22 maggio 2019

Elezioni europee Candidati Movimento 5 stelle Lista candidati M5s circoscrizione per circoscrizione



Elezioni Europee, tutte le liste e i candidati all'Europarlamento

La lista dei candidati Movimento 5 stelle per le elezioni europee sono guidate da una manager, una docente, una funzionaria del Cese, una dirigente della Pubblica amministrazione e una giornalista: sono cinque donne le figure su cui Luigi Di Maio ha deciso di puntare per le elezioni europee del prossimo 26 maggio oltre agli europarlamentari uscenti (e riconfermati) Fabio Massimo Castaldo e Ignazio Corrao e alle 'new entry', come il sindaco di Livorno Filippo Nogarin e la ex Iena Dino Giarrusso.

Ogni elettore ha la possibilità di indicare fino a tre preferenze. Ci sono delle regole per garantire la parità di genere tra i nomi indicati. Se si esprimono tre preferenze, almeno una di queste deve essere di sesso diverso: quindi si devono scrivere i nomi di due uomini e una donna o di due donne e un uomo. Se non si segue questa regola e si scrivono tre preferenze per candidati dello stesso sesso, l’ultima preferenza viene annullata. Ecco quindi la lista dei candidati del Movimento 5 stelle per le elezioni Europee del 26 maggio.
Europee, Candidati M5s Circoscrizione Italia isole

Alessandra Todde capolista per il collegio Isole, è l'amministratore delegato di Olidata, prima società europea quotata completamente dedicata all'asset class Internet of Things. "Ho vissuto gran parte della mia vita all'estero e dopo tante soddisfazioni professionali ho deciso che era arrivato il momento di restituire qualcosa", ha detto la manager, laureata in Scienze dell'Informazione e in Informatica all'Università di Pisa e nominata di recente tra le Inspiring Fifty italiane, riconoscimento che va alle 50 donne italiane considerate più influenti nel mondo della tecnologia.

A seguire l'europarlamentare uscente Ignazio Corrao, che al voto sulla piattaforma Rousseau per le Europarlamantarie ha ottenuto 2839 voti, l'ex iena Dino Giarrusso, Flavia Di Pietro, Matilde Montaudo, Antonella Corrado, Donato Forcillo e Antonio Brunetto.


Europee, Candidati M5s Circoscrizione Italia Sud

Chiara Maria Gemma vuol "dare voce agli esclusi" investendo nella formazione. Professore associato in Didattica e Pedagogia speciale all'Università di Bari 'Aldo Moro' è candidata come capolista per il M5S nel collegio elettorale Sud.

A seguire gli europarlamentari uscenti Piernicola Pedicini, Laura Ferrara, Isabella Adinolfi e Rosa D'Amato. La lista prosegue con Michela Rescigno, Gianluca Ranieri, Mario Furore, Mariano Peluso, Enrico Farina, Vito Avallone, Alberto Claudio De Giglio, Danilo Della Valle, Franca Pulpito, Luigi Napolitano, Antimina Di Matteo, Valeria Di Nino e Stefania Gentile.


Europee, Candidati M5s Circoscrizione Italia Centro

Daniela Rondinelli, membro del gabinetto di presidenza del Comitato Economico e Sociale Europeo è la candidata capolista nella circoscrizione Centro. "Appartenente alla prima generazione Erasmus" spiega di voler introdurre il salario minimo europeo e il reddito minimo europeo" per "costruire un'Europa sociale".

Tre europarlamentari uscenti proveranno a riconfermarsi: Fabio Massimo Castaldo (vice presidente del Parlamento europeo dal 2017), Dario Tamburrano e Laura Agea. In lista anche il sindaco di Livorno Filippo Nogarin.


Europee, Candidati M5s Circoscrizione Italia Nord Ovest

La capolista M5S per il Nord Ovest si chiama Maria Angela Danzì, già segretario generale e direttore generale dei Comuni di Genova e Novara e della Provincia di Varese e insignita dell'onorificenza di Grande Ufficiale dal presidente della Repubblica.


Europee, Candidati M5s Circoscrizione Italia Nord Est

La giornalista d'inchiesta Sabrina Pignedoli​, autrice del libro 'Operazione Aemilia' che ha raccontato le infiltrazioni della 'ndrangheta nel Nord è la candidata capolista dei 5 Stelle nel Nord Est all'Europarlamento "per formare un fronte comune antimafia".

La capolista Pignedoli è seguita da Marco Zullo, Viviana Dal Cin, Alessandra Guatteri, Elena Mazzoni, Claudio Fochi, Nadia Piseddu, Matias Eduardo Dias Crescitelli, Cinzia Dal Zotto, Antonio Candiello, Ulderica Mennella, Carla Franchini, Salvatore Lantino, Simone Contro, Cristiano Zanella.


Nota bene: i nomi proposti saranno sottoposti al voto degli iscritti per la conferma.

Le europarlamentarie hanno premiato soprattutto l'esperienza: gli 11 europarlamentari uscenti sono risultati i più votati. Biglietto per Bruxelles anche per decine di consiglieri regionali e comunali uscenti. Tra i volti noti, spuntano solo l'ex Iena Dino Giarrusso -già in corsa alle scorse politiche ma rimasto fuori dal Parlamento- e il sindaco di Livorno Filippo Nogarin, che passa la selezione con 2.821 voti all'attivo.

Qui si può consultare il programma del Movimento 5 stelle

Tra i più votati nel secondo turno delle europarlamentarie su Rousseau l'eurodeputata uscente Eleonora Evi, Viviana Dal Cin prima tra i non eletti nella sua circoscrizione alle Politiche, il vicepresidente del Parlamento Ue Fabio Massimo Castaldo e l'eurodeputata uscente Laura Ferrara e Ignazio Corrao, anche lui a Strasburgo in questa legislatura. Tra i confermati l'eurodeputata uscente e tesoriere del M5S Europa - Tiziana Beghin e la ligure Silvia Malivindi ma anche e l'eurodeputato uscente Dario Tamburrano così come Laura Agea, Piernicola Pedicini e Isabella Adinolfi. Tra le novità la siracusana Flavia Di Pietro, avvocata e collaboratrice del gruppo M5S all'Ars e Alessandra Guatteri, ex consigliere comunale a Reggio Emilia.

