24 giugno 2015

Crimini a Gaza: ecco perché il rapporto dell’Onu è vergognoso

Crimini a Gaza: ecco perché il rapporto dell’Onu è vergognoso

Il rapporto delle Nazioni Unite sui crimini di guerra commessi a Gaza è vergognoso, né più né meno quello di Amnesty. L’equidistanza non giova alla causa Palestinese, non giova alla comunità internazionale e non giova all’ONU. Aiuta solo Israele e i suoi alleati.

Per l’indagine, entrambi le parti sono responsabili per le accuse di crimini di guerra. Israele per non aver rivisto «la pratica dei raid aerei, neanche dopo che i loro effetti sui civili divennero evidenti». Un fatto che solleva – a giudizio degli estensori del documento – interrogativi «se questa fosse parte di una politica più ampia approvata, almeno tacitamente, dai più alti livelli del governo israeliano».

La stessa Commissione riconosce che le armi usate da Israele non sono «illegali» di per se stesse, ma nota che quei raid e «l’uso estensivo» di strumenti con «vasta capacità di uccidere e ferire» in «aree densamente popolate» comportano «alte probabilità» di fare vittime fra «combattenti e civili in modo indiscriminato». Un’altra accusa a Israele fa riferimento ai numeri: per il Rapporto «in 51 giorni di operazioni a Gaza», con «6mila raid aerei e circa 50mila colpi da terra», sono stati uccisi «1462 civili palestinesi, un terzo dei quali erano bambini», contro «6 civili israeliani».

Per quanto riguarda Hamas e le altre fazioni fazioni palestinesi della Striscia, il Rapporto sottolinea il lancio indiscriminato di migliaia di razzi e colpi di mortaio (quasi 7000) dai Gaza contro Israele con «l’obiettivo di diffondere il terrore tra i civili». Civili, in particolare quelli residenti vicino alla Striscia – aggiunge la Commissione – «traumatizzati» inoltre dalla scoperta di 14 tunnel dalla Striscia usati per attaccare i soldati e «dal timore di poter essere attaccati in qualsiasi momento da uomini armati che sbucavano dal terreno». Il testo denuncia anche l’uccisione da parte di Hamas «di 21 presunti ‘collaborazionistì tra il 5 e il 22 agosto 2014».

 CONSIDERAZIONI :
1- I civili Palestinesi ASSASSINATI VOLUTAMENTE da Israele sono circa 1.600 contro i 6 israeliani!
Israele non ha usato armi illegali?
Nel novembre del 2014 Israele ha deciso che il dottor Mads Gilbert non potrà mai più entrare a Gaza. Perché? “Gilbert è membro di un team medico norvegese presente nella Striscia di Gaza. Il suo team ha messo in luce che Israele ha usato uranio impoverito e armi non convenzionali nelle sue recenti guerre sulla zona.”
“Nel mese di settembre, Gilbert ha detto in un vertice su Gaza che le forze israeliane hanno ucciso intenzionalmente bambini e ragazzi palestinesi durante la loro recente offensiva militare contro il territorio palestinese.
Il medico norvegese ha anche insistito sul fatto che Tel Aviv si ostinava a colpire impunemente la densamente popolata Striscia di Gaza, massacrando palestinesi innocenti. Secondo Gilbert, il regime sta implementando un sistema di apartheid nei territori palestinesi occupati.

2 – Hamas ha lanciato razzi indiscriminatamente??? Tutti i bracci armati della Resistenza hanno lanciato razzi contro Israele, intanto perché a nessun popolo può essere impedito di difendersi da un’aggressione ( vorrei qui ricordare che Gaza non ha un esercito né un’aviazione né una marina da guerra ), ed in secondo luogo perché la risoluzione ONU 3070 del 1973 recita che “Ogni popolo ha diritto a resistere in qualsiasi modo di fronte alla barbarie colonizzatrice e criminale, inclusa la resistenza armata. È un diritto inalienabile”.
In riferimento all’uccisione da parte di Hamas dei 22 collaborazionisti, l’ONU, come Amnesty, omette di dire che le persone giustiziate in piazza si rivelarono essere delatori che avevano causato un bombardamento israeliano contro la casa della famiglia Al Dalou nella notte tra il 19 ed il 20 agosto. In quella casa, si sarebbe dovuto trovare il leader della Brigare Qassam, Mohammed Deif che scampò alla morte. Morirono invece sua moglie Wihad, la figlia di lei, ed il loro figlioletto, nato da poco, oltre che membri della stessa famiglia Al Dalou. Sebbene non si possa giustificare la pena di morte, soprattutto se le esecuzioni avvengono in pubblico, val la pena ricordare all’ONU che non si può paragonare l’esecuzione di 22 presunti delatori, all’interno della stessa Gaza, con i crimini commessi nella Striscia dall’esercito israeliano, molti dei quali raccontati dagli stessi ufficiali in servizio a Gaza, all’associazione Breaking the Silence. Crimini che portarono all’uccisione di 2260 persone, circa, tra cui 630 bambini. Dei 3084 bambini feriti, 1000 saranno disabili in modo permanente.

3 – Un breve riassuntino di cosa ha significato protective Edge per la Striscia di Gaza :
2260 persone uccise
630 bambini uccisi
77 famiglie eliminate
10193 feriti 3084 bambini feriti (il 33% dei feriti sono bambini, di cui 1000 disabili in modo permanente)
1800 bambini orfani
1 bambino su 2 ha perso almeno 1 persona amata o ha avuto una persona cara gravemente ferita.
10 ospedali danneggiati
7 Cliniche PHC distrutte
5 Ospedali completamente distrutti
44 Cliniche totalmente distrutte
16 ambulanze distrutte
83 professionisti sanitari feriti
23 professionisti sanitari uccisi
161 moschee bombardate (41 totalmente distrutte, 80 così gravemente danneggiate da non poter essere ristrutturate)

16.000 case distrutte in modo irreparabile
470.000 persone sfollate (quasi il 30% dell’intera popolazione)
240.000 persone ancora nei campi profughi
100.000 persone ancora senza casa
223 scuole distrutte irreparabilmente
4 – Per finire, si può osservare il modus operandi delle Brigate Al Qassam durante quell’aggressione, in un video, che smentisce completamente le equidistanti prese di posizione dell’ONU.



Fonte: Sponda Sud
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