23 agosto 2017

Superficiale

Essere frivoli, dare importanza alle cose inutili, che non contano veramente. Per esempio guardare ad una persona SOLAMENTE per la sua bellezza fisica, anche se magari è incolto e ha il cervello con un solo neurone... Oppure non dare importanza niente, vivere senza uno scopo, così, senza curarsi di niente...

Enzo Sciarra

06 giugno 2017

TECNOLOGIA RIVOLUZIONARIA REALIZZATA DA ITALIANI: LA TRASMISSIONE DELL'ENERGIA ELETTRICA SENZA FILI (IDEA DI TESLA)



Rete elettrica addio: non piu' tralicci, cavi, piloni che impattano sul paesaggio e sull' ambiente, non piu' spine e prese elettriche in casa, il futuro dell'energia e' "senza fili", in un prossimo scenario, sara' infatti una nuova formula legata all'energia e alla massa a trasportare l'elettricita'.

Questo new deal energetico, che prende spunto da alcuni esperimenti fatti a fine Ottocento da Nikola Tesla - il genio della Fisica che per primo ha ipotizzato e messo in pratica questo metodo senza riuscire ad avere finanziamenti per proseguirne lo sviluppo - ed e' allo studio di un team di ricercatori guidati da Marco Santarelli, direttore scientifico di Res On Network e membro scientifico del progetto di ricerca Netonnets, ha avuto anche una prima applicazione pratica con l'illuminazione del terzo piano della Torre di Cerrano, nell'Area Marina Protetta del Cerrano (Abruzzo) e sara' presentato a Milano alla decima edizione del Festival dell'energia.

"In questo momento - sottolinea Santarelli- la trasmissione dell'energia senza fili e' la frontiera della ricerca in tutto il mondo perche' eliminare i 'cavi' rendera' i nostri dispositivi e tutto cio' con cui interagiamo molto piu' efficiente, pratico e decisamente meno costoso. Con tale scoperta potremmo prevenire black-out e fornire interi quartieri con energia in surplus di impianti rinnovabili.

Stiamo conducendo esperimenti importanti sulla rete elettrica tradizionale con un approdo ad un'energia senza fili che sfrutta anche l'energia da elementi ambientali secondo il principio della cosiddetta 'risonanza reciproca'. L'esperimento e' registrato come 'Elastic Energy' in team con esperti internazionali". 

Ma come funziona?

Per la trasmissione dell'energia prodotta da fonti rinnovabili e da una determinata massa o materia reperibile nell'ambiente, occorrono principalmente tre elementi: due bobine in rame, poste in qualsiasi posto, dette bobine di Tesla, che trasformano l'energia raccolta e creano nello spazio compreso fra loro un campo di forza e un trasformatore che rende il segnale energetico fruibile da una lampadina o da qualsiasi dispositivo richiedente energia elettrica, come elettrodomestici, Tv o computer, che cosi' non avranno piu' bisogno di essere attaccati a una spina per funzionare.

Dopo il primo esperimento nella Torre di Cerrano e' in corso il Progetto "Isola delle Reti" che vuole portare in un ecosistema molto fragile - l'Isola dei Pescatori, Stresa (VB) - in collaborazione con Enti internazionali, una sperimentazione e un miglioramento delle Reti di Tesla e di una ricerca fatta dal MIT anni fa.

I tempi per la diffusione di questa rivoluzione energetica non sono lontani, l'esperimento in Abruzzo ha dimostrato che e' possibile trasmettere energia a una distanza di 500 metri e di produrre e stoccare 1 kw e mezzo di energia al giorno e fra meno di un anno sara' pronto un primo prototipo che mostri il funzionamento delle bobine trasmettitrici a circa 20 km.

"Personalmente - conclude Santarelli- sia con il brevetto di Biro robot che permette il, monitoraggio real time dei consumi energetici, sia con quello dell'energia senza cavi, sto cercando di dimostrare che dalla scienza arrivano le soluzioni per abbattere i costi, l'inquinamento ambientale e prevenire i black-out. Nel prossimo futuro il costo dell'energia, luce e calore, potra' essere quasi zero e avremmo sempre meno interruzioni monitorando meglio l'efficienza energetica. Questo studio permettera' anche di monitorare meglio fenomeni legati alle infrastrutture critiche quali crisi e attacchi terroristici"

Redazione


30 maggio 2017

BCE VUOLE CONDIZIONARE LE SCELTE POLITICHE DEI PAESI DELL'EURO A PARTIRE DALL'ITALIA (CHI LE DA' IL DIRITTO DI FARLO?)