Record di preferenze per Fabio Massimo Castaldo, vicepresidente del Parlamento Europeo, che ha raccolto 4.191 voti. Passa la selezione anche Diego Nesci, fratello della deputata Danila Nesci. La base M5S ha perdonato inoltre la gaffe -rimbalzata sulle testate online- all'avvocatessa cataneseMatilde Montaudo, che nel video di presentazione confuse Troika e Pereistroika, facendole passare la selezione con 1.254 preferenze. Avanzano inoltre il direttore dell'International University College di Torino, Giuseppe Mastruzzo, e Filomena Nuzzo, che lo scorso anno era stata definita 'l'anti-Boschi' in Trentino Alto Adige.


Redazione

LIRA PIÙ EURO INSIEME: LA TERZA VIA di Paolo Gottarelli e Nino Galloni


Il dibattito sull'uscita dall'Euro si è congelato. Quando se ne parla, ci si divide tra chi pensa che dovremmo uscire dalla moneta unica e chi pensa che dovremmo restare. E se ci fosse una terza via? E se fosse possibile restare nell'Euro e contemporaneamente avere la Lira? Si può avere una moneta riconosciuta sui mercati internazionali e una moneta ad esclusivo uso interno, che si può comprare ma non vendere? Di questa soluzione parlano oggi su Byoblu Paolo Gottarelli, medico chirurgo candidato alle Europee con i Popolari per l'Italia (https://www.paologottarelli.it/), e Nino Galloni, l'economista già direttore del Ministero del Lavoro e alto funzionario del Ministero del Tesoro, l'uomo che "fece paura a Kohl" (cit: https://www.youtube.com/watch?v=t_ssG...). Oltre alla terza via su Euro e Lira, Gottarelli interviene senza mezzi termini anche nel dibattito sulla libertà di scelta sui vaccini, e si candida ad essere l'uomo di riferimento per il popolo che si prepara a conferire due milioni di voti in meno per i candidati che non hanno rispettato le promesse elettorali. Ascoltatelo, a pochi giorni dal voto per le elezioni europee, in questa intervista esclusiva su Byoblu.

Redazione

21 maggio 2019

PERCHÉ VOGLIONO LIQUIDARE LO STATO NAZIONALE - Diego Fusaro



Diego Fusaro parte dall'asserzione di Carl Marx, secondo cui lo Stato non è altro che il comitato d'affari delle classi egemoni, ed arriva a spiegare qual è il vero obiettivo dietro al tentativo (in stato avanzato) di liquefare gli stati nazionali, di superare la sovranità, che è quello di mettere fuori gioco la democrazia nazionale, lo stato sociale e il compromesso sul welfare tra Stato e mercato.

Redazione

18 maggio 2019

IL FURTO DEMOCRATICO: quella terza camera dove votano i mercati - Luca Fantacci


Quando in Europa hanno deciso come far rispettare le regole, pensavano a un meccanismo sanzionatorio come quello della Commissione Europea. Invece oggi abbiamo un vincolo esterno molto peggiore: abbiamo i mercati. I mercati sono a tutti gli effetti una terza camera, dopo quella dei deputati e dopo il Senato, che vota e prende decisioni, semplicemente decidendo di spostare enormi masse monetarie in funzione dell'approvazione o meno di leggi e politiche di Governo a loro gradite. E quando i mercati non approvano, i governi cadono. Ma i mercati non sono eletti da nessuno: agiscono per mano di meri interessi speculativi. È il trionfo della religione dell'ego. Il Senato dei Mercati è un vero e proprio furto democratico.Di più, oltre a convitati di pietra in ogni votazione del nostro Parlamento, ci ritroviamo con burocrati e funzionari che continuano a ripetere che "l’Euro è solo una moneta. La moneta è una merce, un puro dispositivo tecnico necessario per il commercio e le relative transazioni finanziarie". I media mainstream, gli “esperti credibili”, i politici che sostengono il progetto europeo hanno cercato in tutti i modi di far passare questo messaggio. Ma la moneta, come spiega bene Alberto Bagnai nel suo intervento "Tre Proposte per l'Europa", è una istituzione. Lo è sempre stata. E ogni istituzione è al servizio di politiche che a loro volta sono al servizio di interessi particolari. La moneta è un’istituzione che regola i rapporti di forza.Luca Fantacci, docente di Storia economica all'Università Bocconi, mette in evidenza le criticità intrinseche al modello capitalistico, quelle dell’Euro e del vulnus democratico creato ad arte dal sistema di regole europee che ne sono alla base, ma ricorda anche i principi ispiratori dei Trattati di Roma , che erano tutt'altri rispetto a quelli attuali della competizione selvaggia, e suggerisce un’ipotesi di riforma a portata di mano nell'attuale contesto istituzionale. Byoblu ha ripreso per voi il suo intervento al convegno “Europa a un bivio: fine o rinascita?” promosso da “Parole Guerriere Seminari Rivoluzionari” lo scorso 10 maggio a Roma, Sala Capitolare del Senato.

Redazione

IL PIANO PER METTERE "A 90" GLI STUDENTI A SCUOLA - Pietro Ratto


Cos'è l'Associazione Treellle? Come influisce sull'istruzione pubblica? Perché, secondo Pietro Ratto, creerebbe le condizioni per mettere gli studenti "a 90°"? Pietro Ratto torna su Byoblu per raccontare la sua visione della scuola, i nemici che a suo parere la starebbero mettendo in crisi e le sue ricette per invertire la rotta.


Redazione

17 maggio 2019

Dott.ssa Simonetta Scirpo - Tribunale di Milano, sez. III civ. Riflessioni sull’Art. 164 bis disp. att. c.p.c. (“Infruttuosità dell’esecuzione forzata”)


Esecuzione Forzata 

Dott.ssa Simonetta Scirpo - Tribunale di Milano, sez. III civ.

Pubblicato Ignazio Palla 


Presentazione sul tema: "Dott.ssa Simonetta Scirpo - Tribunale di Milano, sez. III civ."— Transcript della presentazione:

1 Dott.ssa Simonetta Scirpo - Tribunale di Milano, sez. III civ.
Riflessioni sull’Art. 164 bis disp. att. c.p.c. (“Infruttuosità dell’esecuzione forzata”)Dott.ssa Simonetta Scirpo - Tribunale di Milano, sez. III civ.

