23 luglio 2015

Le banche prestano denaro solo a Finanziarie e alla Pubblica Amministrazione


Le banche prestano denaro solo a Finanziarie e alla Pubblica Amministrazione

Famiglie e imprese sempre più in difficoltà, anche a seguito della forte contrazione dei prestiti bancari registrata in questo ultimo anno, ma la Pubblica Amministrazione continua a ricevere i soldi con grande facilità, come pure le Finanziarie.

Secondo un’elaborazione dell’Ufficio studi della CGIA di Mestre sui dati della Banca d’Italia, nell’ultimo anno (febbraio 2013 su febbraio 2012) la variazione del credito erogato dalle banche alle Amministrazioni pubbliche è stata pari al +2,9%, di cui +4,9% all’Amministrazione centrale e -1,1% agli Enti locali ed agli Enti di previdenza. In termini assoluti gli impieghi erogati dalle banche al comparto pubblico sono aumentati di 7,58 miliardi, mentre tra le famiglie e le imprese la variazione è stata del -3,4%.

In termini assoluti le aziende hanno subito una restrizione dei finanziamenti pari a 34 miliardi di euro, mentre le famiglie italiane hanno patito una riduzione dei prestiti del -1%, che corrisponde ad un valore assoluto pari a -5,1 miliardi di euro. Meglio della P.A. è andata solo alle istituzioni finanziarie che nel periodo considerato hanno visto crescere gli impieghi del 23,2%, pari a +44,25 miliardi di euro.

Mentre le imprese private italiane non vengono pagate dalla nostra Pubblica amministrazione, il sistema creditizio privilegia lo Stato centrale, mentre penalizza gli Enti locali e soprattutto le imprese. Se nell’ultimo anno solo la P.A. e le istituzioni finanziare hanno fruito di un aumento degli impieghi, ciò vuol dire che nel sistema c’è qualcosa che non va. E’ altrettanto vero un altro dato sconfortante: aumentano le sofferenze bancarie di privati e aziende, sempre più strette da una pericolosa crisi di liquidità, in molta parte a causa del mancato pagamento della P.A. nei confronti dei crediti alle imprese.

Anche il recente sblocco di 40 miliardi di euro non risolvono il problema, primo perché i debiti della PA ammontano a tre volte tanto, per secondo perché le imprese proseguono tuttora a lavorare per la PA, e non verranno di certo saldati in tempi brevi per i futuri beni e servizi resi.
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