01 luglio 2015

Curiosando su Repubblica, quando la scienza diventa parodia

Curiosando su Repubblica, quando la scienza diventa parodia

- di Enzo Pannetta -

ALLA RICERCA DI SPUNTI PER UN ARTICOLO ACCORGERSI CHE DI SCIENZA C’È BEN POCO.
NON C’È UN MODO FISSO IN CUI UN ARTICOLO NASCE, SPESSO CI SI METTE A FARE UN “GIRO” PER SITI DI VARIO GENERE PER VEDERE COSA SI DICE IN GIRO E DOVE C’È QUALCOSA CHE MERITA DI ESSERE APPROFONDITO.

Le pagine scientifiche dei grandi quotidiani sono un po’ una vetrina su cui soffermarsi per decidere se prendere qualcosa di utile, ma capita che la “merce” non sia nella vetrina ma sia la vetrina stessa. Questo è quanto accaduto stavolta guardando la vetrina di Repubblica dedicata alla scienza, ma di scientifico c’era ben poco: articoli da settimana enigmistica, roba da vanificare interi anni scolastici spesi a far capire cosa significa fare scienza.

Articolo n°1

2100, in Italia come ai tropici “Nei mesi estivi fino a 5 gradi in più” Allarme dell’Istituto per l’ambiente: il record del 2014 è solo l’inizio, il clima è destinato a cambiare per sempre.

Come si possano fare previsioni a lungo termine, che si spingano ad 85 anni da adesso, è un vero mistero, proprio quando quelle fatte solo pochi anni fa dall’IPCC si sono rivelate errate:

Molto più serio era Keynes al riguardo quando sul futuro lontano faceva l’unica previsione certa: “Sul lungo termine siamo tutti morti…”.

Articolo n°2:


Un vero giochetto da rivista passatempo, colorato e a difficoltà crescente, poi alla fine, come ogni gioco che si rispetti, esce fuori un punteggio. Solo che non si capisce che cosa sia stato misurato, se la capacità di distinguere le tonalità, la velocità di esecuzione o entrambe le cose:


I punteggi nella norma sono quelli tra 21 e 30. Se hai fatto più di 31 la tua vista è davvero eccezionale, mentre i punteggi al di sotto di 20 sono considerati bassi. Ma è anche una questione di pratica: la chiave del gioco, infatti è essere veloci.

L’importante è che alla fine avete perso un po’ di tempo.

Articolo n°3:


Questo imperdibile studio della Harvard Business School serve a togliere i sensi di colpa alle mamme che lavorano, scopo che potrebbe anche essere meritorio, ma che da quel che si legge non ha molto a che vedere con la scienza. Ma vediamo cosa dice lo studio:

…avere una mamma lavoratrice significa guadagnare un approccio migliore al mondo del lavoro, con maggiori possibilità di essere selezionati e assunti e quindi di far carriera. Insomma, con una mamma che esce al mattino e torna alla sera, delegando la gestione della famiglia spesso alla tata, i bambini crescono meglio rispetto al passato.

Avere una mamma che lavora aumenta le possibilità di trovare lavoro. Da questo si vede se un figlio è “cresciuto bene”, se invece non trova lavoro è cresciuto male. Inoltre i pargoli senza la mamma intorno devono essere più autonomi, altro che quelle mamme che ti preparano la merenda, o ti stanno ad ascoltare quando ti vedono pensieroso, roba sconsigliabile, così si cresce male.


Articolo n° 4:


Questo è davvero delizioso, le memorie personali mi parlano di amici che quando sparavi i Led Zeppelin o gli AC/DC a palla si scatenavano saltellando per la stanza cercando di mimare il passo di Angus Young o picchiando su un’invisibile batteria: tutto sbagliato, non avevano capito niente, l’Heavy metal rende calmi ed ispirati:

I ricercatori hanno monitorato 39 persone tra 18-34 anni che regolarmente ascoltano questo genere musicale. I partecipanti sono stati invitati a raccontare per 16 minuti un evento della loro vita che li faceva arrabbiare. Hanno poi trascorso 10 minuti ascoltando il loro pezzo metal preferito o sono stati seduti in silenzio.

In seguito gli psicologi hanno monitorato lo stato emotivo dei partecipanti: “Abbiamo scoperto che la musica ha attenuato la tristezza e migliorato le emozioni positive rispetto al silenzio – ha spiegato Leah Sharman, co-autore dello studio, all’Independent – La musica in realtà li ha aiutati a esplorare l’intera gamma di emozioni che hanno vissuto, ma ha anche lasciato un sentimento positivo e ispirato”. I risultati della ricerca hanno mostrato che i livelli di ostilità, irritabilità e stress dei partecipanti si sono ridotti dopo l’ascolto della musica.

Insomma, i ricercatori hanno preso dei soggetti a cui piace l’Heavy metal, poi li hanno fatti irritare rievocando ricordi sgradevoli e infine alcuni li hanno lasciati in silenzio a rimuginare e ad altri hanno fatto ascoltare la loro musica preferita trovando che poi l’irritabilità e lo stress calavano. Ma hanno fatto lo stesso test con appassionati di altri generi musicali? Non è forse che non è l’Heavy metal a calmare ma il fatto di ascoltare la propria musica preferita?

Articolo n° 6:


La prestigiosa rivista Sky&Telescope ha mobilitato le sue risorse per stabilire se la sedicente coppia protagonista della celebre fotografia del bacio del 14 agosto 1945 a Times Square fosse veramente quella composta da George Mendonsa e Greta Zimmer Friedman.


Niente da fare, loro dichiararono di essersi baciati alle 17,51 ma i ricercatori dell’Università del Texas e dell’Iowa hanno scoperto che l’ombra di un grattacielo sullo sfondo era incompatibile con quell’orario: dopo 70 anni il mistero che ha tolto il sonno a intere generazioni è finalmente chiarito. Altra notizia che farebbe la gioia del settimanale di enigmistica che vanta innumerevoli tentativi d’imitazione.


E hanno ragione quelli della Settimana Enigmistica, adesso ai tentativi di imitazione bisogna aggiungere anche quello della pagina di Scienza di Repubblica.

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