2 La disposizione di legge
L’art.19, comma 2, lettera b) del D.L. n. 132 del 2014, convertito dalla legge n. 162 del 2014 introduce l’art. 164 bis disp. att. c.p.c. (“Infruttuosità dell’esecuzione forzata”): “Quando risulta che non è più possibile conseguire un ragionevole soddisfacimento delle pretese dei creditori, anche tenuto conto dei costi necessari per la prosecuzione della procedura, delle probabilità di liquidazione del bene e del presumibile valore di realizzo, è disposta la chiusura anticipata del processo esecutivo”.

3 Osservazioni di carattere generale 1
La relazione relativa al Disegno di legge di conversione del D.L n. 132 specifica che: “Il giudice dell’esecuzione sarà chiamato a compiere una specifica valutazione […] evitando che vadano avanti (con probabili pregiudizi erariali anche a seguito di azioni risarcitorie per danno da irragionevole durata del processo) procedimenti di esecuzione forzata […] manifestamente non idonei a produrre il soddisfacimento degli interessi dei creditori in quanto generatori di costi processuali più elevati del concreto valore di realizzo degli asset patrimoniali pignorati”.L’interesse tutelato dalla norma va individuato in quello dell’amministrazione della giustizia, con il fine di evitare un inutile dispendio di risorse.

4 Osservazioni di carattere generale 2
Sebbene nella formulazione dell’art. 164 bis i termini “ragionevole soddisfacimento” e “pretese (si noti, non “credito”) dei creditori” possano prestarsi ad interpretazioni non univoche, lo scopo fondamentale dell’esecuzione – quello cioè del rimborso, seppure parziale, del credito – e la stessa ratio della disposizione fanno senza dubbio escludere la prosecuzione di una procedura che recuperi solo le spese sostenute.In quest’ottica, il punto interpretativo si sposta sul termine ‘ragionevole’, una connotazione qualitativa che, se da un lato implica senza dubbio che il soddisfacimento debba essere ‘non esiguo’, dall’altro non si traduce comunque in una valutazione quantitativa – anche solo di massima, nello spirito di una ‘linea guida’ – di concreta applicabilità.

5 Un ausilio quantitativo
Sulla scorta dell’ultima osservazione, per il giudice chiamato a compiere le valutazioni del caso può rivelarsi di utile ausilio un modello matematico (al momento ancora in evoluzione ma con risultati preliminari senza dubbio promettenti) sviluppato nell’ambito di un progetto ‘pilota’ che coinvolge alcuni giudici della III sez. civ. del Tribunale di Milano.Il modello è stato sviluppato da un consulente del Tribunale allo scopo predittivo di valutare il numero di aste disponibili prima che una procedura esecutiva divenga ‘infruttuosa’ o ‘antieconomica’.L’idea iniziale è partita dagli stessi giudici che, nell’ambito del progetto summenzionato, hanno intuito che probabilmente si sarebbe potuto utilizzare per lo scopo il notevole, se non a volte sorprendente, potere predittivo della matematica.

6 Una breve parentesi: il potere predittivo della matematica
Nel 1846, sulla base di osservazioni di anomalie dell’orbita di Urano (rispetto all’orbita calcolata con la legge di gravitazione di Newton), con soli calcoli matematici l’astronomo-matematico Le Verrier previde l’esistenza e la posizione di un ‘pianeta perturbante’ più esterno. L’allora sconosciuto pianeta, poi battezzato Nettuno, fu visto dall’osservatorio di Berlino circa un mese dopo, a meno di un grado dalla posizione prevista da Le Verrier.Negli anni il fisico Dirac previde matematicamente l’esistenza del positrone (antiparticella dell’elettrone), che fu poi sperimentalmente rilevato alcuni anni dopo, esattamente con la massa e la carica elettrica previste. Non molto dissimile, ma più famosa perché ne hanno parlato anche i giornali, è stata la storia bosone di Higgs, teorizzato dal fisico Higgs negli anni ’60 e rilevato al CERN di Ginevra solo qualche anno fa.Forse meno eclatante ma non meno importante è il fatto che ormai i modelli matematici di valutazione e previsione sono ampiamente utilizzati in moltissimi campi: fisica e ingegneria in primis, ma anche in biologia, medicina, economia e sociologia.

7 Il modello di previsione
Sulla base del credito iniziale, della stima dell’immobile e su una previsione indicativa media della diminuzione percentuale del prezzo ad ogni asta, il modello determina il numero di aste possibili prima che insorga l’infruttuosità o l’antieconomicità.Nel modello, una procedura diviene ‘infruttuosa’ quando il ricavato copre le spese sostenute più una certa percentuale (al momento il 15%, ma questo parametro è facilmente modificabile) del credito. Diversamente, la procedura diviene ‘antieconomica’ quando il ricavato serve solo a coprire le spese sostenute.La struttura logica del modello è illustrata nel grafico della slide successiva, dove la linea nera rappresenta il prezzo (che scende), la linea rossa le spese (che salgono) e la linea blu le spese più il 15% del credito. L’infruttuosità si instaura quando la linea nera interseca la blu, l’antieconomicità quando interseca la rossa.

8 Esempio illustrativo: la struttura logica del modello

9 Lo schema di calcoloL’instaurarsi dell’infruttuosità e dell’antieconomicità sono determinati, rispettivamente, dai valori di n (num. aste) per cui le quantitàdivengono negative, laddove in entrambe le equazioni il primo termine valuta la discesa del prezzo (linea nera nel grafico) mentre il secondo termine tra parentesi corrisponde, nella prima equazione, alla linea blu e, nella seconda, alla linea rossa.Le spese crescono linearmente con il numero delle aste e sono state valutate con un’analisi di regressione lineare sugli effettivi dati di spesa di circa 30 procedure esecutive (con il molto soddisfacente risultato di un coefficiente di correlazione lineare del 98.5%).Il calcolo viene effettuato con un semplice foglio di Excel appositamente predisposto nel quale basta inserire il credito e la stima iniziale dell’immobile.

10 I risultati e le previsioni
Usando i dati effettivi di 40 procedure ancora in corso il modello ha stimato sia il prezzo che le spese sostenute con un errore relativo medio minore del 2%.Sulle 40 procedure le previsioni del modello indicano che il numero di aste medio per l’infruttuosità è 5.9 mentre il numero di aste medio per l’antieconomicità è 9.1.Come si è detto, attualmente il ‘ragionevole soddisfacimento’ è stabilito solo in termini relativi (il 15% del credito). Questo parametro, tuttavia è facilmente modificabile e per gli ulteriori sviluppi si potrebbe adottare un criterio ‘misto’ che tenga conto anche del valore assoluto del credito (per es. una percentuale che decresce all’aumentare del credito).

