13 luglio 2015

La de-dollarizzazione del mondo spiegata alla Camera dei Deputati. Il mondo cambia anche se i giornali non lo raccontano


Vice Pr. Commissione affari esteri Senato russo Klimov: "La Banca BRICS sarà pronta a lavorare non solo con i dollari"

“Esattamente in questi giorni la Nuova Banca di Sviluppo (New Development Bank) dei paesi BRICS ha nominato ufficialmente i suoi dirigenti e comincia a lavorare effettivamente. Questa banca è stata la prima organizzazione internazionale creata dall’integrazione informale di cinque grandi Stati Indipendenti in rappresentanza di tutti i continenti della Terra”. Ha iniziato così il suo discorso ieri alla Camera dei Deputati al Convegno promosso dal M5S "Il nuovo mondo con i Brics", Andrey Klimov, vice presidente della Commissione Affari esteri del Senato russo. “Il PIL dei paesi BRICS oggigiorno è quasi uguale al PIL degli Stati Uniti e l'UE considerati insieme, mentre le riserve valutarie dei paesi BRICS superano di gran lunga le capacità di tutti i paesi dell'Occidente insieme. Ad esempio, il valore delle riserve finanziarie dei BRICS è 5 volte superiore a quello di tutti i paesi dell'Unione Europea!”, ha proseguito. E ha poi concluso con una presentazione del processo di de-dollarizzazione sancito dal summit Brics di Ufa di questa settiana: “Penso inoltre, che la Banca BRICS sarà pronta a lavorare non solo con i dollari, ma ad utilizzare le valute nazionali dei paesi fondatori e così le valute di terzi paesi”. Il mondo sta cambiando in modo molto rapido e avviene a vostra insaputa, perché i mezzi d’informazione definiti “mainstream” continuano a non raccontarlo. Non a caso queste parole di Klimov non le trovate sui giornali.

Vi proponiamo alcuni estratti del discorso di ieri del Senatore Klimov:
(traduzione di M. Menshikova, L. Cori)

I paesi membri del BRICS da sempre rispettano l'indipendenza l’uno dell’altro, proclamando la parità dei diritti di ogni membro del BRICS in tutte le decisioni. Nei BRICS non esistono i termini del tipo “fratelli maggiori” e “fratelli minori”. La nostra collaborazione si basa sui principi e valori comuni a tutti i paesi membri dell’ONU.
Vorrei sottolineare, inoltre, che la creazione e lo sviluppo dei BRICS non sono diretti contro qualcuno.
Noi siamo per un mondo multipolare, per un'organizzazione del commercio mondiale e delle finanze più equa, per la non interferenza negli affari interni degli stati da parte dei paesi terzi; ma contro l'uso delle sanzioni economiche e delle forze armate, scavalcando le decisioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Dal nostro punto di vista, il rafforzamento dell'ONU è uno dei più importanti obiettivi dei nostri giorni.

Per quanto riguarda la cooperazione valuto-economica, prima di tutto serve tenere a mente tre temi:

Sollevare la questione di riformare il sistema valuto-finanziario, alla base della quale oggi ci sono gli accordi di Bretton-Woods risalenti a 70 anni fa, inclusa l'attività della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, che si trovano al momento sotto il controllo de facto degli USA e dell'UE e anche ridiscutere il predominio del dollaro nei pagamenti mondiali.

Dare un contenuto concreto all'attività della Banca di Sviluppo e al Fondo di Valuta di Riserva, fondati da BRICS.

Estensione della pratica di eseguire transazioni reciproche fra i Paesi BRICS nelle valute nazionali dei nostri Paesi.

Le nazioni BRICS ripetutamente hanno posto la questione della necessità di riforma della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, ma i Paesi Occidentali, in primis Washington, ostacolano questi sforzi.
Ancora un lato della questione, della quale si è discusso a Mosca nel Civic Forum [n.d.t. foro civico, foro dei cittadini] dei Paesi Brics: il denaro come una particolare arma nel mondo contemporaneo.
Pertanto, se nel passato con il denaro era possibile pagare eserciti e comprare armi o il denaro stesso era un motivo di guerra, i sistemi d'oggigiorno permettono attraverso manipolazioni finanziarie raggiungere potenti risultati politici senza utilizzare direttamente le forze armate.
Proprio le manipolazioni finanziarie con i petrodollari, che hanno organizzato gli Stati Uniti, hanno velocizzato il crollo dell'URSS e hanno garantito la vittoria dell'Occidente nella Guerra Fredda.
In questo momento alcuni paesi minacciano la Russia non solo con la chiusura totale dell'accesso ai capitali occidentali, ma anche con la disattivazione del sistema internazionale delle transazioni interbancarie SWIFT e dai sistemi di pagamento come VISA e MASTER-CARD. Ci minacciano anche di congelare i conti сorrispondenti [n.d.t. Correspondent account – detto anche nostro or vostro account] in dollari e in euro.
Possiamo tranquillamente stare a guardare tutto ciò? Credo sarebbe irragionevole. Altresì ritengono i nostri partner BRICS. Sull'esempio delle sanzioni antirusse dell'occidente pure loro [ndt. Non chiaro – i BRICS] vogliono ottenere una sicurezza finanziaria sostanziale.
Tuttavia io non ricondurrei tutto ciò solo ad una “reazione di difesa” dei Paesi BRICS e alla loro intenzione di compensare l'assenza delle riforme del sistema finanziario mondiale con le loro azioni.
Noi in maniera significativa stiamo creando un istituto finanziario per risolvere le questioni del proprio stabile sviluppo.
È importante sottolineare il carattere aperto della Banca stessa. La partecipazione in essa è aperta per qualsiasi Paese-mebro dell'ONU e cooperare con la Banca possono non solo i Paesi, che figurano come azionisti. Vero è, che per questo i Paesi partecipanti devono soddisfare i requisiti stabiliti dalla Banca.
Operando su principi di cofinanziamento, la Nuova Banca di Sviluppo è capace con la sua autorità e le risorse finanziarie di provvedere alla realizzazione di progetti molto grandi, aventi significato globale.
Sarebbe ingenuo credere, che la Nuova Banca di Sviluppo nei prossimi mesi occuperà il ruolo leader tra le istituzioni finanziarie internazionali. Credo piuttosto, che l'organizzazione dell'operato della Banca stessa continuerà fino alla fine del 2015. Allo stesso tempo è possibile, che in autunno la Banca comincerà contemporaneamente a guardare ai progetti, a cui potrebbe prender parte nel 2016.
Ma ancora una volta sottolineerò, che i progetti, sui quali la Banca può lavorare in futuro, non devono essere necessariamente proposti solo dai Paesi BRICS o realizzarsi nei suoi confini nazionali. Sono a conoscenza, ad esempio, del desiderio di molte nazioni dell'Asia, dell'Africa e dell'America Latina di attrarre l'appena fondata Banca BRICS per i loro progetti di sviluppo.
Penso inoltre, che la Banca BRICS sarà pronta a lavorare non solo con i dollari, ma ad utilizzare le valute nazionali dei paesi fondatori e così le valute di terzi paesi. Allo stesso tempo, come nella scelta degli stessi progetti, gli argomenti principali saranno il guadagno economico e l'affidabilità.
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