10 luglio 2015

Il caso Forteto approda in Parlamento: "Chi ha coperto trent’anni di orrori?"




La comunità agricola Il Forteto, attualmente attiva nel comune di Vicchio, provincia di Firenze è stata creata nel 1977 da Rodolfo Fiesoli e Luigi Goffredi con l'obbiettivo di essere una comunità produttiva e alternativa alla famiglia tradizionale in nome (a loro dire) di don Milani e delle teorie di Gian Paolo Meucci. Inizialmente composta da 33 giovani la comunità è cresciuta fino a diventare un'importante realtà economica del Mugello.

Nel 1985 Rodolfo Fiesoli viene condannato per atti di libidine violenta e corruzione di minorenne. Successivamente, soprattutto grazie alla difesa di Fiesoli da parte di Gian Paolo Meucci, Ernesto Balducci e altri, la condanna viene dimenticata e Il Forteto diventerà un importante interlocutore della Regione Toscana. In seguito alla denuncia di numerose persone, Fiesoli viene nuovamente arrestato (20 dicembre 2011). Nell'ottobre 2013 inizia il processo su quello che è divenuto un caso nazionale. Il 17 giugno 2015 è stato condannato a 17 anni e mezzo di reclusione per maltrattamenti e abusi sessuali.

Rodolfo Fiesoli

Firenze, 6 luglio 2015 - Da oggi nessuno potrà più dire di non sapere. Dopo anni di silenzi colpevoli e di negligenze imbarazzanti, il caso Forteto approda in Parlamento. E lo fa in maniera fragorosa, ovvero con una mozione presentata da Deborah Bergamini e da altri esponenti di primo piano di Forza Italia, nella quale la portavoce di Berlusconi e leader del partito in Toscana chiede al governo di "porre in essere ogni iniziativa per accertare e definire responsabilità e manchevolezze politiche e istituzionali" intorno agli orrori compiuti nel corso di 30 anni al Forteto, sollecitando il commissariamento della cooperativa "in modo tale da dissociarla dalla precedente gestione". Una presa di posizione netta e dirompente, che qualche effetto politico lo ha già prodotto.

Anche il Movimento 5 Stelle, preso atto del testo di Forza Italia, ha infatti presentato alla Camera una propria mozione sul caso Forteto del tutto simile a quella degli azzurri. "Per quanto mi riguarda io sono pronta a votarla. Spero che i 5 Stelle facciano lo stesso con la nostra", ha detto la stessa Bergamini.

Resta da capire cosa farà il Pd. Se, come già successo alla Regione Toscana, alla fine il gruppo parlamentare alla Camera sceglierà la strada della trasparenza dicendo sì al varo di una commissione d’inchiesta e al commissariamento della cooperativa o se invece sceglierà una posizione più defilata. Di solito, se un partito è d’accordo su un tema già calendarizzato in aula, presenta a sua volta una mozione simile a quella che si va a dibattere. A ieri sera questo non era successo. Vedremo oggi cosa accadrà nel dibattito e poi nel voto finale previsto per la sera di domani o, al massimo, per la mattina di mercoledì.

Un dibattito seguito con interesse anche dal governo che, attraverso il ministero della Giustizia ha chiesto alla Procura e al Tribunale di Firenze la trasmissione degli atti relativi al processo del Forteto. Anche in questo caso sarà interessante vedere quale sarà alla fine la scelta che il premier Renzi vorrà compiere. Se continuare sulla linea minimizzatrice del governo che lo ha preceduto o se schierarsi con chi, invece, vuol fare piena chiarezza su una vicenda terribile che coinvolge un pezzo di magistratura toscana insieme ad esponenti di rilievo prima del Pci e poi dei Ds. Coloro, insomma, che nel corso degli anni hanno dato inspiegabilmente credito e sostegno a Rodolfo Fiesoli, un orco che grazie a loro era diventato un santone, un autentico guru per l’affidamento dei minori disagiati. Che vergogna! "Io spero che alla fine arrivi un contributo da tutte le forze politiche per fare piena luce su una vicenda nera che ha attraversato 30 anni di storia della Toscana", taglia corto Deborah Bergamini. Vedremo.

Intanto la vicenda giudiziaria intorno al Forteto si arricchisce di un nuovo capitolo: la Procura di Firenze sta infatti indagando sugli affidi fatti negli anni alla cooperativa mugellana. Agenti della polizia giudiziaria si sono presentati nelle scorse settimane negli uffici della Asl di Borgo San Lorenzo, sequestrando una consistente dote di documenti. In particolare, gli agenti hanno prelevato le carte che riguardavano i controlli fatti dalla stessa Asl sui minori affidati al Forteto. L’impressione, anche se non ci sono al momento indagati, è che si voglia capire se i controlli che competevano agli assistenti sociali siano stati fatti a regola d’arte o se invece, come sostengono alcune vittime, siano stati in qualche modo condizionati e pilotati. A occhio e croce, una nuova bomba pronta a esplodere.

di Stefano Cecchi
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