11 RiferimentiSimonetta VINCRE, Infruttuosità dell’espropriazione forzata, articolo all’interno del libro: Le nuove riforme dell’esecuzione forzata, Giappichelli editore, 2016.Ordinanza del Tribunale di Como del e commento in Nuova Giurisprudenza Civile Commentata 2015, Vol. I, pagPaola Romana LODOLINI, La chiusura anticipata della procedura per infruttuosità e l’estinzione per mancato espletamento della pubblicità sul portale delle vendite pubbliche, Scuola Superiore della Magistratura, Scandicci, 25 novembre 2015.Paolo Luciano GATTI, Valutazioni sull’infruttuosità e antieconomicità del procedimento esecutivo: sviluppi e modifiche del metodo 2. Nota preliminare del 16 febbraio 2017.

Dott.ssa Simonetta Scirpo - Tribunale di Milano, sez. III civ.

Pubblicato Ignazio Palla  

Redazione

16 maggio 2019

COS'È L'AUSTERITY? CHIEDILO A UN GRECO. Tiziana Alterio intervista Raffaello Saracini



Sono stato ad Atene con Tiziana Alterio per realizzare un reportage sugli effetti dell'austeity in Grecia, uno dei paesi maggiormente colpiti da questo insieme di strumenti finanziari che hanno come unico effetto strangolare le economie nazionali fino a far inginocchiare le popolazioni. E tutto questo a vantaggio di chi? Il nostro secondo incontro è stato con Raffaello Saracini, cittadino greco di origini italiane. Raffaello ci ha raccontato la Grecia durante e dopo la crisi, dal punto di vista di chi l'ha subita maggiormente. Ma nonostante tutto lui come altri hanno trovato un'opportunità nella crisi. Ascoltate qui. Seconda tappa dell'#AusteriTour su #mepiu, intervista di Tiziana Alterio (www.tizianaalterio.it), riprese e montaggio di Eugenio Miccoli.

Redazione

TRE PROPOSTE PER L'EUROPA - Alberto Bagnai



Integrale dell'intervento di Alberto Bagnai, al convegno "L'Europa a un bivio: fine o rinascita?", registrato per voi, venerdì scorso, dalle telecamere di Byoblu. Alla fine, Bagnai enuclea una prima formulazione di tre proposte che si potrebbero facilmente portare in Europa, e che già da sole migliorerebbero lo stato attuale dell'economia.

Redazione

LA CARNEFICINA DELL'AUSTERITÀ, SPIEGATA CON I DISEGNINI - Antonella Stirati


Integrale dell'intervento di Antonella Stirati, al convegno "L'Europa a un bivio: fine o rinascita?", registrato per voi, venerdì scorso, dalle telecamere di Byoblu. La Stirati mostra inequivocabilmente, attraverso l'uso di grafici e dati, come la crisi sia stata autoindotta, mediante il meccanismo di austerity imposto dalla UE di Mario Monti. Di Antonella Stirati, su Byoblu, guarda anche "Stato o Mercato? I dati economici falsi diffusi da media – Antonella Stirati"

Redazione

14 maggio 2019

PERCHÉ NON SCOPPIA PIÙ UN SESSANTOTTO! - Ivano Spano


PERCHÉ NON SCOPPIA PIÙ UN SESSANTOTTO! - Ivano Spano

La crisi del Capitalismo che stiamo vivendo e che sta segnando negativamente e profondamente la nostra esperienza, è crisi di lungo periodo e investe tutta la realtà. Il suo superamento diventa un compito inderogabile e urgente in quanto i suoi imperativi, le sue regole, la sua stessa natura si sono mostrati incompatibili con la conservazione della vita e minacciano, oltre alle basi naturali di quest'ultima, la possibilità di caricarla di un senso comprensibile. Il Capitalismo non regge più la sfida della storia ovvero quella che è stata, di fatto, la sua "religione", una ideologia con cui ha ottenuto il consenso e ha sottomesso le masse: la coincidenza tra interessi privati (del capitale) e interessi pubblici (di ognuno di noi). La crisi esprime e sottende, soprattutto, la necessità urgente di ricercare un "orizzonte di senso" che si apra all'esigenza di emancipazione, di autonomia e di reale libertà. Non è, dunque, che il processo attraverso il quale una nuova forma di vita sociale preme per venire alla luce. Byoblu intervista il professor Ivano Spano, autore del libro "Per l'autogoverno della società civile", contenente un saggio di Paolo Maddalena. Spano è docente senior dell'Università di Padova, psicanalista e responsabile del Gruppo di Studi Politici e Ricerca denominato "Democrazia locale, aldilà del politico, una rivoluzione dal Basso". È stato vincitore del concorso dell'Unione Europea per l'organizzazione e la gestione dell'Alta Scuola di Perfezionamento su "Complessità sistemica e sviluppo sostenibile", ha organizzato e diretto la Scuola Superiore di Criminologia e Criminologia clinica dell'Université Européen Jean Monnet di Bruxelles e la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia e di Specializzazione in Naturopatia della stessa Università. Dal 2016 Segretario Generale e Docente dell'Università Internazionale delle Nazioni Unite per la Pace. È responsabile di molte ricerche di rilevante interesse nazionale ed è autore di oltre 70 volumi a carattere scientifico. Su Byoblu, oggi lo intervista Francesco Carraro, scrittore, giornalista e avvocato. 

Redazione

13 maggio 2019

Così Zuckerberg vende i nostri dati ai politici (e influenza le elezioni)



Così Zuckerberg vende i nostri dati ai politici (e influenza le elezioni)
Facebook ogni giorno analizza i suoi utenti e li categorizza in base alle loro preferenze politiche. I dati sono poi forniti ai competitor elettorali. Un modo di sfruttare le divisioni dei paesi a scopo politico

Dividere la società in quattordici gruppi distinti in base all’ideologia politica non è un compito eccessivamente improbo, soprattutto se si è in possesso di database che contano miliardi di persone. Dopo lo scandalo degli annunci politici che sarebbero stati pagati dalla Russia con l'obiettivo di interferire con le elezioni presidenziali americane, Facebook torna al centro del dibattito a causa di un articolo uscito su Buzzfeed il 30 ottobre, dove viene spiegato come durante le elezioni il social network abbia fornito agli inserzionisti un prospetto della società americana divisa per target. Uno spaccato che è un punto di partenza utile per sfruttare – esasperandole - le divisioni del Paese a scopo politico. Partendo da una banale divisione in cinque segmenti legati alle preferenze politiche che vanno dai “molto liberali” ai “molto conservatori”, facebook ha analizzato la società attraverso variabili quali età, interessi, avversioni, religione e razza. Quello che ne esce è il quadro di una società americana tra le più divise di sempre, fotografata mentre vive una stagione elettorale estremamente tesa.



