03 luglio 2015

"Cina, Russia e Corea del Nord pongono gravi preoccupazioni di sicurezza all'America e ai suoi alleati" Il Pentagono ha rilasciato la sua nuova strategia militare nazionale nella quale di promette di "difendere" la sicurezza in tutte le parti del mondo, "sostenere" gli alleati e rispondere alle minacce provenienti da "stati rivali e attori non statali". Gli USA sono la nazione "più forte del mondo, che dispone di vantaggi unici in tecnologia, energia, alleanze e demografia", recita la nuova strategia nazionale militare del Pentagono. Tuttavia, secondo il documento, ora questi "benefici sono sfidati" da parte di alcuni paesi e attori non statali. Così, i principali stati rivali per Washington includono la Russia, l'Iran, la Cina e la Corea del Nord. Il documento accusa Mosca di violare "numerosi accordi" con le sue "azioni militari" pur evidenziando il "contributo russo alla sicurezza globale in settori come la lotta contro il terrorismo e la droga". Corea del Nord e l'Iran sono accusati di volersi dotare di ami nucleari, cosa che il Pentagono considera una "sfida strategica" per la comunità internazionale. Inoltre, il documento afferma che gli USA vogliono vedere la Cina come un "partner nella costruzione della sicurezza globale", ma finora le azioni del gigante asiatico "hanno solo creato tensioni nella regione Asia-Pacifico." "Nessuno di questi paesi è alla ricerca di un conflitto militare diretto con gli Stati Uniti o i nostri alleati", riassume la strategia, ma aggiunge anche che "ognuno di loro solleva gravi problemi di sicurezza per la comunità internazionale ". Inoltre, una grande sfida è rappresentata dagli attori non statali, in particolare i gruppi terroristici come lo Stato islamico ",impegnati a radicalizzare la popolazione, diffondendo la violenza e l'uso del terrore per imporre la loro visione delle regole sociali "principalmente in Medio Oriente e Nord Africa. Presenza globale La presenza militare degli Stati Uniti è descritta come una chiave per la sicurezza degli alleati e un "fattore di stabilità". "Siamo pronti a usare il potere in tutte le direzioni al fine di fermare l'aggressione e vincere le guerre. Anche se noi preferiamo agire con i nostri alleati, gli Usa agiranno unilateralmente se la situazione lo richiede ", dice il documento. Gli Usa ammettono che "continueranno a modificare l'equilibrio nella regione Asia-Pacifico ", insieme con i loro alleati: Australia, Giappone, Corea del Sud, Filippine e Tailandia. In Europa gli USA aumenteranno la loro presenza e "offriranno tutte le garanzie di sicurezza" agli alleati della Nato. A sua volta, in Medio Oriente, Washington "rimane pienamente impegnata" per Israele e per aiutare i suoi "partner vitali" nella regione, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti ed Egitto. In Africa, gli Stati Uniti d'America rafforzeranno le istituzioni che "promuovono la stabilità e la pace e la lotta contro l'estremismo regionale", mentre in America Latina Washington "sosterrà i paesi latino-americani" nei loro sforzi volti a promuovere la stabilità regionale e la lotta contro la criminalità organizzata.

Dopo la strage di Charleston, una decina di chiese frequentate da afroamericani è stata date alle fiamme


La società americana vacilla perennemente sull'orlo di uno sconvolgimento sociale


Le rivolte che hanno segnato Baltimora alla fine di aprile e il massacro compiuto la scorsa settimana presso la chiesa metodista di Charleston ci avvertono che la società americana vacilla perennemente sull'orlo di uno sconvolgimento sociale, scrive il blog americano ZeroHedge. Sempre più spesso, quelli che sentono che 'il sistema' ha in qualche modo fallito si rivolgono alla violenza come mezzo per affrontare le loro rimostranze, che tradisce una completa mancanza di fiducia nella capacità del governo di contribuire a creare le condizioni in cui i gruppi e gli individui prosegue ZH, sembra che l'America sia diventata un paese in cui tutti si sentono emarginati e / o lesi in un modo o nell'altro.

Nel corso di appena due settimane, quasi una decina di chiese prevalentemente frequantate da afroamericani sono state date alle fiamme, con le autorità che ritengono gli incendi dolosi.

Nella notte tra il 30 giugno e il 1° luglio, la Chiesa AME di Mount Zion a Greeleyville, nel South Carolina, è stata data alle fiamme. Come riporta AFP, non è la prima volta che la chiesa è oggetto di tali attacchi. Venti anni fa, due membri del Ku Klux Klan hanno confessato di aver appiccato l’incendio alla stessa struttura. La chiesa aveva ottenuto 37, 8 milioni di dollari nel processo contro i Christian Knights del Ku Klux Klan e il loro leader nella South Carolina

Oltre alla Chiesa di Mount Zion, il 26 giugno è stata data alle fiamme la Glover Grove Baptist Church in Warrenville, South Carolina, il 24 è toccato alla Briar Creek Road Baptist Church in North Carolina, il 23 allaGod's Power Church Of Christ di Macon, Georgia, il 21 alla College Hill Seventh Day Adventist church di Knoxville, Tennessee. E ancora la College Heights Baptist Church a Elyria, in Ohio; la Fruitland Presbyterian Church, a Gibson County nel Tennessee.





Così, mentre una qualche connessione discernibile tra gli incidenti di cui sopra deve essere ancora dimostrata, pare che almeno alcuni di questi incendi siano stati causati intenzionalmente a conferma che il tessuto della società americana si sta lacerando.
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