04 luglio 2015

Il numero 666 è pericoloso?

Il numero 666 è pericoloso?
Molti cristiani, anche cattolici, temono la possibilità che a breve i Governi di tutto il mondo obblighino i cittadini a usare dei microchip sotto la pelle. Protestanti neopentecostali, sempre “unti” con l’aura di interpretazione corretta della Bibbia, garantiscono che i chip inseriti sotto la pelle sono la concretizzazione di questa profezia dell’Apocalisse:

“Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d’uomo. E tal cifra è seicentosessantasei” (Apocalisse 13, 16-18).

Guardate il materiale che la televisione della Chiesa Universale del Regno di Dio ha preparato sulla questione (un film dell’orrore di serie B perde al confronto):


Dopo questa dose quasi suicida di esegesi biblica decrepita, andiamo ai fatti. È possibile che in futuro tutti i cittadini debbano usare dei microchip sotto la pelle? Sì, è possibile. Sarà una cosa positiva? Sarà negativa? Non lo sappiamo. Per ora, come ha detto monsignor Estêvão Bettencourt, dal punto di vista religioso possiamo solo dire che l’utilizzo di questa tecnologia è qualcosa di neutro Revista P&R, Nº 486 – Anno 2002 – p. 496).

I profeti isterici anti-chip affermano che questa tecnologia sarebbe usata da un Governo mondiale per controllare la vita delle persone. È probabile, ma… Dove eravate quando è scoppiato lo scandalo WikiLeaks? Su Marte? I Governi e le imprese hanno già ampio accesso a ogni passo dei loro cittadini e consumatori, perché quasi tutto ciò che facciamo è registrato nei nostri computer personali (PC, smartphone, tablet ecc.) e nelle telefonate, per non parlare delle telecamere sparse in quasi tutti gli ambienti che frequentiamo.

Il chip sotto la pelle, se venisse inserito su scala globale, non farebbe altro che intensificare una realtà già abbastanza ampia: abbiamo molta poca privacy e i nostri passi sono quasi tutti monitorati e registrati da Governi e imprese. È bizzarro e preoccupante? Sì. Potrà portare molti mali? Forse, lo dirà il tempo. E la Chiesa sicuramente ci metterà in guardia nel caso in cui fosse necessario.

Una cosa sia chiara: nessuno sarà condannato per il fatto di aderire a un sistema di identificazione elettronico. Possiamo essere condannati, questo sì, per il fatto di aderire a valori e ideologie anticristiane. Questo è il vero segno della bestia, il segno della mondanità.

Il segno della bestia dei tempi di Giovanni

Gli studiosi dell’Apocalisse concordano sul fatto che il numero 666 si riferisce a Nero Caesar, imperatore che avviò una terribile persecuzione contro i cristiani. La sua malvagità era tale che i cristiani iniziarono a chiamarlo “bestia”. Questa spiegazione è piuttosto plausibile, perché San Giovanni dice chiaramente che il numero della bestia è il numero di un uomo.

Scrivendo il nome di Nerone in lettere ebraiche, risulta:

N R W N Q S R

50 200 6 50 100 60 200 = 666

Ai tempi dell’apostolo Giovanni, i cristiani andavano al mercato, ed era imbarazzante – e perfino pericoloso – non offrire incenso a qualcuna delle tante sculture degli dei pagani. Se un commerciante cristiano aveva un banco, le persone si stupivano del fatto che non vi tenesse alcuna immagine degli idoli. Queste sculture erano presenti ovunque, e i cristiani suscitavano sfiducia e ostilità perché non vi rendevano culto.

Come dice l’Apocalisse, quindi, le attività di compravendita dei cristiani erano compromesse dalla loro fedeltà al Vangelo.


Con la scusa di proteggere le loro famiglie, molti cristiani iniziarono a fingere di adorare i falsi dei, per evitare problemi. Alcuni erano funzionari pubblici e non volevano perdere incarichi e prestigio. Molto probabilmente pensavano tra sé: “Non adoro questi falsi dei, ma devo cedere su qualcosa per poter sopravvivere. Nel mio cuore continuo ad adorare solo Gesù”. La loro testimonianza di idolatria e tradimento era però davanti a tutti.

Se il 666 è il numero di un uomo – rappresentante di un grande potere (in questo caso l’Impero romano) –, ricevere il segno della bestia significa piegarsi all’idolatria imposta da quell’uomo, tradendo, così, i valori della propria fede.

Ricevere il segno della bestia, quindi, è adottare i pensieri della Bestia, la sua ideologia (segno sulla fronte), e praticare le opere che la bestia ordina (segno sulla mano). Non ha niente a che vedere con farsi dei tatuaggi sulla mano o sulla fronte, o inserirvi un chip.

Il segno della bestia al giorno d’oggi

L’Apocalisse, a differenza di ciò che pensano molti, non è un libro che parla solo della fine dei tempi. Comunica un messaggio che è sempre attuale, perché porta alla luce la realtà della persecuzione e della sofferenza vissuta dai cristiani di ogni epoca.

A volte questa persecuzione si intensifica e si mostra più feroce. Ogni potere e ogni tirannia che si leva per cercare di annichilire il popolo cristiano è una nuova Bestia dell’Apocalisse, come lo è stato Nerone.

Nei Paesi dominati da dittature comuniste e in molti Paesi a maggioranza musulmana, vediamo scorrere senza sosta il sangue dei martiri. Anche in Occidente la persecuzione è durissima, ma non ferisce né uccide il corpo. È peggio: attacca e uccide l’anima. Per l’imposizione ideologica che si infiltra nella nostra cultura, nei media e nelle istituzioni educative, i cristiani subiscono una grande pressione a negare Gesù Cristo e ad accettare i valori che Gesù e la sua Chiesa condannano.

Anche l’ONU ha fatto la sua parte da Anticristo: promuove la sessualizzazione infantile, l’aborto, gli anticoncezionali, l’accettazione sociale del matrimonio omosessuale e l’ideologia di genere. Un’ex funzionaria dell’ONU, Amparo Medina, ha già denunciato pubblicamente che il suo lavoro era minare la fede cattolica e impiantare la cultura degli anticoncezionali e dell’aborto in tutti i Paesi. Chi concorda o collabora con questa agenda anticristiana non fa altro che accogliere su di sé il segno della Bestia.

Così agiscono al giorno d’oggi moltissimi cristiani: frequentano la Chiesa, praticano le proprie devozioni, ma nel mondo agiscono come pagani. Sono il tipo di persone che hanno paura di perdere l’impiego, di essere esclusi dagli amici o di subire qualche pregiudizio a causa della loro fede. E abbracciano le idee del mondo, lo spirito del mondo, pensando che ci si possa salvare camminando sul crinale. Illusi! Adoratori della Bestia!

L’opposizione all’idea di inserimento universale di microchip sotto la pelle è piuttosto valida e ragionevole, ma non basta a cadere nel delirio protestante e a dire che il chip è il segno della bestia.

State attenti, perché questo allarmismo serve solo a distrarci e a sviarci da quello che deve essere il nostro obiettivo: la nostra conversione quotidiana, la nostra lotta contro i nostri peccati, giorno dopo giorno. Le famiglie si stanno sfasciando, la castità è rara, l’eresia invade i nostri templi, il relativismo impera, la fede cristiana muore in Europa, il martirio flagella i cristiani d’Oriente… E la gente pensa ancora che la minaccia alla nostra salvezza sia un chip?

[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti]
Fonte: O Catequista

Tratto da: Aleteia
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