20 luglio 2015

Sostenere sempre la Siria e i popoli oppressi nell’area. Khamenei

Sostenere sempre la Siria e i popoli oppressi nell’area. Khamenei

«La nostra politica nei confronti degli Stati Uniti non cambierà»

da al manar

L’accordo sul nucleare con i 5+1 non cambierà la politica iraniana contro “l’arroganza del governo americano”, né finirà la politica di sostegno dell’Iran ai popoli oppressi nella regione, ha dichiarato oggi, la Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, l’Ayatollah Sayed Ali Khamenei.

Durante l’omelia della festa di al-Fitr, che segna la fine del mese di digiuno musulmano del Ramadan, Sayed Khamenei ha assicurato che «la Repubblica islamica dell’Iran non rinuncerà a sostenere i popoli oppressi della Palestina, Yemen, Bahrein, Siria e Iraq, e la sincera resistenza dei mujahideen in Libano e in Palestina. (…) La nostra politica non cambierà contro il governo arrogante degli Stati Uniti».

Il leader iraniano ha messo a tacere alcune voci che suggerivano un raffreddamento dei rapporti tra l’Iran e gli Stati Uniti. «La nostra politica nei confronti degli Stati Uniti non cambierà» ha insistito l’Ayatollah Khamenei, i cui commenti sono stati accolti dagli slogan “Morte all’America” ​​e “Morte a Israele”.

«Abbiamo detto molte volte, non abbiamo un dialogo con gli Stati Uniti sulle questioni internazionali, regionali o bilaterali. A volte, come nel caso nucleare, abbiamo negoziato con gli Stati Uniti sulla base dei nostri interessi», ha precisato in seguito.

Sayyed Khamenei ha anche sottolineato che «le politiche americane nella regione sono contrarie al 180% a quelle della Repubblica islamica dell’Iran. Gli Stati Uniti sostengono l’entità sionista che uccide i bambini».

Il leader iraniano, che è anche il capo delle forze armate, ha evidenziato la determinazione del suo Paese nel preservare le sue capacità militari.

«Per quanto riguarda il mantenimento delle capacità militari e difensive, soprattutto nell’ambito delle minacce create dal nemico, la Repubblica islamica non accetterà mai richieste eccessive dei nemici», ha aggiunto.

Ha continuato: «Non vogliamo nessuna guerra, ma nel caso in cui avvenisse, gli aggressori americani saranno sconfitti», riferendosi alle minacce di guerra contro l’Iran.

Per quanto riguarda le accuse occidentali, secondo le quali, questo accordo ha impedito all’Iran di acquisire armi nucleari, la guida ha spiegato che «ad impedire all’Iran di acquisire la bomba atomica non sono state minacce, ma i precetti religiosi che vietano tali acquisizioni».

Khamenei ha aggiunto che «Gli USA sostengono che l’Iran abbia fatto concessioni, questo è un sogno che l’amministrazione statunitense non potrà mai vedere».

Il leader iraniano ha, in questo contesto, accolto con favore il lavoro svolto dai negoziatori che hanno “lavorato sodo”. «Se l’accordo sarà approvato o meno dal Parlamento, secondo la procedura legale prevista, meritano un premio», ha affermato.

«L’Iran non si è fermato di fronte al 5+1, costringendoli a riconoscere il diritto dell’Iran nel settore nucleare», ha ribadito Sayed Khamenei.

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