27 luglio 2015

Torna a parlare ad Assad: "L’Occidente è diventato lo sponsor e principale esportatore di terrorismo nel mondo"

Torna a parlare ad Assad: L’Occidente è diventato lo sponsor e principale esportatore di terrorismo nel mondo

«Siamo in una fase decisiva e mai faremo passi indietro sui nostri diritti. Vinceremo e difenderemo i nostri diritti"

da hispantv

Il presidente siriano Bashar al-Assad, oggi, ha denunciato le menzogne ​​e l’ipocrisia dell’Occidente, affermando che le superpotenze stanno combattendo un “mostro” creato da loro stessi.

Nel suo discorso ai funzionari siriani provenienti da diversi settori, ha sottolineato come l’Occidente sia diventato lo sponsor principale ed esportatore di terrorismo nel mondo, per imporre i suoi disegni ai popoli e servire i propri interessi.

Dopo aver denunciato il sostegno multilaterale dei paesi occidentali al terrorismo, ha aggiunto che questo fenomeno non ha limiti e ha ricordato che il governo di Damasco aveva ripetutamente messo in guardia contro i pericoli che comporterebbe una sua crescita nel Medio Oriente.

A questo proposito, Assad ha osservato che la lotta al terrorismo sarà fruttuosa solo se le richieste delle nazioni e i loro diritti siano rispettati.

Evidenziando che il governo siriano “sostiene una soluzione politica” per risolvere la crisi nel paese, Al Asad ha ricordato la presenza al tavolo del dialogo con i cosiddetti gruppi di opposizione siriana, precisando che « il sangue del popolo siriano è ancora più importante, la Siria è disposta a porre fine alla crisi nel più breve tempo possibile».

Il presidente ha ribadito che la guerra che affligge la Siria da più di 4 anni, è una “guerra imposta” contro il paese; La Siria non ha mai voluto la guerra, ma «se ce l’hanno imposta, l’esercito siriano resisterà su tutti i fronti».

«La nostra lotta ha due schieramenti, da un lato c’è il popolo siriano e dall’altro i terroristi provenienti da diversi paesi del mondo», ha dichiarato, per poi parlare della guerra mediatica imposta contro il paese arabo per diffondere menzogne ​​sulla “divisione della Siria”‘.

Dopo aver affermato che non vi può essere alcun collegamento tra terrorismo e una soluzione politica, al-Assad ha affermato che «dobbiamo sconfiggere il terrorismo, se vogliamo iniziare un dialogo in Siria (…) Non c’è altra scelta che combattere e vincere».

La priorità del governo di Damasco, ha precisato, è quella di raggiungere la liberazione totale di tutte le regioni controllate dai gruppi terroristici, e l’esercito siriano ha la capacità per farlo.

Egli ha sottolineato che il ritiro e il fallimento non hanno posto nella logica dell’esercito siriano, e le forze militari del paese in lotta per l’unità della nazione.

Assad ha ringraziato l’Iran e Hezbollah per essere accanto al popolo siriano nella lotta contro i gruppi terroristici (…). «Il paese fratello Iran ci ha fornito esperienze militari e i nostri fratelli della resistenza hanno combattuto con noi».

Egli ha sottolineato che l’Iran e il Movimento di Resistenza Islamica in Libano (Hezbollah) hanno fornito alla Siria quanto necessario per combattere il terrorismo; mentre ha preso atto delle iniziative proposte dalla Russia per porre fine alla violenza nel loro paese e anche il sostegno della Cina in questo senso.

Per quanto riguarda la conclusione dei colloqui sul nucleare Teheran-Gruppo 5 + 1, ha spiegato che «l’Iran ha ottenuto un grande successo (…) grazie all’unità e alla solidarietà del suo popolo».

Secondo Al-Asad, anche se l’Iran ha subito per tre decenni diversi tipi di sanzioni e otto anni di guerra che ha distrutto le sue infrastrutture, è al primo posto nella produzione industriale tra i paesi islamici.

«Siamo in una fase decisiva e mai faremo passi indietro sui nostri diritti. Vinceremo e difenderemo i nostri diritti. Oggi il mondo sta cambiando e qualsiasi paese che riesce a difendere i suoi diritti sarà il vincitore. I paesi che lottano per i loro diritti sono rispettati, e senza dubbio raccoglieranno la vittoria, e l’Iran è il migliore esempio in questo senso», ha concluso.

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