31 luglio 2015

In Italia la prima banca salvata dai risparmiatori con il “bail in”

In Italia la prima banca salvata dai risparmiatori con il “bail in”

In Italia la prima banca salvata dai risparmiatori con il “bail in”

Si pensava che per dare avvio al “bail in” fosse necessario aspettare gennaio 2016. Anche se la Banca d’Italia aveva chiarito che il provvedimento poteva anche prendere avvio prima. In effetti è andata così: la liquidazione della Banca Romagna cooperativa (Brc), 21 sportelli, avviata la scorsa settimana, è il primo caso di applicazione di salvataggio a carico degli azionisti e dei risparmiatori nel nostro Paese, meglio noto ai più come “prelievo forzoso”.

Prima era un’ipotesi chiesta dall’Europa, per cercare di salvare le banche dalla recessione. Poi però è diventato una legge, con il sì della Camera che ha recepito le 58 direttive europee in via definitiva. Da quel giorno in Italia è legittima la procedura di “bail in”, che prevede che, in caso di crisi, siano i creditori e i correntisti a pagare per gli errori commessi dalle banche. Insomma i problemi – come dice la parola bail in, in contrapposizione a quella di bailout (aiuti che vengono dall’esterno) – saranno risolti accedendo anche ai conti correnti superiori ai 100mila euro.

L’istituto di Cesena, nato nel 2008 dalla fusione di due bcc più piccole (Romagna Centro e Macerone) ha accumulato una perdita di 40 milioni che, in altri tempi aveva buone possibilità di essere sanata dall’intervento pubblico. Nel caso della piccola banca romagnola il bail-in ha riguardato i creditori subordinati, in buona sostanza i clienti-soci che hanno sottoscritto le obbligazioni junior della banca, come spiega Liberoquotidiano.

In virtù della clausola di subordinazione il rimborso di questi prestiti sarebbe avvenuto solo dopo il rimborso di tutti gli altri creditori. Ma osottoscrittori delle obbligazioni di Banca Romagna Cooperativa non dovranno farsi carico delle perdite. Il Fondo di Garanzia istituzionale delle Bcc, che ha deciso, “in via volontaria e in assenza di qualsiasi obbligo – come si legge nella nota del commissario liquidatore – di rimborsare integralmente e immediatamente i sottoscrittori dei bond”.

Il caso della piccola banca romagnola è arrivato anche su Fitch, un’agenzia internazionale di valutazione del credito e rating, che non ha risparmiato le critiche al nostro Paese, ricordando che lo stesso governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, aveva invitato gli istituti di credito a informare bene la clientela dei rischi che comporta la nuova procedura di risoluzione delle banche.

Fonte: www.today.it
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