Si parla dunque di divisione, o meglio delle divisioni che traspaiono dalle tracce che lasciamo ad ogni passo, ogni giorno, mentre coltiviamo le nostre relazioni sul web. Non è una novità che gli algoritmi di facebook lavorino etichettando i profili e guidandoli verso gruppi con un alto tasso di omofilia: navighiamo in comunità in stretta relazione, ma spesso senza cognizione di causa. La lente attraverso cui Mr. Zuckerberg ci presenta il mondo può essere più o meno simile a quella dei nostri coetanei. Le diottrie che ci separano si definiscono in base ai like delle pagine che seguiamo, ai commenti politicamente scorretti che rilasciamo e agli hashtag che utilizziamo. A livello politico questi dati, assieme ad altri dati provenienti da questionari e dalle analisi dei voti delle elezioni, sono una miniera d’oro che aziende come laCambridge Analytica – millantata di aver portato Trump alla vittoria nelle ultime elezioni americane - possono utilizzare “per trovare gli elettori più inclini a essere persuasi a votare” per il candidato per cui l’azienda lavora. Come spiegava sul Sole 24 Ore un data scientist della Cambridge Analytica che ha lavorato durante la scorsa campagna elettorale americana, “il nostro compito principale era identificare potenziali elettori di Trump. A livello di Data science, ci occupavamo di analisi di dati in arrivo giorno dopo giorno. E questi venivano usati per aggiornare modelli predittivi”, e ancora: “mi occupavo di creare questi modelli per stimare la preferenza di certi gruppi di elettori per il candidato o per modellare la probabilità di presentarsi alle urne o la sensibilità verso particolari questioni di politica”. In un video di presentazione pubblicato nel settembre del 2015 la CA illustrava brillantemente il magico e scintillante mondo delle campagne politiche al tempo dei big data ben prima che Trump fosse intercettato dai radar dell’opinione pubblica internazionale. Quello che ne viene fuori è uno spaccato di politica asettica, dove l’elettore è preda di una comunicazione camaleontica che tende ad essere sempre più personalizzata e invadente.

Distopie e determinismo tecnologico a parte, i politici non nascono in provetta, e un’ottima campagna elettorale, anche se altamente intrusiva come quelle anelate dalla CA, non potrà mai cambiare, con un artifizio di algoritmi e formule matematiche, il destino di una nazione. E né tantomeno le fake news di cui si sente parlare ormai ovunque, dalle aule del parlamento ai maggiori talk show di prime time, sostituiranno la realtà con un suo posticcio surrogato – a proposito è curioso rilevare come, nell’ambito delle fake news, gli elettori di Bernie Sanders, a differenza di altri, “non credono a nessun articolo che non contenga prove credibili”; una piccola conferma in più che il problema delle notizie false in realtà non riguarda tutta la società, ma, probabilmente, solo alcune fasce sensibili.

Il tema qui è un altro: la divisione. La società in cui viviamo è sempre più frammentata e chiusa in gruppi, e allo steso tempo l’esperienza online tende ad essere sempre meno inclusiva e più esclusiva. In questo caso, i dati che facebook ha propinato agli inserzionisti danno un’idea perfetta dello spirito del tempo: un prospetto che rappresenta tutta la popolazione, divisa all’interno di sacche ideali che ci racchiudono e ci definiscono, senza soluzione di continuità. Come si è lasciato scappare il ministro Orlando davanti ai microfoni di Report qualche settimana fa: “E’ il capitalismo, baby”, e tu, in questo mare di dati, ci puoi soltanto navigare a vista. Cercando di non annegare.

Redazione

12 maggio 2019

I PAESI CON LE MAGGIORI RISERVE



I PAESI CON LE MAGGIORI RISERVE
A beneficiare della situazione dovrebbero essere i Paesi con le maggiori riserve, ma non sempre è così. Il Venezuela, con 300,9 miliardi di barili di riserve, è il primo paese al mondo per risorse naturali di greggio, secondo la mappa di HowMuch.net, che utilizza i dati del CIA World Factbook. Eppure questa ricchezza naturale non è stata sufficiente per salvare il paese dalla sua recente crisi economica e umanitaria.
Il secondo posto, nella classifica dei Paesi con più riserve, va all’Arabia Saudita, con 266,5 miliardi di barili, mentre il Canada vanta riserve per 169,7 miliardi. Seguono Iran con 158.4 miliardi di barili e Iraq con 142 miliardi. Chiudono la top ten Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Russia Libia e Nigeria.
Undicesimo posto per gli Stati Uniti, seguiti da Kazakhstan, Cina, Qatar e Brasile.
Anche in Italia c’è il petrolio: 0,6 miliardi di barili di riserve.



I COSTI DI PRODUZIONE
Avere una grande quantità di risorse naturali, però, non sempre basta. A volte, infatti, un paese potrebbe non essere in grado di produrre e vendere quel petrolio. Paesi come il Canada e il Venezuela sono ostacolati dalla geologia che rende difficile l’estrazione del petrolio e dunque più costosa (rispettivamente 11.56 dollari al barile e 7.94). Costi altissimi anche per il Regno Unito: 17.36 dollari al barile.
In Arabia Saudita, invece, estrarre petrolio costa circa 3 dollari al barile, e questo rende la risorsa sfruttabile e strategia per l’economia del Paese. Ancora meno costa l’estrazione in Iran: 1.94 dollari al barile e in Iraq: 2.16. Prezzi bassissimi anche in Russia: 2.98 dollari.