FRANCOFORTE - Ormai, la Bce si comporta non più come una banca, ma come fosse a capo della Ue con il diritto di veto e critica su stati, governi, elezioni. Questa sua invadenza ormai non ha più limiti ed è inaccettabile. Un po' come se - ad esempio - l'Ad di Unicredit o Banca Intesa dettassero la linea al governo, decidessero quali riforne vanno bene e quali no, stabilissero perfino se le elezioni siano opportune oppure no. 

E' esattamente quanto sta facendo la Bce.

"Il potenziale rialzo dei tassi di interesse sui titoli di Stato potrebbe riaccendere gli interrogativi dei mercati sulla sostenibilità dei debiti pubblici e delle imprese, anche a causa dell'incertezza politica su alcuni Paesi dell'area euro".

Questo è uno dei 4 rischi chiave identificati dalla Bce nel suo rapporto semestrale sulla stabilità finanziaria, anche se in verità il suo allarme è invece politico, ambito che non solo non le compete, ma che le è precluso.

"Negli ultimi sei mesi - si legge - la maggior parte degli stress sistemici nell'area euro sono rimasti a bassi livelli". Ed è appunto questo il binomio che caratterizza la relazione: la situazione generale è positiva ma con una incognita sull'obbligazionario, ovviamente correlata alla possibilità che la stessa bce proceda ad una graduale riduzione del suo piano di acquisti di titoli. "Il clima dei mercati finanziari è migliorato nel periodo in esame, ma permangono i rischi di riprezzamento sui bond", afferma il rapporto. "La redditività delle banche resta flebile e le prospettive risentono di una serie di fattori strutturali", tra cui la necessità di smaltire i crediti deteriorati, problema che riguarda anche l'Italia. Nel frattempo "la crescente mole del segmento degli investimenti finanziari ha il potenziale di amplificare i rischi alla stabilità finanziaria".

In questo quadro il rapporto identifica quattro rischi chiave sulla stabilità sui prossimi 2 anni. Il primo è questo di un "riprezzamento su scala globale delle attività a reddito fisso, con possibili ripercussioni sulle condizioni finanziarie", che potrebbe essere innescato da un cambio di aspettative dei mercati sulle politiche monetarie o economiche. Il secondo rischio chiave è quello di una sorta di spirale negativa tra bassa redditività delle banche e bassa crescita economica, mentre il settore sta affrontando sfide strutturali. Il terzo grande rischio è nella sovramenzionata possibilità di un riaccendersi "delle preoccupazioni sulla sosteniblità dei debiti pubblici e privati, nell'ambito di un riprezzamento del mercato obbligazionario e di incertezza politica in alcuni Paesi". Infine, l'ultimo rischio è quello sulle liquidità nelle imprese non finanziarie e le eventuali ricadute di problemi di questo tipo sul settore finanziario stesso. Infine, vi è il tema Brexit che tuttavia al momento non viene annoverato tra i rischi prevalenti. Anche se la Bce raccomanda alle banche di approntare "piani di transizione" su questa procedura.

Insomma, la Bce a guida Draghi - al cappio della Germania - si comporta come fosse la padrona dei governi d'Europa. Una padrona non democratica, in quanto non ha alcun mandato elettorale per esserlo, e per di più schermata da un muro di "immunità" sul piano legale e giudiziario (basti leggere il suo statuto) degno solo di una dittatura sudamericana.

Redazione Milano

VI SIETE SCORDATI DI MPS, POPOLARE DI VICENZA E VENETO BANCA? LA UE-BCE NO: LA PRIMA FORSE SI SALVA LE ALTRE DUE KAPUTT


La vicenda delle tre banche italiane da salvare, MPS, BPVI e VenetoBanca sembra assumere sempre più i contorni della farsa se non della tragedia.

Mentre i tedeschi hanno sistemato le loro banche traballanti facendo ampio ricorso ad aiuti pubblici, per quelle italiane si prospetta il fallimento o quasi.

