16 luglio 2015

SCHIAFFONE FRANCESE A RENZI: IN EUROPA NON CONTA NULLA TAGLIATO FUORI DALLE DECISIONI UE, CROLLATO IN ITALIA (LES ECHOS)



PARIGI - "Volete la Grecia? tenetevela! Io preferisco fare le riforme": nell'uragano mediatico che si e' abbattuto sull'Europa dopo il referendum greco del 5 luglio, la frase di Matteo Renzi risuona ancora come una nota stonata.

A forza di voler garantire il rapporto con la Germania e di fare il possibile per minimizzare l'impatto della crisi greca sulla terza economia della zona euro, scrive sul quotidiano economico francese "Les Echos" il suo corrispondente da Roma Pierre De Gasquet, l'autoproclamato capo di fila dei riformatori europei si e' autoescluso dal tavolo dei negoziati sulla Grecia.

Dov'e' finito il cantore della "generazione Telemaco" nel luglio 2014, si domanda il più autorevole quotidiano di Francia? Ed il suo leggendario "decisionismo"?

E' come se Renzi, che aveva fatto di tutto per giocare il ruolo di "trait d'union" tra i partigiani del rigore e quelli della flessibilita', alla fine si sia improvvisamente eclissato dopo aver oscillato tra il gendarme Schaeuble ed il pompiere Hollande.

"La verita' e' che non aveva voce in capitolo" dice a "Les Echos" una fonte del Partito democratico (Pd): "La crisi greca ha rivelato i limiti e le lacune del 'metodo Renzi' sulla scena internazionale".

Una situazione, scrive De Gasquet, a cui vanno aggiunte le difficolta' incontrate nel Parlamento italiano, dove il capo del governo non dispone che di una maggioranza precaria a 'geometria variabile' al Senato; e la caduta brutale del suo indice di fiducia in Italia, crollato dal 47 al 36 per cento in sei mesi secondo Ipsos.

La realta' e' che Renzi e' stato costretto a "giocare in difesa" soprattutto a causa del rischio che un ritorno del clima di volatilita' sui mercati affossi gli sforzi di risanamento dell'economia italiana, per altro molto modesti, proprio quando questa sta cominciando a godere dei primi effetti positivi del QE di Draghi; e poi deve ancora accelerare le riforme della giustizia, del fisco e della pubblica amministrazione per rassicurare gli investitori internazionali e fare in modo che l'Italia possa agganciarsi al treno della ripresa. Ripresa che però stenta parecchio ad iniziare, fa notare Les Echos. 

In fin dei conti, conclude il corrispondente di "Les Echos", il dilemma di Renzi sulla crisi greca si spiega da un lato con le sue priorita' interne e dall'altro con il peso dei partner europei: visibilmente deluso dalla mancanza di solidarieta' della Francia di fronte all'eccezionale afflusso di migranti, il capo del governo italiano si e' visto costretto a consolidare un rapporto privilegiato con la Germania.

Insomma, con o senza la Grecia, e' in Europa che l'Italia dovra' concentrare la sua prossima battaglia, quella della flessibilita' per i conti dello Stato. E il governo Renzi sembra sempre più in vso di coccio.

Redazione Milano.


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