Redazione

PROGRAMMA ELEZIONI EUROPEE 2019 - MOVIMENTO 5 STELLE


Il programma del Movimento 5 Stelle per le elezioni europee


Il countdown è iniziato. Alle elezioni europee del prossimo 26 maggio i cittadini si riprenderanno l’Europa tenuta in ostaggio da partiti, lobby, banchieri e burocrati. Con i vari JunckerMoscovici e Dombrovskis ha prevalso l’Europa degli egoismi e delle ipocrisie, l’Europa che applica le regole per alcuni e le “interpreta” per altri, privilegiandoli di fatto. 
La politica dei ‘due pesi e due misure’ non ha prodotto risultati anzi, ha allontanato sempre di più i cittadini dalle Istituzioni europee, rendendo vano ogni tentativo di cambiamento e di riforma. Ma noi abbiamo bisogno di un’Europa forte e autorevole che possa fronteggiare le sfide globali alla pari con Stati Uniti, Russia, Cina o India.
Per far ritornare la fiducia e per rimettere in carreggiata il progetto europeo fiaccato da anni di crisi e di errori, l’Europa deve tornare a essere una comunità dove i cittadini vengono messi al primo posto e i privilegi e gli interessi dei potenti vengono cancellati. La nostra forza sono i cittadini, quelli che hanno scelto il 4 marzo 2018 il cambiamento. 
IL PATTO DEL NAZARENO EUROPEO
I partiti dell’establishment che governano le Istituzioni europee da 20 anni, PPE (Forza Italia) e S&D (Partito Democratico), sono in crisi ovunque. Il PPE è il partito dei falchi dell’austerity e attualmente esprime il Presidente della Commissione (Juncker), del Parlamento europeo (Tajani) e del Consiglio europeo (Tusk). Negli ultimi cinque anni i socialisti hanno espresso 8 Commissari europei, 1 Presidente del Parlamento europeo per metà legislatura e 7 Presidenti di Commissione al Parlamento europeo, tra cui le importantissime Commissione Commercio, Commissione Problemi economici e monetari e Commissione Libertà Civili. Questi dati dimostrano che anche in Europa c’è il patto del Nazareno ed è espresso dalla coabitazione di PPE e S&D, veri responsabili delle politiche fallimentari europee di questi anni. In campagna elettorale questi partiti diranno che risolveranno i problemi, prometteranno mari e monti, ma le loro idee puzzano di naftalina.
Al contempo, i vari partiti ultranazionalisti presenti in Europa sostengono posizioni lontane dagli interessi dell’Italia e degli italiani. Lo abbiamo visto quando hanno votato a favore della macrocondizionalità che prevede la sospensione dei fondi europei per i Paesi che non rispettano i vincoli di bilancio. Ma il loro assalto è stato respinto. 
La macchina elettorale dei partiti è già in moto. Hanno racimolato 370 milioni di euro durante l’ultima legislatura tra contributi pubblici versati nelle casse di partiti politici europei e soldi erogati alle fondazioni. Il Movimento 5 Stelle fin dal 2014 ha rifiutato questo contributo perché – e lo dimostriamo tutti i giorni – siamo convinti che si possa fare politica con la passione delle proprie idee. La politica è un servizio alla collettività. 
I NOSTRI ‘COMPAGNI DI VIAGGIO’
Per cambiare l’Europa servono compagni di viaggio. Prima a Roma, poi a Zagabria, il capo politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio ha partecipato a degli incontri in cui ha presentato ai cittadini e alla stampa i futuri alleati del Movimento 5 Stelle per cambiare l’Europa: i polacchi di Kukiz’15, guidati da Pawel Kukiz, i croati di Zivi Zid, guidati da Ivan Sinčić, e il partito greco Akkel di Evangelos Tsiobanidis. Ma dopo il 26 maggio saremo molti di più. Entreranno per la prima volta al Parlamento europeo forze giovani, moderne, dinamiche e con tanta voglia di fare.
5 ANNI AL PARLAMENTO EUROPEO, 5 ANNI DI SUCCESSI
In questi anni al Parlamento europeo abbiamo ottenuto dei risultati importantissimi per i cittadini. Abbiamo dimostrato che, se c’è la volontà politica, le cose possono cambiare. Abbiamo scritto il regolamento sulle nuove etichettature energetiche e quello che velocizza le procedure di asilo dei richiedenti. Grazie al nostro lavoro l’Europa ha cofinanziato il 95% delle spese per la ricostruzione post-terremoto Centro Italia e verranno abbassati i limiti Co2 su auto e furgoni nuovi. 
Il nostro voto è stato decisivo per rigettare l’incorporazione del Fiscal Compact nel diritto dell’Unione europea e sul taglio dei fondi ai Paesi che non rispettano i vincoli dell’austerity. Porta il nostro nome la direttiva antiriciclaggio, quella sui cancerogeni che aumenta le tutele dei lavoratori e il rapporto sulle dogane che combatte la contraffazione e difende l’eccellenza del Made in Italy dagli attacchi della concorrenza sleale. Anche grazie alla nostra battaglia l’Europa ha detto addio alla plastica monouso, ha messo un freno all’invasione di riso proveniente dalla Cambogia mettendo i dazi e ha imposto maggiori tutele per i whistleblower. Grazie a noi tantissimi cittadini sono riusciti a discutere la petizione che avevano presentato al Parlamento europeo portando a Bruxelles le istanze del territorio.
AL CENTRO DEL PROGRAMMA L’ITALIA, I CITTADINI, LE IMPRESE, IL FUTURO

Inizia oggi un approfondimento tematico di tutti i punti del programma, suddiviso in sei grandi macroaree:
1) Nuova Europa: più democrazia diretta e stop privilegi.

2)
 Stop austerity: piena occupazione e sviluppo sostenibile
3) Tutela delle persone, della salute e dell’ambiente.
4) In Europa per il Made in Italy.
5) Politica migratoria comune per la redistribuzione europea.
6) Lotta alla grande evasione, alla corruzione e alla criminalità.
In Europa c’è bisogno di noi, in Europa c’è bisogno di voi. Cambiamola insieme questa Europa.

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Redazione

11 maggio 2019

QUEI PAZZI CHE VOGLIONO CAMBIARE IL MONDO - Valerio Malvezzi


Per il nuovo ciclo di lezioni #ByobluAcademy, Valerio Malvezzi incontra i ragazzi del Liceo Linguistico Musicale delle Scienze Umane "Leonardo Da Vinci", ad Alba (Cuneo), e racconta loro che cos'è la nuova Economia Umanistica e perché deve sostituire in fretta il mostruoso, incomprensibile e infernale macchinario messo in piedi del pensiero neoliberista che opprime i popoli e mette gli uomini gli uni contro gli altri. Solo coloro che sono abbastanza pazzi da pensare di poter cambiare il mondo, sono quelli che alla fine davvero ci riescono.


