24 luglio 2015

Dopo il formaggio, le vongole: l’Europa contro il governo di incapaci

Dopo il formaggio, le vongole: l’Europa contro il governo di incapaci
I meravigliosi euro burocrati non finiscono mai di stupire con la propria creatività. Dopo il vino senza uva, dopo il cioccolato senza cacao, dopo il formaggio con il latte in polvere, ora scatenano l’offensiva contro le vongole. Tutte? Ovviamente no, solo contro le vongole italiane dell’Adriatico. Che sono più piccole rispetto allo standard individuato come obbligatorio dagli euro idioti. Non perché vengano raccolte troppo presto, ma perché sono diverse le condizioni ambientali. Ma questo particolare, forse, e’ ignoto per gli euro cialtroni. Loro, d’altronde, fanno il loro lercio lavoro al servizio di chi non sa cosa sia la qualità alimentare e, dunque, pretende ed ottiene che venga eliminata la qualità ottenuta dagli altri in secoli di tradizioni alimentari. Ma il vero problema non sono gli euro servi. Il problema sono i servi italiani.

Quelli che magnificano il ruolo dell’Unione europea e poi piangono sul latte in polvere. Quelli che assicurano sul nuovo ruolo strategico dell’Italia nell’era del bugiardissimo e poi piangono sulle vongole vietate. Le associazioni italiane di agricoltori e pescatori, le organizzazioni del settore, i numi tutelati dell’enogastronomia Made in Italy. Tutti pronti ad entusiasmarsi per un incontro con il bugiardissimo o con il ministro Martina, e poi tutti a piangere perché il bugiardissimo ed il ministro Martina non contano nulla a Bruxelles. Il nuovo ruolo strategico dell’Italia in Europa? Quello di vittima sacrificale. Grazie a ministri incapaci ma grazie anche e soprattutto alla scarsa lungimiranza delle associazioni che hanno sostenuto questo governo di incapaci, di incompetenti.

Dov’era Martina mentre si distruggeva il futuro di chi opera nel settore delle vongole dell’Adriatico? Dov’era il bugiardissimo mentre si distruggeva il comparto lattiero-caseario italiano? Forse eran tutti a pranzo da Eataly, insieme al presidente della Coldiretti ed a Carlin Petrini. Certo, adesso a Cheese si discuterà di quanto è ingiusta l’Europa. Ma forse bisognerebbe discutere di quanto sono incapaci i ministri di questo governo, di quanto è bugiardo il premier, di quanto sono stupidi coloro che hanno sostenuto questa gente.

Fonte: Girano

Ennesimo divieto da parte dell’Unione Europea per l’Italia. Ma questa volta sembra avere dell’incredibile. Dopo il latte in polvere nei formaggi e la cioccolata senza cacao, adesso abbiamo le vongole che non possono essere raccolte per appena tre millimetri.

Se vengono servite al ristorante le multe sono salatissime (circa 4000 euro) ed il titolare rischia la denuncia penale. Negli ultimi anni le vongole non riescono a crescere molto, per cause naturali, arrivando a 22 millimetri di diametro e si bloccano morendo, ma l’Europa ha stabilito che non si possono pescare esemplari al di sotto di 25 millimetri. Ma perché questo?

Un lento ed inesorabile declino gastronomico, basti pensare che nel 1982 si pescavano 120mila tonnellate di vongole mentre nel 2014 soltanto 20mila. Un’ennesimo scacco ai piccoli produttori per far spazio sempre più al potere delle multinazionali. Uno spettacolo assurdo al quale siamo costretti ad assistere senza che nessuno possa far niente.

Le regioni come la Campania, in cui il panorama agroalimentare è costituito soprattutto da queste produzioni, subiscono continui ostacoli ed arresti nell’economia generale, a causa di questa esagerata ed inutile burocratizzazione.

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