03 luglio 2015

FINANCIAL TIMES: ''L'ORRIBILE VERITA' E' CHE LA UE NON HA RISPETTATO LE SUE PROMESSE DI PROSPERITA' E UNITA''' (THE END)


LONDRA - La serrata delle banche greche e' l'immagine di una grave sconfitta dell'Unione Europea, scrive l'editorialista del "Financial Times" Gideon Rachman.

La crisi, a suo parere, non riflette solo il "fallimento dello Stato greco moderno", ma anche quello del "sogno europeo di unita', pace e prosperita'". Negli ultimi trent'anni, ricorda il commentatore, l'Europa ha abbracciato la sua versione della visione della "fine della storia", con l'idea di mettersi alle spalle un passato di conflitti.

Quando in Grecia fu rovesciato il regime dei colonnelli, nel 1974, il paese divenne "il pioniere di un nuovo modello d'Europa" e, nel 1981, il decimo paese membro dell'Ue. Quel modello, che prevedeva il consolidamento democratico nel contesto dell'integrazione europea, "e' stato implementato in tutto il continente nei successivi tre decenni": prima in Spagna e Portogallo, usciti anch'essi da regimi autoritari ed entrati nel consesso europeo nel 1986; poi nel blocco ex sovietico. Per l'Ue "l'allargamento in stile greco e' diventato il piu' potente strumento di espansione della stabilita' e della democrazia".

Il rischio ora e' che la Grecia possa diventare "l'emblema di un nuovo e pericoloso processo: la disintegrazione dell'Ue".

La Grexit, infatti, metterebbe in discussione l'idea che unirsi al club europeo costituisca una garanzia di prosperita' e stabilita'; l'orribile verita' che si sta facendo strada e' che l'Ue non ha rispettato le sue promesse di prosperita' e unita'.

La Grecia, oltretutto, si trova in una "posizione strategica": a sud c'e' il caos della Libia, a nord l'instabilita' dei Balcani, a est l'aggressivita' della Russia. Il governo Obama, infatti, e' incredulo di fronte all'apparente volonta' dell'Ue di lasciar fallire la Grecia.

Alle critiche di Washington gli europei rispondono che una comunita' funziona solo se i suoi membri sottostanno alle regole e agli obblighi reciproci. La crisi, infine, ha implicazioni profonde anche per la democrazia: certamente e' in atto "uno scontro tra mandati democratici". Concretamente, i poteri finanziari europei della zona euro sono sempre più insofferenti alla democrazia.

Parole come pietre.

Redazione Milano


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