Redazione

10 maggio 2019

L'IMPRESA DISPERATA - Mauro Scardovelli fonda UniAleph, la libera università popolare



Ci troviamo di fronte al sistema più ingiusto che l'uomo è mai riuscito a creare sulla Terra: il neoliberismo. Abbatterlo è un'impresa disperata. Ma la forza della disperazione travolge tutto. Vincere è possibile. Ma prima, bisogna cambiare tutto, a cominciare dallo studio e dall'Università. Mauro Scardovelli fonda UniAleph, la libera università popolare.

09 maggio 2019

COSA FARESTI CON CENTO MILIONI DI EURO? Guido Grossi


Se all'improvviso tu avessi a disposizione cento milioni di euro, quale desiderio vorresti esaudire? Quali sono i tuoi sogni, le tue fantasie, le tue aspirazioni? Qualcuno si comprerebbe un aereo per girare il mondo, o magari si costruirebbe una mega villa con piscina. Qualcun altro potrebbe perfino pensare di ammucchiare monetine per farci il bagno come Zio Paperone.Ma se invece la tua ambizione fosse aprire un negozio di frutta, una fabbrica di pannelli solari, un esercizio per fisioterapisti? E se non avendo vinto al Superenalotto, tu ti presentassi in banca col tuo progetto, con il tuo business plan e tante slide, cosa ti risponderebbe l’impiegato di fronte a te? Ti risponderebbe questo: "se io ti finanzio, dovrai guadagnare abbastanza denaro da potermene restituire di più di quelli che ti ho prestato". Ma anche cosi non basterebbe, perché se poi il tuo progetto non dovesse funzionare, l'impiegato vorrebbe a garanzia tutti i tuoi beni, cioè tutta la tua vita.Finché le banche erano pubbliche il loro compito era tutelare il risparmio e selezionare i progetti che avrebbero permesso alle persone di realizzare i loro sogni: una casa, una ricerca innovativa, un’impresa che produca fatturato e che permetta alle persone che la conducono di sostenere se stesse e le loro famiglie. Ma oggi... Oggi le banche sono diventate tutte private. E questo cambiamento nel sistema economico non è stato frutto del caso. Capire che intere nazioni sono state impoverite con un piccolo ma insidioso stratagemma, senza che i popoli se ne accorgessero, è solo il primo passo: il secondo è ribellarsi. Ribellarsi a un sistema che non abbiamo scelto, allo scopo di cambiarlo. L’associazione Facilitascolto è nata con il proposito di far comprendere che economia e finanza sono materie accessibili a tutti, se osservate dalla giusta prospettiva, e che non solo è materialmente possibile, ma che è anche liberatorio organizzare le cose in maniera diametralmente opposta, finalmente in linea con nostri bisogni più profondi. Byoblu vi propone la prima lezione di un percorso appena iniziato, una "Macroeconomia dell'anima", e ad aprire questo nuovo capitolo non poteva essere che Guido Grossi, l'uomo che ha denunciato "il furto del debito pubblico" e che ha cercato di spiegarti "perché sei povero", video che hanno totalizzato già milioni di visualizzazioni. Presto, su Byoblu, sarà disponibile il corso intero, tenuto da Guido Grossi, Francesco Neri, Letizia Mancini, Carmen Romor e Marco Ubaldini. Tre moduli per diciotto incontri in tutto, che giungeranno a compimento nell'arco di tre mesi. —- Se non lo hai ancora fatto, guarda i video di Guido Grossi: Il furto del debito pubblico, spiegato bene https://youtu.be/r5fQKEPYD7A Perché sei povero https://youtu.be/J-jWFOCBW1E

Redazione

06 maggio 2019

COSE CHE NON SAI DEI ROCKERFELLER E DEI WARBURG - Pietro Ratto


COSE CHE NON SAI DEI ROCKERFELLER E DEI WARBURG - Pietro Ratto


Torna Pietro Ratto dopo il mezzo milione di visualizzzione di "COSE CHE NON SAI DEI ROTHSCHILD", e lo fa con la prosecuzione ideale della sua inchiesta precedente, questa volta per parlare dei Rockefeller e dei Warburg, le potenti dinastie di banchieri, delle loro origini, delle prove che dimostrano il loro legame, delle spinte che da Amburgo li portano dritti alla famosa riunione di Jekyll Island dopo la quale, negli Stati Uniti d'America, venne fondata la Federal Reserve, del "complotto del Titanic", ma anche dei finanziamenti ai grandi dittatori del '900 e del "discorso di Benjamin Freedman" che svelò retroscena terribili sugli accordi venuti allo scoperto durante i Trattati di Versailles, così come della rapida costruzione del monopolio petrolifero e dell'alleanza globale tra tutte le principali dinastie, durante una fatidica riunione avvenuta nel 1963. L'insegnante, scrittore e filosofo Pietro Ratto presenta su Byoblu "Rockefeller e Warburg. I grandi alleati dei Rothschild. Le famiglie più potenti della terra". Leggilo qui: https://amzn.to/2GZSXmx ___


Redazione






03 maggio 2019

EUROPA QUO VADIS- LA SFIDA SOVRANISTA ALLE ELEZIONI EUROPEE - Paolo Becchi Giuseppe Palma


Le elezioni europee sono ormai alle porte, ma nessun partito sembra raccogliere la sfida sovranista con le giusta grinta e le giuste idee. Paolo Becchi e Giuseppe Palma hanno invece le idee ben chiare su cosa dovrebbero fare i partiti sovranisti per raccogliere la sfida e rispondere alla domanda: "Europa, Quo Vadis?". Un'ora e mezza di approfondimenti, dalla nascita dell'Unione Europea al cappio dei trattati, passando l'analisi delle concrete possibilità che offrono le elezioni ormai alle porte e tutti i suggerimenti per sfruttarle, partendo da un testo che si candida ad essere la guida definitiva per il cittadino che vuole arrivare in maniera consapevole all'impegno con il voto su Bruxelles, e che si può leggere qui: https://amzn.to/2LkcZxt

Redazione

FUBINI CONFESSA: SUL CORRIERE DELLA SERA HO NASCOSTO 700 BAMBINI DECEDUTI IN GRECIA - Diego Fusaro



"Diego Fusaro sulla confessione di Federico Fubini, che ammette in un programma televisivo di avere omesso il dato dei 700 bambini greci uccisi dall'austerity di Bruxelles, per non alimentare i consensi ai partiti populisti. Un caso da manuale di come funziona il sistema di informazione del cosiddetto mainstream, che intende il popolo come un soggetto da manipolare per asservirlo alle proprie strategie politiche. Questo è il giornalismo in Italia. Questo è necessario combatattere, creando un nuovo modo di fare informazione. E questo, con i suoi errori di gioventù e con i suoi entusiasmi, è quello che sta nascendo grazie dalla rete e grazie ai siti di informazione libera che si finanziano con i propri lettori e non vengono pagati dai portatori di interessi particolari". ___ Vieni a discuterne qui, siamo già a centinaia di migliaia: http://www.byoblu.com/unisciti-alla-g...

