalduni abbruciati che vagano su per quei monti. I Soldati e gli Ufficiali, quasi che avessero fatto grandi cose, raccontano che giunti sul Matese hanno fatto strage dei Briganti, con una sola scarica ne uccisero (…. ) e che gli altri si precipitarono giù per i burroni di quei monti, che ne presero prigionieri 24, i quali ventiquattro furono fucilati sullo stesso Matese; ventiquattro uomini trucidati a sangue freddo…
Fecero pure un grande bottino, cioè presero multi animali carichi di roba, veste, biancherie, ecc., cioè come dice il Diritto, quello che i Pontelandulfesi, e Casaldunesi potettero salvare dall’eccidio delle loro patrie. Questi sono i fatti che leggendoli nei libri non si crederebbero, e pure succedono sotto i nostri occhi.
pontelandone

( da DIARI DELLA CITTA’ DI VENAFRO 1860-1861″ di Niccola NOLA Suddiacono- Testimonianze inedite dei primi due anni dell’Unità d’Italia).

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