E’ di queste ore la notizia che per le due banche venete, oltre alla ricapitalizzazione precauzionale da parte dello stato, viene richiesto da parte degli oligarchi ue anche un nuovo intervento privato per circa 1 miliardo di euro, 1.936.270.000.000 di vecchie lire, e questo perché la “ricapitalizzazione precauzionale” non può farsi carico dei crediti marci già accertati. Questo significa che dovranno essere venduti a valore di mercato, con ulteriori perdite a bilancio che richiederebbero appunto circa un miliardo di risorse fresche da trovare tra investitori privati. Chi possa essere così pazzo da fare un investimento a perdere, dopo la voragine che neppure Atlante è riuscito a coprire, non è dato sapere.

L’unica cosa certa è che senza questo intervento privato, non ci sarà l’ok da parte del IV Reich al salvataggio pubblico.

A questo c’è da aggiungere un aspetto tutt’altro che insignificante: gli azionisti di Popolare di Vicenza, che hanno accettato le somme proposte dall’istituto di credito per transare ed evitare cause civili, potrebbero vedersele tassate con aliquota progressiva, aggiungendo al danno la beffa! Questo accade perché la banca, ben attenta ai propri interessi, ha sempre usato il termine “ristoro” e non “rimborso danni subiti”. Questa sottigliezza fa sì che le somme percepite dagli azionisti Popolare di Vicenza non possano finire in tassazione separata, ma in cumulo agli altri redditi, facendo così lievitare lo scaglione di tassazione. In una parola: bastonati due volte. Chiaramente, se si fosse usato il termine “rimborso danni subiti”, sarebbe stata un’ammissione di responsabilità che il management dell’istituto si guarda bene dal volersi prendere.

Tuttavia se Sparta piange, Atene non ride: anche la vicenda del Monte dei Paschi di Siena, la banca più antica al mondo, sopravvissuta e guerre, invasioni, carestie e cataclismi vari, ma non ai manager in quota piddì potrebbe portare ad un nuovo bagno di sangue.

Infatti, oltre al massacro di azionisti ed obbligazionisti, ci sarà quello dei lavoratori: bce e commissione chiedono infattti 10.000 licenziamenti su un totale di 25.000 dipendenti. Diecimila famiglie che vedranno drasticamente ridursi le loro entrate non per colpa loro, ma per l’incapacità più o meno voluta del management di gestire la banca di Rocca Salimbeni.

Quello che mal sopportiamo, di tutta questa vicenda, è che a parità, se non situazione peggiore, i padroni del vapore della ue, ovvero i tedeschi e, in misura minore i francesi, hanno sistemato le loro banche infischiandosene del “divieto di aiuti di stato” piuttosto che dei vincoli di bilancio, tutte cose che vengono al contrario richieste e pretese da noi. A questo si somma il fatto che al momento nessuno dei responsabili di questi immani disastri, siano politici piuttosto che manager, abbia minimamente pagato il conto e che, anzi, quest’ultimo sia stato presentato più e più volte a chi ha avuto la sola colpa di essersi fidato del proprio direttore di filiale quand’anche non dello sportellista.

Un governo degno di questo nome avrebbe già sbattuto i pugni sul tavolo degli oligarchi di bruxelles e se ne sarebbe infischiato dei vari “sacri parametri”, che valgono sistematicamente per i paesi mediterranei e mai per la germania ed i suoi alleato. Sfortunatamente per noi, non abbiamo una classe politica, ma solo dei maggiordomi di interessi altrui, questo, almeno, fino alla prossima tornata elettorale, sempre che non escogitino un sistema di voto per perpetuare questo sistema.

Luca Campolongo

Fonti

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-05-21/popolare-vicenza-e-veneto-banca-ecco-perche-salvataggio-corre-sempre-piu-filo-rasoio-155012.shtml?uuid=AExVuSQB

https://scenarieconomici.it/attenzione-chi-ha-accettato-la-transazione-con-bpvi-e-vb-rischia-di-vedere-il-proprio-ristoro-tassato-in-modo-progressivo-ennesimo-gravissimo-pasticcio-sulla-pelle-dei-risparmiatori/

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2017-05-23/mps-confermati-88-miliardi-entro-luglio-l-ingresso-stato-083147.shtml?uuid=AExBK2QB

http://it.ibtimes.com/banche-e-aiuti-di-stato-perche-la-germania-e-piu-uguale-degli-altri-1427714

Facebook Seguimi