Redazione

Diventa un monaco guerriero! Salvatore Brizzi



"Non il pane, ma la forza degli ideali tiene in vita l'uomo". E ancora: "C'è una cosa più forte di tutti gli eserciti del mondo. E questa cosa è un'idea il cui momento è ormai giunto". Ma anche: "La democrazia in senso letterale non è oggi possibile, ma se il popolo non si rende conto di questa impossibilità e vuole comunque illudersi che gli possa esser data la possibilità di autogovernarsi, allora un'oligarchia è autorizzata a stabilirsi al potere per decenni facendosi chiamare 'governo democratico'". Questi sono solo alcuni dei passaggi che si possono leggere sul libro di Salvatore Brizzi, editore e scrittore: "La rinascita italica. Ritrovare l'amor patrio attraverso il lavoro su di sé" [che si può leggere qui: https://amzn.to/2GVurD5], nel quale Brizzi parla della figura del monaco guerriero e spiega come non restare intrappolati all'interno dei propri gusci, cioè la mente, i pensieri, le emozioni e il corpo, ma raggiungere l'essenza dell'Uomo. In altri termini, o riusciamo ad ottenere un perfetto controllo delle nostre emozioni, dei nostri pensieri, oppure accettiamo che ci sia qualcun altro che li sta manipolando. Solo a queste condizioni la politica tornerà a rappresentare pienamente i nostri interessi e a soddisfare le nostre aspettative.

Redazione

01 maggio 2019

Landini, dov’eri quando è stata fatta la Fornero? Dov’eri quando è stato abolito l’art. 18 con il Job’s Act? Dov’eri quando è stata precarizzata una intera generazione di giovani?


Landini, dov’eri quando è stata fatta la Fornero? Dov’eri quando è stato abolito l’art. 18 con il Job’s Act? Dov’eri quando è stata precarizzata una intera generazione di giovani?

Maurizio Landini ha la faccia tosta di attaccare il Governo Conte.

Ha attaccato il Governo del Cambiamento che ha ridato dignità ai lavoratori cui era stata tolta dai governi PD, soprattutto da quello di Renzi, e contro il quale il suo sindacato non ha mosso un dito.

Dov’era Landini quando i governi PD facevano macelleria sociale con i giovani togliendo loro dignità, diritti sociali, futuro, lavoro e qualsiasi speranza? I governi PD hanno tolto tutto ai giovani, persino ciò che non costa nulla: la speranza!

E tu Landini dov’eri quando si faceva questo scempio sociale?

Dov’eri Landini quando i governi PD hanno impedito di andare in pensione a chi ne aveva già maturato il diritto?

I governi PD Hanno creato la categoria nuova degli ‘esodati’, quelli senza lavoro e senza pensione pur avendo diritto a prenderla, e Landini dov’era?

In cambio di diritti civili farlocchi buoni a gettare fumo negli occhi hanno acconsentito a cedere la sostanza dei diritti sociali ed economici.
Nel mentre che riempivano la testa ai giovani e meno giovani di lotta per i diritti civili, hanno acconsentito a svuotare le loro tasche del poco che avevano e a lasciarli senza i diritti che erano riusciti a conquistare i loro nonni e i loro padri.

Con voi al governo della CGIL i lavoratori sono tornati indietro di due generazioni.

Tu siedi dove si è seduto a lavorare Di Vittorio e dopo di lui, Lama, ma non ti viene il pensiero che si stanno girando e rigirando nella loro tomba pensando a cosa è diventata la CGIL.

Oramai la tua CGIL riesce a parlare a nome di un po’ di pensionati e a qualche pezzo di Confindustria.

C’è da esser fieri di manifestare insieme a Confindustria contro il Governo e contro le prime leggi che ridanno un po’ di fiato ai più deboli, quelli che la CGIL non è stata in grado o non ha voluto difendere?


Roba che se avessero tentato di farla con Di Vittorio avrebbe fermato l’Italia.

Ma voi della GGIL di questi anni sciagurati avete preferito ascoltare Napolitano, piuttosto che prendere esempio dal più grande e indimenticabile capo della CGIL. Uomo di poche parole e di molti fatti.

E sì Napolitano è stato l’artefice della distruzione dello Stato Sociale voluto dalla CGIL a dal PCI dei tempi migliori.

È lui che ha dettato la linea ai governi ‘del presidente’ non passati per mandato popolare, a partire da Monti, a seguire con Letta e Renzi.

Napolitano ha distrutto in pochi mesi ciò che i padri della sinistra italiana hanno costruito con enormi sacrifici in decenni di lotte sociali.

Vorrei perciò correggere Di Battista, perché se per i fatti del 2011 riguardanti la Libia Napolitano si comportato con viltà, per quanto riguarda i diritti sociali si è comportato con viltà e codardia nei confronti dei potentati economico-finanziari globali acconsentendo di fare su loro dettatura macelleria sociale, ma anche con ipocrisia nei confronti del mondo del lavoro, che ha sostanzialmente obbligato a seguire i suoi dettami, cioè i dettami globalisti a cui lui steso a obbedito per primo.

La CGIL di Landini non è stata in grado di difendere i diritti che i segretari della CGIL prima di lui avevano conquistato.

E questa tragica scelta l’hanno fatta per obbedire a Napolitano, uno a cui Berlinguer non consentiva neanche di varcare la soglia della porta del suo ufficio alle Botteghe Oscure.

Landini con quale credibilità vai a fare manifestazioni contro il Governo Conte?

Fanno dunque bene a non perdere tempo nel riceverti.

Cambia prima realmente la CGIL, falla per lo meno rassomigliare a quella delle origini, a quella di Di Vittorio, e poi potrai, dopo qualche anno di duro lavoro, andare a negoziare con credibilità.

Con forza e non col capello in mano.

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